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Quinto mezzo l’Astrazione o Pratyahara – sesta parte

Pratyahara54. L’Astrazione o Pratyahara è la sommissione dei sensi operata dal principio pensante che li ritrae dai loro oggetti consueti.

I sensi possono essere definiti come gli organi mediante i quali l’uomo ha coscienza del proprio ambiente. Anche gli animali hanno i cinque sensi, ma non la facoltà pensante coordinatrice.

Ogni senso è connesso con uno dei sette livelli della manifestazione e ha una sua corrispondenza su ciascuno.

Si insegna a ritirare o astrarre la coscienza, rivolta al mondo fenomenico, per concentrarla nella testa e coscientemente proiettarla per fini di servizio così da stabilire il contatto con il regno dell’anima e riceverne i messaggi.

I cinque sensi devono essere dominati dal sesto, la mente. La coscienza e la facoltà percettiva sono sintetizzate nella testa e si volgono all’interno e verso l’alto.

Quest’astrazione si compie per stadi:

  1. Ritirare la percezione da udito, tatto, vista, gusto, odorato che vengono sospese e non si ha che percezione mentale; a livello fisico non resta attiva che la coscienza cerebrale.
  2. La coscienza si ritira nella regione della ghiandola pineale e precisamente fra questa e la parte centrale della fronte.
  3. Poi la coscienza si focalizza in Shasrara, e questo avviene quando si sono dominati i primi due stadi e i cinque sensi.
  4. La coscienza si ritrae nel corpo emotivo e si libera dal mondo fisico.
  5. Ulteriore astrazione della coscienza nel corpo mentale onde né il fisico né l’emotivo imprigionano l’uomo.

Nel commento a questo sutra Dvidevi dice: <<L’astrazione consiste nel completo dominio, o assimilazione, dei sensi da parte dell’anima. Non solo, devono essere sempre pronti a contribuire collettivamente a tale meditazione in qualsiasi istante e su qualsiasi oggetto>>.

55. Con questi mezzi si soggiogano completamente gli organi dei sensi.

Ricapitolando: il primo capitolo degli aforismi espone lo scopo del Raja Yoga, gli ostacoli e i benefici che ne derivano; il secondo spiega cinque degli otto mezzi yoga che permettono di dominare lo psichismo; il terzo capitolo insegnerà invece il dominio mentale, attraverso l’esposizione degli ultimi tre mezzi yoga. Il tutto viene trattato in modo graduale, preciso, scientifico ed estremamente conciso, per fornire all’attuale razza umana i mezzi necessari per compiere un altro passo sul sentiero dell’evoluzione.

Per giungere ai prossimi tre sutra che sono Dharana, Dhyana e Samadhi c’è un percorso ben definito come abbiamo visto nei precedenti articoli. Molti fattori contribuiscono alla realizzazione: il coraggio di entrare in noi stessi, la volontà nel perseguire l’obiettivo che la nostra Anima si è prefissata, il Karma di ognuno, la perseveranza di seguire gli insegnamenti della Saggezza Antica, la Fede nei Maestri e la dedizione ad un percorso che, se fatto con fermezza e continuità, ci porta dove risiedono i Grandi Maestri dell’umanità.

Luciana Mologni

Luciana Mologni

Luciana Mologni nasce nel 1950 a Bergamo e nel 1966 si trasferisce a Milano dove la spinta alla ricerca di sé la porta a frequentare nel 1985 la scuola di psicodinamica a Milano. Dopo aver sperimentato alcune tradizioni e diversi corsi di perfezionamento e varie discipline olistiche, impara a conoscere le erbe lavorando in Erboristeria. Nel 1991 si trasferisce a Modena dove scopre la disciplina del Raja Yoga, l'antica Scienza dell'Essere improntata alla conoscenza del sé più profondo, secondo gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Frequenta dal 1998 la scuola triennale per terapeuti esoterici Energheia ed il master di perfezionamento Agnihotri. Dopo otto anni d'insegnamento in materie esoteriche, nel 2006 diviene docente di Energheia, la prima Scuola di formazione per terapeuti esoterici a Bergamo dove si è trasferita nel 2001. Attualmente è insegnante di Energheia, di meditazione e di per terapeuti esoterici Raja Yoga nell'ambito dell’associazione Atman.
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