Sette buoni motivi per accostarsi alla lettura de La Dottrina Segreta della Blavatsky – sesta parte

Nelle parti precedenti di questo articolo, di queste 7 ipotetiche difficoltà nella lettura de La Dottrina Segreta di Helena Petrovna Blavatsky,

1 – Il costo dei libri

2 – La lunghezza del testo

3 – La vastità culturale dell’autrice

4 – La complessità degli argomenti

5 – L’antichità dell’opera

6 – L’ampiezza di note e di citazioni

7 – Il linguaggio e la forma espressiva

si stava anallizando la quarta, La complessità degli argomenti, e per “farvi fronte” ci si proponeva di dare un’occhiata alla struttura dell’opera; dicevamo che La Dottrina Segreta è strutturata in tre volumi,

– Volume I – COSMOGENESI (diviso in 3 parti)

– Volume II – ANTROPOGENESI (tutto un’unica “sezione”)

– Volume III (diviso in 2 parti)

e ne avevamo analizzato il Volume I; vediamo adesso gli altri due:
– nel Volume II – ANTROPOGENESI, gli argomenti principali sono la nascita e l’evoluzione dell’essere umano; pur non essendo diviso in parti, come il Volume I, l’andamento di questo secondo volume è simile al primo, nel senso che anche qui abbiamo le Stanze tradotte dal Libro di Dzyan (ne abbiamo dodici) a fare da “struttura portante” di quella che di fatto è una vera e propria narrazione di come si arriva fino alle razze umane nelle loro apparenze di oggi; i continenti preisotori e la formazione di quelli attuali, i “tentativi” della natura, le prime razze, l’evoluzione degli esseri, la distruzione e la nascita delle varie civilità… questi e molti altri, i sottoargomenti del Volume II, al solito accompagati dagli approfondimenti e dai paralleli che la Blavatsky riteneva dovessero integrare la sua trattazione.

– il Volume III non ha un titolo, e per certi aspetti è un po’ diverso dagli altri due; fu completato nel 1897; sebbene il materiale fosse pronto, la sua organizzazione non avvenne per mano della Blavatsky ma per mano di Annie Besant che le succedette nella direzione della sezione esoterica dela Società Teosofica e che cercò di dare completezza al lavoro di Madame B., giacché problemi di salute impedirono a questa di finirlo in tutta autonomia; “Il compito di preparare questo Volume per la stampa è stato diffcile e fonte di ansie, ed è necessario indicare quello che è stato fatto”, spiega la Besant nella sua prefazione; il risultato è un Volume un po’ più “eterogeneo”, in cui gli argomenti sono disposti non tanto in ordine cronologico, o in qualche modo organico e progressivo, ma semplicemente riportati uno dopo l’altro; il volume è diviso in due parti:
Parte I – contiene argomenti di varia natura, sugli iniziati e su figure interessanti come S. Paolo, Pietro, Simon Mago, su testi arcaici, su diversi sistemi antichi di insegnamenti… In particolare vi figurano una serie di capitoli dedicati a “Il mistero del Buddha”, in cui vi sono riportati approfondimenti, studi e riferimenti molto interessanti…
Parte II – questa parte ha un titolo, “Alcuni scritti sul ruolo della Filosofia occulta nella vita” e raccoglie sia scritti di pugno della Blavatsky, che essa aveva destinato più ai suoi studenti che a tutti i lettori in genere, sia appunti presi dai suoi discepoli 8molti dei quali riveduti da lei stessa); questa parte II, in particolare, oltre ad una serie di disegni, simboli e diagrammi esplicativi, raccoglie -diciamo così- i punti cardine della dottrina esoterica, parla ad esempio di Prâna, o dell’Anthakarana che collega i corpi inferiori coi superiori, o dei 7 piani e sottopiani dell’esistenza, dei cicli tanto della vita unama quanto del nostro pianeta e del sistema solare, de sogni, della morte, dei Fuochi… insomma, è una specie di catechismo, una specie di “manuale delle giovani marmotte esoteriste” e può davvero costituire un ottimo strumento di studio e ripasso per chi è interessato a questo tipo di informazioni.

Concludendo, segnaliamo di non sottovalutare l’importanza di consultare direttamente gli indici dei tre volumi: essi stessi già rendono l’idea che si è cercata di rendere con questo contributo, cioè lo sche ma dell’opera.

Ecco, questa più o meno la struttura de La Dottrina Segreta.
Se questo, inoltre, risulterà in qualche modo utile, segnaliamo infine che senza dubbio un buon motivo per leggere quest’opera è proprio la ricchezza di contenuti su cui riflettere, di elementi che possono aiutare a “far combaciare i pezzi”, in un epoca come la nostra dove la specializzazionie e il settorialismo sono così marcati che spesso le teorie e le scoperte più accreditate in discipline differenti, cozzano e stridono tra loro, segno di un’umanità che, certo, evolve, ma che ha ancora da compiere tanto “yoga”, nel cammino tanto verso una teoria scienrtifica universale, quanto verso  l’unione fraterna!

Col prossimo appuntamento di quest’articolo riprenderemo dal quinto, il “settemplice” percorso lungo le 7 piccole difficoltà e i 7 buoni motivi nell’affrontare la lettura de La Dottrina Segreta.

  • Il brani citati sono tratti da: Helena Petrovna Blavatsky, La Dottrina Segreta, Roma, Istituto Cintamani, 2006

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Maxmiliano Bancheri

Maxmiliano Bancheri

Sono nato in privincia di Caltanissetta nel 1973 e vivo a Delia (CL), al centro “quasi esatto” della Sicilia. Sono sposato con Irene dal 2002. Dalla scuola media, alla Maturità Classica, a un anno e mezzo di Teologia, ho frequentato per 11 anni il Seminario vescovile in Caltanissetta; successivamente ho conseguito anche il diploma di Ragioniere; ho curato alcune pubblicazioni locali mentre mi occupavo anche della “EraNova Editrice”, il settore editoriale all'interno di un'azienda di servizi informatici in Delia (CL) in cui attualmente lavoro come operatore Amministrativo. La curiosità verso il “significato delle cose” e la ricerca di aspetti diciamo “più sostanziali” della vita, sono stati negli anni un personale tema ricorrente che per lungo tempo hanno trovato espressione in svariati e numerosi generi di lettura... di conseguenza, la mancanza di pratica si è sempre stesa come un ombra sui libri che leggevo! Inevitabile, la rinnovata “spinta” che ho sentito a un certo punto, quando ho conosciuto più da vicino la realtà dell'Associazione Atman, intorno al 2012/2013. Fortissima sensazione di “familiarità”! Nel 2017 ho completato il percorso triennale della Scuola Energheia: fra i tanti momenti di apprendimento, studio e pratica (difficile descriverli in poche parole), questa esperienza mi ha permesso anche una più cosciente (ri)considerazione di tanti insegnamenti giovanili che per troppo tempo erano stati da me incompresi, fraintesi, accantonati o tenuti interiormente in sospeso. Quale ulteriore occasione per condividere quanto appreso e tuttora vado apprendendo, dalla fine del 2017 tengo corsi di meditazione.