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Psicologia dello Yoga

Il più grande mistero della storia dell’umanità è rappresentato senza dubbio dalla coscienza umana. Sondare e comprendere le sue profondità e le sue altezze è stato l’obiettivo di tutti coloro che, nel corso dei millenni, hanno potuto e voluto cimentarsi nel compito di capire e trasformare se stessi per realizzare il meglio che la condizione umana ci consente.
La psicologia contemporanea, acquisizione recente del nostro bagaglio cognitivo pur rappresentando un valido passo in avanti nel tentativo di comprendere la natura umana, non ha però gli strumenti per poter dire una parola definitiva sulle cause della nostra sofferenza.

Questo perchè non conosce la vera struttura della coscienza e della realtà in cui viviamo.
Tradizioni millenarie, come quella del Raja Yoga, hanno dimostrato nel corso dei secoli di possedere le conoscenze adeguate e necessarie per capire e realizzare la coscienza umana, elevandola dalla palude dell’ignoranza, generatrice di sofferenza. Nel corso di quarant’anni di sperimentazione personale, oltre ad avere realizzato ciò che il Raya Yoga descrive, ho avuto anche modo di mettere a punto delle modalità di approccio a se stessi più adeguate allo stato della nostra coscienza in questo periodo dell’umanità.
Tutto questo è compendiato in ciò che io chiamo La Psicologia dello Yoga, a significare la fusione tra l’antica saggezza e la scienza ontemporanea.

In questa pagina del nostro portale cercheremo di rendere più accessibile a tutti la conoscenza di questi strumenti, così utili per la conoscenza di sé e per il superamento di quei limiti soggettivi che impediscono all’individuo di comprendere la vita e di viverla con gioia e soddisfazione.

Cominciare, creare e risorgere – seconda parte

Avevamo lasciato Ercole alle prese con la sua prima fatica nel segno dell’Ariete cominciando a parlare del primo dei tre impulsi che contraddistinguono questa prova, quel cominciare che poi porta a creare e risorgere. Il segno dell’Ariete è legato alla forma come prigione dell’anima, per questo Ercole viene immolato nella materia dove la ruota del karma inizia il suo ciclo. L’anima potrebbe liberarsi velocemente delle forme che la limitano, ma che senso avrebbe, senza la…

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I colori

Amo il bianco … e i colori. Mi piace tuffarmi dentro i colori e usarli: puri, mescolati, inventati. Mi piace sentire le sensazioni che producono, la musica che suonano. Mi piace scoprire il colore delle cose, la luce che danno. A volte mi mancano altri colori, quelli che ancora non conosco, che non so riprodurre, che non trovo in nessuna tavolozza. I colori rappresentano le possibilità del nostro agire, sono un filo diretto con la…

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Stare bene

Quante volte ci sentiamo bene? Non è una domanda da poco, porsela richiede energia ed umiltà qualità che non mancano certamente a quegli “eroi” che stanno proseguendo nella lettura. Stare bene è una sensazione intima e quindi difficilmente comunicabile casomai lo possiamo paragonare al sentirsi nel posto giusto al momento giusto. Quelle volte in cui percepiamo di essere a “posto” sprigioniamo positività, siamo come inebriati da un calmo ottimismo che avvicina le persone, rendendoci particolarmente…

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Cominciare, creare e risorgere – prima parte

Il titolo mi piace ed è un bel cominciare, parole che ho trovato rileggendo la prima fatica di Ercole che si svolge nel segno zodiacale dell’Ariete, segno nel quale le caratteristiche basilari sono l’impulso a cominciare, a creare e a risorgere. Siamo in presenza di una fatica che segna l’inizio del Sentiero verso l’illuminazione, fondamentale quindi governare i pensieri e di conseguenza la mente, così da rendere distaccate le emozioni, vero e proprio impedimento per…

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I no e la negazione della gioia

Chi non si è mai sentito dire: no?! Quando i nostri genitori da piccoli ci negavano qualcosa, era una vera tragedia, ci sentivamo morire. La vita è intrisa d’impossibilità che limitano il nostro volere, e l’educazione rigida, forse antica e bigotta dei nostri genitori, ci ha abituati ad accettare, almeno in parte, i no della vita. Quando i no diventano frequenti e quotidiani, bisogna iniziare a porsi delle domande. Non sono solo i no a…

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Il rimpianto

Quando non siamo soddisfatti di noi stessi e della nostra condizione presente, per compensare lo squilibrio interiore costringiamo la coscienza ad assumere posizioni scorrette che sono sicuramente scomode e che possono diventare croniche, tanto da ripercuotersi sul nostro povero corpo fisico, costretto così a subire le ingiurie della nostra ignoranza e della nostra ostinazione. La sofferenza allora non è solo psicologica e se non correggiamo i nostri errori con una maggiore consapevolezza, ci troveremo poi…

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