Amore?

amoreQuante volte ci siamo sentiti sconfitti e perdenti, immersi nelle nostre pene d’amore! Così forte e impulsivo è stato spesso il nostro bisogno di essere amati da diventare un imperativo categorico, una spinta irrefrenabile a possedere e ferire pur di ottenere e distruggere. E abbiamo addirittura scambiato la nostra distruttività per amore incompreso, per bontà non riconosciuta e abbiamo chiamato comportamento generoso quello che in realtà era un’ambigua seduzione, un’offesa alla Vita!

Abbiamo parametri di riferimento un po’confusi, vecchi equivoci da chiarire, risposte migliori e più benevole da dare alle nostre istanze amorose. Affermiamo di non poter vivere senza lui o senza lei e siamo anche capaci di singhiozzare e star molto male senza l’oggetto del nostro amore, ma se poi riusciamo a riprenderlo nella rete siamo ugualmente capaci di sottostimarlo demolendone la fiducia in se stesso e riversandogli addosso la causa di tutta la nostra infelicità, mentre affondiamo gli artigli sulla preda.

Accade a tutti, è normale nel quarto regno di natura affezionarsi all’oggetto invece che sentirsi soggetto d’Amore, perché “abbiamo bisogno l’uno dell’altro” … perché non sappiamo come stanno veramente le cose … perché siamo educati in un certo modo, di generazione in generazione, con scarsissime informazioni oggettive sul nostro conto, una conoscenza molto difettosa di noi stessi e una logica sentimentale il più delle volte stereotipata e ingannevole che dell’amore vero ha e sa assai poco.

Eppure questi tentativi maldestri, benché inconsapevoli, rappresentano i nostri sforzi per avvicinarci a una reale esperienza di comunione, che va ben oltre i limiti della nostra personalità e punta inesorabilmente verso le vette dell’Anima.

Nel frattempo siamo disposti ad accettare pressioni, raffiche di rabbia e flebo di tristezza pur di non aprire gli occhi, pur di non accorciare le distanze rivedendo le dinamiche dei nostri rapporti da un altro punto di vista, senza il cicaleccio ossessivo e assordante della nostra percezione piccina piccina. Allora meglio non riconoscere le conseguenze del nostro comportamento, meglio non affrontare il diritto alla libertà di scelta, meglio non essere esposti ai rischi di una possibile solitudine che potrebbe metterci veramente di fronte a noi stessi. Ma quale sovranità potrebbe derivarne!

Così sopportiamo il dolore di una corda troppo stretta che ci stringe all’altro e ci nega la libertà, accettiamo insomma di soffrire insieme piuttosto che allietarci a vicenda: del resto sarebbe insopportabile la fatica di un cambiamento attivo e responsabile.

Dovrebbero spiegarci bene, sin da piccoli, cos’è questo Amore! Ma dovrebbe esserci qualcuno in grado di insegnarlo e invece l’Amore si impara soltanto. Non possiamo far altro che sperimentare, sbagliare e imparare sulla nostra pelle mentre si aprono le vie della consapevolezza: questo è il punto di tutta la faccenda.

Amore, il Vincitore, è stato detto, altro che perdente: questa immane energia ci avvicina al segreto e alla gioia del dono di sé, ci introduce al mistero dell’Unità mai violata in cui le parti separate dal tempo tornano a essere e a sapersi una cosa sola da sempre. Così è ovunque, in ogni luogo dello spazio, in ogni stanza del cuore, al di là dei confini della nostra coscienza.

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.