Serve o non serve lo yoga?

Serve o non serve lo yogaServe o non serve lo yoga? Questa domanda, magari posta secondo termini diversi, prima o poi si accenderà nella mente dell’aspirante spirituale. Diverse possono essere le risposte, ma soltanto una proviene dall’anima, la vera guida.

Le domande hanno un ruolo predominante nella via della conoscenza. L’insistenza dei bambini nel chiedere il perché delle cose, oltre a snervarci, ci fa comprendere quanto il quesito sia il motore stesso dell’apprendimento.

Auguro a tutti di potersi trovare più volte di fronte a quel precipizio che sembra sbarrare la strada anche all’escursionista più esperto. Di fronte a quel vuoto prenderà forma il desiderio di andare oltre, oppure di arrestarsi. Comunque vada sarà un successo.

Il corso di yoga praticato nella palestra del centro commerciale vicino a casa difficilmente porterà ad entrare in contatto consapevolmente con ciò che motiva la coscienza. Non è per sminuire il lavoro di nessuno, ma fino a che il sentiero spirituale viene visto come un hobby per rilassarsi da una vita stressante avremo un istruttore che ci guida verso una evasione dalla realtà. Mentre lo yoga è molto di più, infatti i Maestri ne parlano come di una pratica di vita volta alla realizzazione di se stessi.

Io ho avuto per così dire la fortuna di assistere come spettatore alla formulazione della domanda presente nel titolo. Era una domenica piovosa, il sole era appena tramontato, stavo tornando dall’ennesimo esaltante incontro della scuola Energheia, quando il quesito di uno dei compagni di viaggio risuonò pressappoco così: ” Ci farà bene tutto questo yoga?

Devo dire che sin da subito rimasi colpito da quanto era stato detto. Nel suo comunicare uno stato d’animo dubitativo ed ironico, vi era riportato un sentire comune, essendo impegnati in un cammino di conoscenza, tutto ciò richiedeva, in fretta, la presenza dei nostri aspetti migliori. Non potevamo più raccontarcela, o almeno sicuramente meno dei tempi in cui leggendo dei libri esoterici favoleggiavamo sulle possibili conquiste spirituali.

La condizione umana ci fa immergere in un dedalo di avvenimenti che tendono a ripetersi secondo logiche che il più delle volte ci sfuggono. Gli eventi ci vedono impegnati a rincorrere dei desideri che sembrano svanire sul più bello senza un perché. Finché imprechiamo contro la malasorte siamo preda degli aspetti più distruttivi di noi stessi, in un “tourbillon” di emozioni e pensieri negativi che ci avvolgono in una nebbia che ci tiene lontani dalla luce.

Le ragioni della sofferenza sono inscritte nelle stesse pareti di quel tunnel in cui sembra infilarsi la nostra vita. Affinché possano essere lette è necessario smettere di affannarci in una ricerca ossessiva del colpevole che non avrà mai fine, in quanto più ci agitiamo e meno riusciamo a mantenere quell’equilibrio necessario per compiere il passo successivo.

Chi ne sa molto più di me, mi insegna che il problema dell’essere umano consiste nell’identificarsi con la superficie delle cose. Finché lo sguardo continua ad incontrare il mondo degli effetti è difficile uscire dal meccanicismo della coscienza. Soltanto unendo il sintomo con la causa si è liberi dal vincolo dell’agire, per cui il karma, ciò che ti spinge ad agire, viene conosciuto per quello che è in essenza.

Nei pensieri e nelle emozioni possiamo individuare quei “condizionatori” che rendono così come le percepiamo quelle sensazioni che sperimentiamo. Non vi è libertà nel nostro agire in quanto determinato da ciò che si muove al nostro interno.

Il karma, la spinta vitale, ci spinge ad avanzare continuamente secondo degli archetipi che risiedono nella profondità dell’esistenza. Vi è una connessione tra ciò che viviamo come effetto, e ciò che ne è la causa. Dal momento in cui questa relazione viene intuita inizia la pratica dello yoga. Magari tutto ciò non è ancora stato consapevolizzato, per cui l’insicurezza continuerà a far capolino dietro le maschere della personalità; infatti Patanjali ci ricorda che il dubbio costituisce l’ultimo ostacolo verso la liberazione delle energie dell’anima. Prima di smettere di dubitare dovremo aver vissuto tutto il dubbio possibile. In genere dubitare di se stessi e di quanto viene indicato sembra essere uno degli elementi necessari per costruire quel ponte che ti conduce verso la verità delle cose. Come possiamo abbandonarci alla verità se non siamo stati in compagnia dell’inganno? Nell’ironia possiamo individuare la chiave di volta per uscire dalle prigioni che ci siamo costruiti?

Una domanda tira l’altra: “ Troveremo mai risposta nella nostra mente al nostro desiderio di pace?”

Ti siamo vicini Arjuna, il tuo dubbio è il nostro dubbio. Ti vogliamo ascoltare Krishna, il tuo insegnamento risuona in noi.

Questa è la conoscenza trasmessa dal Sankhya. Ascolta adesso quella che t’impartisce lo Yoga; se ti lascerai penetrare profondamente da questa sapienza o figlio di Pritha, potrai sfuggire ai vincoli dell’agire.”( BG, II-39)

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Luca Tomberli

Luca Tomberli

Luca Tomberli nasce nel 1969 a Firenze. Negli anni Novanta, spinto dalla percezione della sofferenza, dopo aver sperimentato alcune tradizioni buddiste, varie discipline olistiche e degli approcci psicologici, inizia a praticare il Raja Yoga, l'antica scienza dell'essere improntata alla conoscenza del sé più profondo. L’incontro con Massimo Rodolfi segnerà in maniera inequivocabile il suo percorso. Fino a quel momento, il bisogno d’integrazione della spiritualità nel quotidiano, sembrava destinato a non essere soddisfatto del tutto. Nonostante avesse frequentato diversi gruppi legati in vario modo alla consapevolezza, non aveva ancora percepito quel senso di unità e appartenenza alla Tradizione che andava cercando e che invece gli viene rivelato dagli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Nel 1999 dopo aver frequentato Energheia, la prima scuola di formazione per terapeuti esoterici, e soprattutto avendo sperimentato il cambiamento positivo della propria vita sente l’esigenza di diffondere quegli strumenti utili per comprendere meglio se stessi. Così inizia ad insegnare materie esoteriche per l’associazione Atman . Nel 2006 insieme ad altri compagni di viaggio contribuisce a fondare sette sedi della scuola Energheia che vanno ad aggiungersi alla preesistente sede nazionale. Attualmente, sempre più desideroso di praticare l’innocuità creando insieme ad altri, presta la sua attività nell’ufficio stampa del portale YogaVitaeSalute, scrive per la rivista esoterica il Discepolo e per YogaVitaeSalute, insegna per la scuola Energheia nelle sedi di Milano e Roma ed organizza corsi di meditazione e di Raja yoga in Toscana.