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Cedere favorisce il ricevere – seconda parte

cedere favorisce ricevere 2parteCi eravamo lasciati nella prima parte di questo articolo con l’antico adagio che ci rimanda al fatto che chi troppo vuole nulla stringe, anche se, osservando per esempio la politica dei nostri giorni, parrebbe decisamente il contrario. Ma il karma è preciso, e prima o poi, in questa vita o nella prossima, parafrasando Massimo Decimo Meridio nel film il Gladiatore, tutto questo sarà equilibrato ed ognuno farà i conti con ciò che ha seminato.

Ma per giungere a questo bisogna passare per prove ed errori, una specie di patapim e patapam, dove agito e subito si alternano per plasmare una coscienza in grado di cogliere la via di mezzo, quella commensura che renderà coerenti le nostre vite. Liberiamoci quindi di questi fardelli inutili, tipo il senso del dovuto, facciamoci un regalo cedendo qualcosa di noi e rendere le nostre vite più avventurose, invece di coltivare schemi prestabiliti di cui sappiamo già gli inevitabili effetti… aria nuova nella nostre vite, aprendo le finestre del nostro cuore così che possa essere toccato da un cambiamento percepito finalmente come possibile.

Vogliamo ricevere dagli altri ciò che vogliamo e che riteniamo giusto e sacrosanto? Questo non accade mai? Siamo rimandati sempre e comunque a noi stessi e con le pive nel sacco? Non importa, la vita va avanti sempre e comunque, e proprio perché va avanti in ogni caso che possiamo finalmente trovare il senso di ogni cosa senza per forza affermare i capricci di una personalità che non vuole cedere… tra l’altro non vuole neanche ricevere quanto spettato, sono solo parole per dare aria ai denti, in fondo in fondo, ma neanche tanto in fondo, mantenere la recriminazione è un must al quale non si vuole rinunciare tanto facilmente.

Crediamo che spetti solo agli altri agire in un determinato modo? Basta con i privilegi, scendiamo finalmente dalla torre per unirci al popolo, facendo della recriminazione una opportunità per cogliere dove siamo di impedimento al fluire della vita, e risolverla finalmente a nostro favore facendo noi quello che vorremmo facessero gli altri. Vi sembra complesso tutto questo? Dovreste vedere quanta fatica occorre per fare diversamente, perché non è intelligente trattenere per ricevere.

Un pò come seminare nell’orto, provate a raccogliere tenendo il seme in mano, vedrete che raccoglierete ben poco quando secondo le vostre aspettative avreste dovuto ricevere i frutti del vostro lavoro. Un chicco di grano deve morire per dare pane, se rimanesse in sospensione, anche in questo caso, ciao ciao bambina… no cedere niente pane, dura lex sed lex. Ci pensa poi la vita, come direbbe il cantante Ligabue, a scuoterci ben bene così da indurci a cedere, bacchettandoci sulle mani per farci mollare quanto trattenuto prima che giunga a maturazione.

Ci vuole intelligenza per lasciare andare… si chiama anche amore, la libertà che ti dona una coscienza più saggia in grado di riconoscere che esiste un tempo per ogni cosa, un tempo per raccogliere e un tempo per cedere nel quale mettere a dimora quanto necessario per raccogliere successivamente frutti migliori.

Dai facciamolo, come nell’imitazioni di Crozza del Presidente della Sampdoria calcio Ferrero… facciamolo, perché il benessere passa qua, avendo sempre meno il bisogno di trattenerlo, perché lo riconosceremo presente in ogni aspetto della nostra vita. In questo modo perderemo il timore di rimanerne senza, perché basterà alzare gli occhi per percepirlo in ogni aspetto della vita… cedere non sarà più un dramma e ricevere non rappresenterà più una “lesa maestà”, perché verranno posti in equilibrio.

Per meglio approfondire questo e altri argomenti vi rimando alle conferenze di presentazione della scuola Energheia http://www.yogavitaesalute.it/conferenze/categoria/yoga-vita-e-salute-yvs a cura delle 8 sedi italiane, dove avrete la possibilità di conoscere le nostre attività che conducono alla stabilizzazione della coscienza sul piano dell’anima.

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.
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