Sette buoni motivi per accostarsi alla lettura de La Dottrina Segreta della Blavatsky – quinta parte

Continuiamo ancora un po’, nel tentativo di districarci tra 7 piccole difficoltà che potrebbero scoraggiarci durante la lettura de La Dottrina Segreta di Helena Petrovna Blavatsky:

1 – Il costo dei libri

2 – La lunghezza del testo

3 – La vastità culturale dell’autrice

4 – La complessità degli argomenti

5 – L’antichità dell’opera

6 – L’ampiezza di note e di citazioni

7 – Il linguaggio e la forma espressiva

In questa “puntata” dell’articolo, tenteremo di trovare dei buoni motivi per questa lettura, partendo dalla “difficoltà n. 4”:

4 – La complessità degli argomenti
Come si ricordava in precedenza, il “sottotitolo” de La Dottrina Segreta recita: “Sintesi della scienza, della religione, e della filosofia”. Un argomento tanto vasto e magari interessante, ma non ha proprio-proprio la leggerezza di un giallo, o di una storia passionale, o di un qualunque libro -diciamo così- di carattere più commerciale. Qui si parla di Dio, della creazione, di forze cosmiche, di energie conosciute e sconosciute e di come l’umanità ricordi tutto questo a se stessa, durante tutto il tempo in cui ha l’onore di calcare la terra di questo mondo.
Certo, rientra tra gli obiettivi dell’opera anche una certa sensibilizzazione, un contributo per scuotere i propri ottocenteschi contemporanei dai dogmi tanto religiosi quanto scientifici… ma rimane il fatto che La Dottrina si riveli utile anche per “i curiosi di oggi” che magari sono da un lato tentati dall’argomento (dagli argomenti!) ma dall’altro intimoriti dalla sua (loro) complessità.
Per costoro, ci auguriamo possa risultare utile il contributo che segue, e cioè una breve descrizione di come quest’opera è strutturata, e dunque di come vi sono organizzati gli argomenti; chissà, magari una mappa, per quanto semplificata e appena tratteggiata, può aiutare i lettori/esploratori che si avventurano nel territorio affascinante, ma vasto, di quest’opera.

La Dottrina Segreta è strutturata in tre volumi:

– Volume I – COSMOGENESI (diviso in 3 parti)

– Volume II – ANTROPOGENESI (tutto un’unica “parte”)

– Volume III (diviso in 2 parti)

Rendiamo più completa la panoramica:
Tralasciamo le parti introduttive, ad opera dell’autrice stessa o dei suoi compilatori e commentatori successivi, compresi i traduttori e gli editori delle varie edizioni dei diversi paesi in cui l’opera fu distribuita ed entriamo subito nell’“opera in sè”…

– nel Volume I – COSMOGENESI, uscito col Volume II nel 1893, si parla, appunto, della genesi del Cosmo, dell’Inizio, insomma della nascita dell’Universo manifesto (e anche di “qualcosina” di precedente…). La Blavatsky, in questo primo volume (ed anche nel secondo) riporta e fa riferimenti continui ad un testo antico, il Libro di Dzyan, sulla cui originalità, ovviamente da subito vi furono subito personaggi che ebbero da ridire, così come ve ne sono oggi, ma sul quale pure esistono argomenti a favore, nonché numerosi punti d’unione con altri testi antichi “accettati”. Il Proemio della Dottrina si intitola, appunto, “Pagine tratte da una memoria preistorica” e le prime parole (praticamente le prime dell’opera “vera e propria”, dopo una trentina di pagine introduttive varie) sono: “Un manoscritto arcaico, formato da foglie di palma rese inattaccabili dall’acqua, dal fuoco e dall’aria mediante un processo specifico e sconosciuto, si trova davanti agli occhi dell’autrice…”
Le prime parole! Se essere presa sul serio e che la sua credibilità ne uscisse salvaguardata, fossero rientrati tra i suoi obiettivi, Madame B. non poteva partire nel modo peggiore! Eppure… sic!

