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A me gli occhi

a_me_gli_occhi_300_0Da bambini abbiamo sicuramente incontrato situazioni reali o immaginarie in cui ci siamo sentiti in un angolo, incapaci di affrontare il senso di rifiuto e frustrazione. In queste situazioni probabilmente abbiamo pensato che se fossimo riusciti ad attrarre l’attenzione e l’approvazione degli altri, prima di tutto quella di papà e mamma, avremmo ottenuto tutto l’amore e tutta la protezione di cui sentivamo la mancanza. Abbiamo allora escogitato, dal nostro piccolo punto di vista, maniere utili a raggiungere questo scopo. È cominciata così l’estenuante ricerca di attenzione, mai saziata, mai sufficiente a colmare il vuoto di amore e di certezze che brucia dentro. Per questo accettiamo di conformarci alle richieste altrui, anche se in contrasto con ciò che siamo veramente; facciamo in modo di metterci in vista, nel bene o nel male, anche a costo di conseguenze deleterie; cerchiamo di dimostrare la nostra bravura, investiamo tutto il talento possibile per spiccare in qualche ambito della vita, mettiamo in piazza il nostro spirito di sacrificio e l’abnegazione di cui siamo capaci per costringere gli altri ad amarci e per ricevere in cambio simpatia, aiuto, approvazione. A volte crediamo sul serio a questa messa in scena e al nostro pseudo altruismo: a tal punto idealizziamo l’immagine di noi stessi che finiamo per considerare veritiero ciò che è fallace.

Quello che stiamo facendo in questo modo va ben oltre un’imbiancatura di facciata. Stiamo cercando di far tacere il senso di sfiducia e di biasimo che abbiamo nei nostri confronti, mettendo in atto comportamenti mistificatori e richiedendo dagli altri, con l’inganno, ciò che noi stessi non sappiamo riconoscerci: la capacità di vivere e di dare senza il bisogno di mercificare in vario modo il nostro valore. Stiamo sprecando tempo ed energie preziose per estorcere l’attenzione altrui senza pensare che sarebbe molto meglio portare la nostra attenzione verso quei tratti della personalità che invece avremmo bisogno di curare. Pensiamo erroneamente che, senza uno sguardo puntato su di noi, la nostra esistenza può svanire. È come correre senza sosta sul tapis roulant: corri, corri e non arrivi mai a colmare le distanze tra ciò che vorresti ottenere e ciò che sei, tra l’attenzione che vorresti ricevere in modo esclusivo e l’indifferenza che senti attorno a te … e più sei bravo, più ti tirano le pietre! A parte il fatto che non puoi raccogliere ciò che non semini.

Così, invece di estinguersi, il senso di impotenza e frustrazione cresce e alimenta una specifica dipendenza dall’illusione di ricevere amore solo se ne si è degni. È una strana forma di meritocrazia, che non tiene conto della dignità insita comunque nella sacralità dell’esistenza. Mi è stato ricordato da poco che non esiste cosa al mondo che non sia degna di essere amata per ciò che è. Non occorre un particolare curriculum vitae per meritare attenzione e rispetto. Senza contare che l’amore poi non è solo magnetico, è anche radiante quando la coscienza e la forma in cui si esprime lo consentono. Quando comprendiamo di poter essere non solo oggetto, ma soprattutto soggetto d’amore, troviamo la soluzione al dilemma e, come diceva San Francesco, ci accorgiamo che è proprio dando che si riceve. Sappiamo allora guardare con gli occhi dell’Anima, che non ha nessun bisogno di attirare l’attenzione su di Sé perché semplicemente è la sua Presenza a trasmettere tutto ciò che serve.

Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.
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