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360° a vista

360_vista_300_0Per avere una visione completa delle cose non è detto che dobbiamo girare continuamente in tondo come la mola del mulino o la macina del frantoio, anche se questo è quello che normalmente accade quando cerchiamo di spremere le meningi per comprendere fino in fondo i fatti della nostra vita e trarre il frutto migliore dalla nostra esperienza. Non sempre però riusciamo a spiegarci gli avvenimenti che “ci capitano” e non è facile trovare la vera causa delle nostre angustie per capire la lezione che la vita vuole donarci.

Eppure se il seme non muore, se non eliminiamo il guscio delle vecchie forme e la corteccia delle abitudini obsolete, non potremo consentire a una nuova verità di farsi strada dentro di noi, da qualsiasi direzione possa zampillare. La pratica della meditazione è lo strumento migliore per decondizionarci da anni, decenni e secoli di automatismi e consente una conoscenza nuova da cui scaturiscono azioni diverse e spontanee. La sicurezza che proviamo nel rimanere agganciati alle nostre coazioni a ripetere, nel tentativo di risolvere un problema compiendo ripetutamente le stesse azioni, equivale allo sforzo di chi spinge o trascina una grossa pietra pensando che solo così riuscirà a liberarsene. Temiamo di perdere tutto, persino noi stessi, se la smettiamo di fare quello che stiamo facendo e che abbiamo fatto finora, magari senza esserne per nulla consapevoli. Se, invece di continuare faticosamente a spingere un masso che oltretutto ci impedisce di vedere cosa c’è al di là, prendessimo l’iniziativa di salirci su per osservare meglio quello che c’è intorno, avremmo la possibilità di ammirare prospettive probabilmente più interessanti. Al contrario ci ostiniamo a spingere a testa bassa, senza nemmeno accorgerci di dove stiamo andando e della direzione che stiamo prendendo.

Cresce allora la rigidità emotiva, limitiamo la nostra mente, ci sentiamo fisicamente affaticati mentre smarriamo il punto fermo al centro di noi stessi e ci sfugge l’ampiezza del moto della vita, che per definizione è ciclico e a spirale. La nostra visuale si restringe drasticamente nei confini di un misero angolo acuto. E perché invece di sentirci schiacciati dalla coercizione di un tracciato caratterizzato da un moto passivo non proviamo a costruire un bell’angolo giro, attivo, da disegnare utilizzando noi stessi proprio come un compasso con la punta sul foglio della nostra esistenza, al centro di questo attimo? Mentre con la mina di grafite tracciamo idealmente la circonferenza della nostra consapevolezza e definiamo meglio lo spazio della nostra azione, diventiamo più stabili psicologicamente, costretti ad essere attenti se vogliamo ottenere un risultato preciso. Un occhio al centro e contemporaneamente alla periferia e un altro occhio sovrastante la visione perché l’insieme risulti ben fatto. Senza diventare strabici. Purtroppo il fatto di essere abbastanza scoordinati ci impedisce di raggiungere il risultato armonioso di 360 gradi a misura d’uomo, in cui un proposito amorevole e intelligente esprima tutta l’ampiezza delle nostre possibilità. Perché? Perché troppo spesso perdiamo di vista l’intero esasperandone solo una parte o ciinzucchiamo in una traiettoria che ci sembra ineluttabile, assoluta e che poi finirà per mostrarci che in realtà non era l’unica e che avremmo potuto percorrere molte altre strade. Quando puntiamo in una sola direzione, convintissimi, arroganti, “sparati” come un missile appena sganciato, forse proprio allora dovremmo svoltare per non perdere la curvatura di un movimento armonico mantenendo il contatto col centro, Atman, la scintilla divina pulsante nel più profondo del cuore. Da lì la visione è illimitata. Tutto sta nell’arrivarci … così lontano e così vicino dentro di noi!

Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.
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