Sette buoni motivi per accostarsi alla lettura de La Dottrina Segreta della Blavatsky – settima parte

Siamo all’ultima parte di questo contributo che, senza troppe pretese, ipotizza 7 piccole difficoltà che potrebbero scoraggiarci durante la lettura de La Dottrina Segreta di Helena Petrovna Blavatsky,

1 – Il costo dei libri

2 – La lunghezza del testo

3 – La vastità culturale dell’autrice

4 – La complessità degli argomenti

5 – L’antichità dell’opera

6 – L’ampiezza di note e di citazioni

7 – Il linguaggio e la forma espressiva

e in qualche modo cerca di fornire qualche supporto in aiuto e qualche buon motivo per approcciare quest’opera.
Vediamo i punti rimanenti.

 

5 – L’antichità dell’opera

La Dottrina Segreta è stata scritta tra il 1893 e il 1897, dunque più di un secolo fa’! Specie se si considera la velocità con cui le cose evolvono da almeno un ventennio a questa parte, possiamo benissimo dire che da allora, ne sono accadute di cose, e dunque l’opera potrebbe dirsi “anzianotta”!

L’aspetto “vecchiezza” potrebbe anche costituire un motivo per tenersi lontani da quest’opera: “forse sarà piena di idee sorpassate”, “scienza? ma che ne sapevano di scienza nell”800?”, “chissà quanta superstizione”… queste o simili riflessioni sarebbero del tutto legittime…

Potrebbe essere un ottimo modo per affrontare questi preconcetti, ovviamente concedendo un attimo il beneficio del dubbio all’opera, concedersi il piacere di scoprire quante a quali “idee avanzate” e “futuristiche” vi siano contenute, idee che di fatto, hanno trovato e trovano corrispondenza in archeologia, filosofia e sopratutto nella scienza moderna. Numerossissime “predizioni”!

Si pensi solo al concetto di atomo o di luce, sviscerato nella Dottrina, e gli studi di quel periodo, proprio sull’atomo “fisico” e sulla “struttura” della luce.

Oggi sono tantissime (ed ai nostri giorni le librerie -guarda”caso”- pullulano di opere di divulgazione in materia, mirabilmente semplificate per i profani ma appassionate e competenti) le coincidenze fra concezioni esoteriche e le più recenti teorie della fisica quantistica, si veda ad esempio l’idea del corpo eterico e l’incredibile vicinanza con i concetti scientifici di campi magnetici, linee di forza e griglie, alla base di ogni struttura atomica…

Insomma, il piacere della ri-scoperta, in questo senso, sarà un validissimo supporto alla lettura!

Chiudiamo questo quinto punto con una piccola “chicca”: si dice che la nipote di Albert Einstein, nel 1960, ad Adyar (India), dichiarasse che lo zio tenesse una copia de La Dottrina Segreta sul tavolo da lavoro (altri dicono sul comodino) e che probabilmente questa copia gli fosse stata data da Gustaf Stromberg, astronomo svedese, amico del fisico. Fa un certo effetto, immaginare Einstein che “fa una pausa” dalle sue elucubrazioni che furono propulsive per la fisica moderna, svagandosi un po’ con la lettura della Dottrina Segreta!

 

6 – L’ampiezza di note e di citazioni

Altro “zoccolo duro” che scoraggia quando si apre un libro, si butta l’occhio e si scorrono in fretta le pagine: le note! Interrompono la lettura, costringono ad andare a pie’ pagina o alla fine del capitolo o del libro, sono scritte in caratteri minuscoli… “Chissà cos’altro c’è da dire”, uno alle volte si chiede, vedendo il numerino all’apice di una parola!

Bene, La Dottrina Segreta ne è zeppa! Ce ne sono quasi ad ogni pagina, spesso più d’una e ce ne sono di così lunghe che alcune, in una pagina, lasciano poche righe al testo principale o addirittura occupano uno a due pagine seguenti…

Però, niente panico!

Nell’opera, Madame B. utilizza le note sopratutto come approfondimenti, insomma “scarica” il testo principale di tante di quelle informazioni aggiuntive che davvero lo renderebbero ostico! Inoltre vi riporta spesso le fonti a cui rimanda durante la sua trattazione, libri antichi o moderni, studi precedenti ecc…

Consigliamo di non lasciarsi intimorire da quest’aspetto ed anche in questo caso, invochiamo in aiuto una libertà sacrosanta del lettore, quella di ignorarle! Tuttavia nulla vieta che se l’argomento sta stuzzicando l’interesse, uno possa soffermarsi un attimo, magari segnarsi il tal titolo e cercarsi successivamente quel testo…

Inoltre potrebbe essere parecchio interessante realizzare quanto segue: c’è tutta una vasta letteratura successiva ad Helena Petrovna Blavatsky, esoterica e non, che cita a più non posso la nostra cara signora… Powel, Bailey, Besant, per fare qualche nome… Se vi trovaste ad approcciare qualcuno dei loro libri, probabilmente più scorrevoli e strutturati, rispetto alla Dottrina, state pur certi che spessissimo vi imbatterete in rimandi a Madame B. e particolarmente alla sua opera principale; e infatti questa ha costituito (e tuttora costituisce) un punto di riferimento per il pensiero esoterico e per quanti siano interessati al pensiero multidisciplinare o -come si suol dire- “trasversale”… Questo fa sì che la Blavatsky costituisca una specie di “ponte” che mette in relazione tutta una vasta letteratura successiva, anche vicinissima a noi temporalmente, con una serie di testi ben più antichi e forse di difficile reperibilità o dei quali, senza Madame B., se ne saprebbe poco e niente…

Considerare questi “vantaggi” potrebbe in qualche modo supportare un lettore che si senta “interrotto” durante il suo incedere nella lettura de La Dottrina segreta.

