humanlux

Risuona la divina conchiglia, inizia la battaglia per la gioia

Risuona la divina conchiglia inizia la battaglia della gioiaLa Bhagavad Gita inizia con la descrizione degli eserciti pronti alla battaglia. Nella pianura di Kurukshretra i guerrieri sono schierati per lo scontro finale. Il poema si sofferma sulla descrizione dei singoli combattenti, come se ognuno fosse una tessera fondamentale in un mosaico ben più grande della somma delle singole individualità. Tutto il Mahabharata può essere visto come l’allegoria del mondo interiore e in particolare la Gita racconta la battaglia dell’anima e delle forze che si contendono la supremazia sulla coscienza. Ognuno dei guerrieri nominati all’inizio del primo canto è un maestro d’armi. Gente abituata a lottare per vivere e a vivere per la lotta. Vengono definiti i due volti nati in quanto facenti parte delle tre caste superiori, sono iniziati alla vita dello Spirito.

Tra i guerrieri in campo vi è Arjuna, uno degli eroi dei Pandava. Pur essendo un valoroso non viene considerato dai suoi avversari come il guerriero che può cambiare le sorti del conflitto, anzi il più temuto dai Kaurava è Bhima, il capo dei Pandava. Il re usurpatore, Dhuryodhana, valuta superficialmente le forze in campo. Convinto della superiorità del proprio esercito non vede l’ora di iniziare la contesa. Comunque, per assicurarsi la vittoria, chiede di proteggere Bhishma il condottiero del suo esercito. Bhishma non ama combattere quella battaglia, ma conosce il dovere e agisce di conseguenza. Per rassicurare il re fa risuonare la conchiglia. Ne esce un suono grave e potente come il ruggito di un leone poderoso. Così Bhishma scalda gli animi dei Kaurava che rispondono da guerrieri pronti all’impresa che li attende:

“Allora conchiglie e timpani, corni, tamburi risuonarono d’un tratto e il clamore divenne immenso”

Dall’altra parte della pianura la luce evidenzia Krishna e Arjuna. I due sono in piedi su un grande carro trainato da cavalli bianchi. La fiducia traspare dalla postura del Maestro e del Discepolo. Krishna conosce la legge, mentre Arjuna si fa forte della vicinanza del Maestro e delle vittorie riportate nel mondo. Così la vita può fluire. Entrambi dicono sì alla vita emettendo la vibrazione della gioia:

“In piedi, sul grande carro trainato da cavalli bianchi, Madhava (Krishna) e il figlio di Pandu (Arjuna) dettero fiato alle loro conchiglie divine”

Udito il sacro suono, tutti gli altri Pandava fecero cantare le loro conchiglie. Ogni guerriero liberò la nota migliore. In cuor loro sapevano di essere dalla parte giusta. La presenza di Krishna li univa come non mai.

Il fragoroso tumulto che rimbombava fra le terra e il cielo fece fremere il cuore dei figli di Dhritarashtra (i Kaurava)

La chiamata alle armi dei Pandava echeggiò fragorosa tra cielo e terra. Il suono emesso dalle molte conchiglie fece tremare l’animo dei Kaurava. Non erano pronti a confrontarsi con vibrazioni così profonde. La conchiglia proviene dall’acqua. La porta il flusso delle acque e se raccolta mostra la via. La sua forma a spirale rappresenta l’origine dell’esistenza e il tragitto che deve essere compiuto. A tutt’oggi nei templi indù viene suonata prima dell’adorazione. Il suono prepara il devoto a ricongiungersi con ciò che lo ha motivato a spingersi fin lì. Quando l’aspirazione dei Pandava si palesa, emerge il punto debole dei Kaurava. Il suono della conchiglia divina fa breccia nel potente esercito degli uomini di Dhuryodhana e la sconfitta nasce in quel preciso momento. Li colse la paura dell’ignoto. Il loro cuore non era ancora pronto per ricevere la luce dell’anima. Così la vittoria di Arjuna è certa, ma dovrà essere confermata nel tempo e nello spazio attraverso la gioia del vivere.

Luca Tomberli

Luca Tomberli

Luca Tomberli nasce nel 1969 a Firenze. Negli anni Novanta, spinto dalla percezione della sofferenza, dopo aver sperimentato alcune tradizioni buddiste, varie discipline olistiche e degli approcci psicologici, inizia a praticare il Raja Yoga, l'antica scienza dell'essere improntata alla conoscenza del sé più profondo. L’incontro con Massimo Rodolfi segnerà in maniera inequivocabile il suo percorso. Fino a quel momento, il bisogno d’integrazione della spiritualità nel quotidiano, sembrava destinato a non essere soddisfatto del tutto. Nonostante avesse frequentato diversi gruppi legati in vario modo alla consapevolezza, non aveva ancora percepito quel senso di unità e appartenenza alla Tradizione che andava cercando e che invece gli viene rivelato dagli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Nel 1999 dopo aver frequentato Energheia, la prima scuola di formazione per terapeuti esoterici, e soprattutto avendo sperimentato il cambiamento positivo della propria vita sente l’esigenza di diffondere quegli strumenti utili per comprendere meglio se stessi. Così inizia ad insegnare materie esoteriche per l’associazione Atman . Nel 2006 insieme ad altri compagni di viaggio contribuisce a fondare sette sedi della scuola Energheia che vanno ad aggiungersi alla preesistente sede nazionale. Attualmente, sempre più desideroso di praticare l’innocuità creando insieme ad altri, presta la sua attività nell’ufficio stampa del portale YogaVitaeSalute, scrive per la rivista esoterica il Discepolo e per YogaVitaeSalute, insegna per la scuola Energheia nelle sedi di Milano e Roma ed organizza corsi di meditazione e di Raja yoga in Toscana.
Responsive Menu Clicked Image
Apri il menu