L’autrice divide il Volume I in tre parti:
Parte I – L’evoluzione cosmica (qui riporta sette “capitoletti” del Libro di Dzyan, chiamati “Stanze”, sette Stanze, dunque, tradotte ed adattate in linguaggio moderno, con le quali viene “dato il ritmo” alla narrazione delle origini dell’Universo manifesto; l’autrice riporta una Stanza, quindi passa a commentarla e approfondirla, per poi passare alla successiva; questa Parte I, relativa all’evoluzione cosmica, si conclude infine con un Riepilogo in cui ci si accorge che la Blavatsky ha praticamente tracciato, come dice, “la base più antica di tutte le cosmogonie successive”, seppure – specifica- “si tratta tuttavia di un’approssimazione”… e siamo intorno alla duecentesima pagina!).

Parte II – L’evoluzione del simbolismo (nelle quindici sezioni di questa seconda parte, l’autrice percorre -diciamo così – “i linguaggi” che si sono sviluppati intorno alle “verità della Creazione” e come queste siano state trasmesse, interpretate, fraintese, recuperate dalla e nell’umanità; i simboli, appunto, i Misteri antichi, gli Elementi, gli dei e tanto altro… sempre con deciso e sincero sguardo esoterico, tutto questo viene riconsiderato e traspare, inoltre, l’intento di “riorganizzare”, di “fare chiarezza”, di “unire le cose”, su argomenti in cui l’umanità sembra essersi disorganizzata, confusa e divisa).

Parte III – Scienza occulta e scienza moderna (in quest’ultima parte del Volume I, l’autrice aggiunge una serie di capitoli con sui l’incontro e lo scontro con la scienza sono più “protagonisti”; in sostanza qui approccia argomenti che la scienza dell’epoca -e non solo di quell’epoca- vanta come propria esclusiva competenza: la legge della gravità, le teorie sul Sole, sugli atomi, sulla formazione di galassie e nebulose… ma estende e dedica capitoli e aggiunte anche al Karma, allo Zodiaco e ad argomenti più “di confine”); l’obiettivo di Madame B. è così descritto da lei stessa: “Finché le conclusioni della cosiddetta scienza esatta saranno basate su di un substrato di fatti inattaccabili, nessun conflitto sarà possibile fra i suoi insegnamenti e quelli della Scienza Occulta. Solo quando i suoi più ardenti interpreti, oltrepassando i limiti dei fenomeni osservati per penetrare negli arcani dell’Essere, tentano di strappare allo Spirito la formazione del Cosmo e delle Forze viventi, per attribuire tutto alla Materia cieca, gli occultisti affermano il diritto di discutere e di mettere in dubbio le loro teorie.”

Nella prossima parte di quest’articolo, daremo un’occhiata agli altri due volumi.

(Il brani citati sono tratti da:

Helena Petrovna Blavatsky, La Dottrina Segreta, Roma, Istituto Cintamani, 2006)

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Maxmiliano Bancheri

Maxmiliano Bancheri

Sono nato in privincia di Caltanissetta nel 1973 e vivo a Delia (CL), al centro “quasi esatto” della Sicilia. Sono sposato con Irene dal 2002. Dalla scuola media, alla Maturità Classica, a un anno e mezzo di Teologia, ho frequentato per 11 anni il Seminario vescovile in Caltanissetta; successivamente ho conseguito anche il diploma di Ragioniere; ho curato alcune pubblicazioni locali mentre mi occupavo anche della “EraNova Editrice”, il settore editoriale all'interno di un'azienda di servizi informatici in Delia (CL) in cui attualmente lavoro come operatore Amministrativo. La curiosità verso il “significato delle cose” e la ricerca di aspetti diciamo “più sostanziali” della vita, sono stati negli anni un personale tema ricorrente che per lungo tempo hanno trovato espressione in svariati e numerosi generi di lettura... di conseguenza, la mancanza di pratica si è sempre stesa come un ombra sui libri che leggevo! Inevitabile, la rinnovata “spinta” che ho sentito a un certo punto, quando ho conosciuto più da vicino la realtà dell'Associazione Atman, intorno al 2012/2013. Fortissima sensazione di “familiarità”! Nel 2017 ho completato il percorso triennale della Scuola Energheia: fra i tanti momenti di apprendimento, studio e pratica (difficile descriverli in poche parole), questa esperienza mi ha permesso anche una più cosciente (ri)considerazione di tanti insegnamenti giovanili che per troppo tempo erano stati da me incompresi, fraintesi, accantonati o tenuti interiormente in sospeso. Quale ulteriore occasione per condividere quanto appreso e tuttora vado apprendendo, dalla fine del 2017 tengo corsi di meditazione.