Andare oltre

andare oltreSono tempi stressanti, nei quali si è messi a dura prova, e come ne veniamo fuori se non cercando di andare oltre? Poi c’è modo e modo, si va oltre a parole, si va oltre col pensiero, per non parlare delle emozioni che sono difficili da digerire, oppure perché sentiamo che non possiamo fare altrimenti e che, soprattutto, lo possiamo fare con il cuore, comprendendo le istanze di chi o che cosa, solo in apparenza, ci sbarra la strada, semplicemente, applicando la compassione.

Non riconosco altra via se non la compassione, altrimenti non se ne esce, voi che ne dite? D’altra parte se non ci mettiamo nei panni degli altri, come possiamo essere fautori di armonia e benessere? Questo articolo è partito con parecchie domande, le stesse domande che pongo a me stesso, domande che producono risposte che mi piacciono sempre di più, risposte che, comunque, vorrei sempre più chiare così che la mia vita possa essere sempre più gradevole.

Come ripeto spesso ad Energheia, prima scuola italiana di formazione per Terapeuti esoterici, “un secondo dopo non l’ha ancora vissuto nessuno”, normale quindi, poco o molto, averne timore, dovendosi rapportare con qualcosa che ovviamente non conosciamo sino in fondo. La vita è costellata di limiti, che sono fondamentalmente dentro di noi, quelle parti ancora incoerenti che sono d’impedimento al fluire dell’anima.

Come faremo dunque, ad andare oltre i nostri limiti? Come faremo ad accoglierli in tutto il loro manifestarsi, se non siamo disposti a cedere parti di noi, ripristinando un flusso che sia vitale perché incanalato adeguatamente verso la sorgente che è il nostro vero Sé? Ancora domande lo so, ma d’altra parte, per avere buone risposte bisogna fare domande adeguate, aggiungendo il fatto che bisogna esserne responsabili, accettandone il ritorno come una progettualità della coscienza che deve sperimentare quanto necessario per la propria evoluzione.

Alcune volte di andare oltre non ne sentiamo proprio la necessità, magari lo percepiamo anche, ma il prezzo da pagare risulta, nelle nostre illusioni, troppo elevato, oppure ci irrigidiamo a tal punto da non lasciare nessun varco, neanche un minimo spiraglio, nel quale possa intrufolarsi chissà che cosa, qualcosa di estremamente pericoloso, certamente, per la nostra presunta ragione. La ragione per sua natura è separativa, perché espressione della mente razionale, una mente che manca della visione lungimirante dell’anima.

Andare oltre salendo sul cocchio dell’Anima ci rimane l’unica cosa sensata che possiamo ordire nei confronti della nostra personalità, d’altra parte non possiamo perorare la sua ignoranza, vera fonte di sofferenza. Quando ci poniamo in questa condizione, tutto diviene più semplice, la cedevolezza del non volere avere ragione a tutti i costi, cede il passo alla consapevolezza che pone in cima alle priorità la maggiore armonia possibile da alimentare ad ogni costo.

Andare oltre non significa mettere da parte se stessi, anzi, è esattamente il contrario, perché così facendo, potremo entrare in rapporto con l’essenza dell’amore. Cedere significa riconoscersi parte di un tutto di cui avere cura partendo da se stessi, magari cominciando ad andare oltre le “manfrine” quotidiane che servono solo a creare divisione e di conseguenza malattia, dove quella fisica, probabilmente non è neanche quella di cui preoccuparsi maggiormente.

Forza e coraggio dunque, facciamo questo salto nel vuoto apparente, andiamo oltre, magari scopriremo che il precipitare sarà verso l’alto, ma dovremo farlo noi in prima persona, poiché il sentito dire non risolverà mai le lacune che, solo l’esperienza potrà colmare.

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Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.