 

7 – Il linguaggio e la forma espressiva

E infine, l’ultimo “scoglio”: la maniera si scrivere.

Madame Blavatsky era russa… e i russi, si sa (concediamoci un pizzico di ironia), scrivono in maniera pesantissima! Frasoni lunghi, con un sacco di frasette incidentali a spezzettarli, paragrafi lunghissimi, senza manco un’andata a capo per pagine intere… Pure questo è un deterrente, anche per il lettore più accanito!

Fortunatamente la Blavatsky ottenne ottimo supporto per scrivere in inglese o per tradurre ciò che magari le capitava di scrive nella sua lingua e occorre aggiungere, per il nostro caso, che i traduttori italiani hann ofatto un ottimo lavoro.

Diciamo che alla fine ci è pervenuta un’opera tutto sommato leggibile e a voler essere onesti, non si soffre più di tanto l’origine dell’autrice. Tuttavia, qualche parte pesantuccia, la si può incontrare, specie lì dove l’autrice diventa più appassionata… E’ proprio in questi casi che consigliamo di tenere duro, perché sono le parti in cui Madame B. può tirar fuori una delle sue micidiali “stilettate”!

Ebbene sì, H.P.B. non le mandava di certo a dire e se aveva da scagliarsi contro il vuoto perbenismo, contro il più bieco servilismo, contro autori e dichiarazioni in malafede, beh, è in questi casi che la sua forma espressiva si fa davvero spassosa!

Tanto per fare un piccolo esempio, neanche il più felice, un capitolo in cui l’autrice parla di atomo e di luce, sfidando apertamente con “armi esoteriche” le incertezze che all’epoca manifestavano i fisici in merito, è esplicitamente intitolato: “I fisici moderni stanno giocando a mosca cieca”. Altro che toni diplomatici!

Ed eccoci, infine, al termine di questo contributo, sulla cui utilità non possiamo far altro che incrociare le dita e sperare a favore di tutti coloro vorranno essere o vorranno tornare ad essere lettori o “spizzicatori” de La Dottrina Segreta. A loro, e a qualunque altro lettore, concludendo, lasciamo una ultima citazione da quest’opera, un ultimo brano che -direttamente da Madame B.-speriamo fornisca un incoraggiamento alla sua lettura:

“Queste verità non sono presentate in nessun senso come una rivelazione; né l’autrice ha la pretesa di assumere la veste di rivelatrice di una dottrina mistica, resa pubblica ora per la prima volta nella storia del mondo. Il contenuto di quest’opera si trova disseminato in migliaia di Volumi che costituiscono le scritture delle grandi Religioni asiatiche e delle antiche Religioni europee, ma, essendo celato sotto glifi e simboli, è rimasto finora inosservato a causa di questo velo. (…) Non occorre dire che quest’opera non costituisce la dottrina segreta in tutta la sua integrità, ma contenine soltanto un numero scelto di frammenti delle sue affermazioni fondamentali (…) Probabilmente molti fra i lettori considerano quest’opera come un romanzo di avventure…”

(Il brani citati sono tratti da: Helena Petrovna Blavatsky, La Dottrina Segreta, Roma, Istituto Cintamani, 2006)

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Maxmiliano Bancheri

Maxmiliano Bancheri

Sono nato in privincia di Caltanissetta nel 1973 e vivo a Delia (CL), al centro “quasi esatto” della Sicilia. Sono sposato con Irene dal 2002. Dalla scuola media, alla Maturità Classica, a un anno e mezzo di Teologia, ho frequentato per 11 anni il Seminario vescovile in Caltanissetta; successivamente ho conseguito anche il diploma di Ragioniere; ho curato alcune pubblicazioni locali mentre mi occupavo anche della “EraNova Editrice”, il settore editoriale all'interno di un'azienda di servizi informatici in Delia (CL) in cui attualmente lavoro come operatore Amministrativo. La curiosità verso il “significato delle cose” e la ricerca di aspetti diciamo “più sostanziali” della vita, sono stati negli anni un personale tema ricorrente che per lungo tempo hanno trovato espressione in svariati e numerosi generi di lettura... di conseguenza, la mancanza di pratica si è sempre stesa come un ombra sui libri che leggevo! Inevitabile, la rinnovata “spinta” che ho sentito a un certo punto, quando ho conosciuto più da vicino la realtà dell'Associazione Atman, intorno al 2012/2013. Fortissima sensazione di “familiarità”! Nel 2017 ho completato il percorso triennale della Scuola Energheia: fra i tanti momenti di apprendimento, studio e pratica (difficile descriverli in poche parole), questa esperienza mi ha permesso anche una più cosciente (ri)considerazione di tanti insegnamenti giovanili che per troppo tempo erano stati da me incompresi, fraintesi, accantonati o tenuti interiormente in sospeso. Quale ulteriore occasione per condividere quanto appreso e tuttora vado apprendendo, dalla fine del 2017 tengo corsi di meditazione.