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Cominciare, creare e risorgere – prima parte

Il titolo mi piace ed è un bel cominciare, parole che ho trovato rileggendo la prima fatica di Ercole che si svolge nel segno zodiacale dell’Ariete, segno nel quale le caratteristiche basilari sono l’impulso a cominciare, a creare e a risorgere. Siamo in presenza di una fatica che segna l’inizio del Sentiero verso l’illuminazione, fondamentale quindi governare i pensieri e di conseguenza la mente, così da rendere distaccate le emozioni, vero e proprio impedimento per l’acquisizione della discriminazione necessaria per cogliere le istanze dell’anima e la sua progettualità.

Ho già parlato di questa fatica in un altro articolo  parlando dell’inesperienza dell’aspirante sul Sentiero Spirituale e della sua difficoltà a portare a termine i compiti che gli sono stati affidati. L’incapacità di cogliere appieno le forze in gioco e la loro capacità distruttiva porta a delegare le proprie responsabilità, cosa che accade inevitabilmente in questa fatica a discapito dell’amico Abderis, il quale dovette soccombere anche grazie alla superficialità espressa da Ercole.

Il segno dell’Ariete rappresenta la mente, e a questo punto si fa sentire maggiormente la sofferenza, perché la mente razionale divide producendo separazione tra ciò che è buono e ciò che non lo è, in pratica la magia bianca e la magia nera. Come sempre questi grandi eventi vengono vissuti nel piccolo delle nostre vite quotidiane, e quante volte la nostra capacità di discriminare, meglio ancora la nostra intuizione, ci ha fatto cogliere un nuovo inizio riconoscendo ciò che è male in luogo di ciò che può unire producendo l’armonia tanto anelata?

L’impulso a cominciare è proprio questo, quando cogliamo le due sponde di un fiume e cominciamo a nuotare, più o meno consapevolmente, verso la riva che ci fa intravedere la nostra anima. Percepiamo la forma come limitante, le situazioni ci vanno strette, il rischio diviene accettabile ma, sopratutto, si pensa meno a ciò che possiamo “perdere” facendo prevalere ciò che possiamo guadagnare e che diviene sempre più attraente. Significa mettere in relazione la causa con l’effetto, cogliendone il legame, significa uscire dagli automatismi e dai circoli viziosi per tracciare una direzione che tenga sempre più in considerazione l’anima come obiettivo.

Quante volte abbiamo sentito il bisogno di un nuovo inizio? Quante volte avremmo voluto metterci alle spalle esperienze che non volevamo più vivere ma che che siamo stati “costretti” a sperimentare comunque, senza la possibilità di affrancarci da esse? Quante volte siamo rimasti incatenati nelle pieghe della materia malgrado parti noi volessero e potessero volare, senza avere comunque la forza di staccarsi completamente da ciò che non era stato ancora vissuto fino in fondo? Quante volte… eppure tutto ha un inizio e una fine, attraverso l’impulso a cominciare che è insito nella materia, ma che non può non passare attraverso tutto ciò che ancora lo grava.

Per il momento mi fermo qui, ero partito con l’intenzione di esaurire questo argomento con un articolo ma strada facendo mi sono accorto che ne serviranno tre. Portate pazienza, ci sono parti di me ancora prolisse, e in questo caso ho sottovalutato l’argomento, un po’ come fece Ercole nella sua prima fatica.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.
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