A proposito di evoluzione

evoluzioneQuanto ci gasa intavolare discussioni su noi stessi piuttosto che sulla grande avventura di esistere e sulla possibilità di evolvere?
E quanto riusciamo a discriminare quello che può essere un rischio involutivo nel nostro procedere?
Possiamo parlare di evoluzione finché vogliamo, ma non per questo evolviamo davvero. Sottoporre il metallo all’azione del fuoco perché divenga incandescente e sia purificato e plasmato dall’azione della fiamma, è cosa da fornace più che da salotto.
Nelle fasi iniziali della percorrenza del sentiero interiore si può cedere però alla tentazione di frequenti quanto vane disamine circa la propria crescita, l’espansione della propria (meno dell’altrui) coscienza, ambite conquiste spirituali che impettiscono i principianti esponendoli a un rischio abbastanza comune. Le parole si gonfiano, si spostano, si evitano, si raggomitolano e diventano come iridescenti bolle di sapone, senza coerenza, senza consistenza. Diciamo tante cose, utilizziamo tante belle metafore, ci facciamo portatori di elevati concetti, ma quanto poi ad applicarli a noi stessi…è un’altra cosa!
Nella realtà dei fatti rimaniamo ancorati a minime faccende, insignificanti giustificazioni che attraggono satelliti di pensiero altrettanto inutili se non rischiosi che orbitano attorno ai detriti della nostra coscienza. Pericoloso sostare quando il mondo richiede un’azione chiara e forte. Pulita.

È proprio così difficile crescere? Perché si fanno tante storie quando si tratta di comprendere un errore e di adottare un comportamento migliore, nuovo? La psicologia dello yoga sa dove sono riposte le cause dei nostri atteggiamenti e del nostro agire, bisogna meditare e scandagliare a fondo senza aver paura di noi stessi e delle lezioni del karma, per elevarci dalle ottusità e dalle resistenze della materia. Se veramente dedicassimo tempo ed energie alla nostra evoluzione, miglioreremmo in fretta, sostenuti dalla naturale corrente della vita. Invece ci attardiamo nel nostro rimuginare, non molliamo l’attaccamento a vecchie consuetudini, riteniamo erroneamente che la pesantezza della materia prevalga inevitabilmente sulle frecce che lo Spirito scocca per fondersi con essa.
Quando gli ostacoli sono troppo pesanti e diventa difficile spostarli la cosa più comoda allora è sedervisi sopra. Diventiamo tutt’uno con l’ostacolo e facciamo un bel monolite alla nostra pigrizia. Lo zaino che portiamo si riempie intanto di altra zavorra, mentre la legge di attrazione continua ad essere attiva e a inviarci ciò che invece diciamo di non volere. Se prendessimo un po’ più sul serio la nostra evoluzione, attireremmo immancabilmente realtà diverse e conformi, utili a rendere più adeguati i nostri sforzi nella risoluzione delle difficoltà. L’esortazione “In alto i nostri cuori” è un monito verso il cielo, ci indica di non sovraccaricare inutilmente i nostri cuori e di rivolgere le nostre energie verso la realizzazione dello Spirito, la più elevata realtà cui possiamo aspirare. Se vogliamo evolvere davvero quel che serve è la comprensione del nostro soggiorno terreno all’interno del Tempio planetario, che può diventare sacro a patto che ognuno di noi lo edifichi prima dentro di sé allineandosi alla volontà di Bene, all’opera del grande Architetto che costruisce di continuo sapendo che non esistono nell’Universo parti ormai compiute e perciò statiche* .

Certo è più rassicurante un’astratta idea di evoluzione che lascia tranquille e immobili le forze della personalità, piuttosto che un’azione concreta che muove e modifica la nostra coscienza. Ho visto campi aridi ricoprirsi velocemente di un meraviglioso e tenero tappeto verde quando le condizioni sono cambiate e hanno consentito una trasformazione. E non può succedere anche alla coscienza nostra o di tutta la terra veder spuntare la tenerezza di un nuovo risveglio mentre si spaccano le croste dei vecchi mummioni di pietra e l’acqua di vita sgorga copiosa?

 

418-mondo del fuoco 1 – ed. nuova era

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.