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Purna Yoga

PURNA_YOGA_300_0“Tutta la vita è lo yoga.”

Sri Aurobindo

Il Purna yoga, lo yoga integrale, è stato donato alla vita da Sri Aurobindo dopo trent’anni di sperimentazioni che lo hanno portato a conoscere profondamente se stesso e tutti i sistemi di yoga. La sua elaborazione personale l’ha condotto a riconoscere nella Natura lo sforzo metodico di perfezionamento che viene ricercato nello yoga. Aurobindo ci indica la strada maestra per realizzare se stessi con una semplicità e una chiarezza veramente straordinari. I vari tipi di yoga hanno il compito di favorire l’evoluzione della coscienza tirando dei fili ben precisi tra le infinite possibilità che il materiale della manifestazione propone. Il metodo dello yoga non è diverso da quello scientifico della verificabilità e riproducibilità. Comunque il suo fine ultimo non può essere vissuto se non nella pienezza della vita che viene realizzata estendendo la pratica dello yoga alla vita stessa. Tutte le conquiste nel campo della coscienza non assicureranno la vittoria finale se non saranno accompagnate dal sacrificio di sé. La chiamata che ci porta a sperimentare lo yoga troverà compimento soltanto nel dono integrale di se stessi e il segreto del successo nello yoga è nel considerarlo non soltanto uno degli scopi della vita, ma la vita stessa.

A riguardo del Purna Yoga Aurobindo si esprime così:

Non ho mai detto che il mio yoga fosse qualcosa di assolutamente nuovo in tutti suoi elementi. L’ho chiamato Yoga Integrale e ciò significa che riprende l’essenza e molti procedimenti dei vecchi yoga; la sua novità sta nel suo scopo, nel suo punto di vista e nella globalità del suo metodo.

Lo yoga integrale non mira all’uscita dal mondo o al raggiungimento di una meta lontana, come viene concepito il Paradiso o il Nirvana, invece punta al cambiamento dell’esistenza in maniera non incidentale ma consapevole, in modo da riportare nella quotidianità quegli stati dell’essere agognati da tanti aspiranti spirituali inclini alla fuga dal mondo. Spesso la distorsione umana ha ricercato la fine della sofferenza nella liberazione dalla vita, quando invece per stare bene al mondo è necessario realizzare la luce divina presente nella vita. Lo yoga integrale vede nella liberazione individuale una prima tappa necessaria per accedere ad uno stato di coscienza superiore, supermente, che deve essere organizzato e reso attivo. Nell’ascesa verso la luce il Purna yoga ripercorre gli stessi sentieri usati dagli altri tipi di yoga, ma considera la liberazione individuale il primo passo per accedere alla discesa dell’energia divina nella materia che diviene la vera conquista spirituale. Il divino che si fa presente gradualmente nella vita quotidiana, permeando e trasfigurando sempre più la materia a propria immagine e somiglianza, è la vera conquista dello yoga integrale. In questo modo il Purna yoga non ripercorre solamente vecchi cammini ma diventa esso stesso un’avventura verso lo Spirito.

Aurobindo è stato uno dei leader del movimento di indipendenza indiano e il suo modo di essere nel mondo è codificato coerentemente nei suo insegnamenti. Infatti ci insegna che lo yoga non è l’abbandono dell’esistenza, come praticano gli asceti, ma la perfezione nell’universo attraverso la tapasya (pratica spirituale). Con il suo esempio ci incita alla vittoria nella battaglia, non alla fuga dalle difficoltà. E’ qui, nei nostri corpi, che possiamo svelare la grandezza della luce ed esprimere l’incessante dolcezza della creazione. Nei suoi scritti ci indica di non scappare dalle contraddizioni che incontriamo lungo la strada della vita, così impareremo a concentrarci nella centralità della visione e a convertire la volontà verso l’unico fine:

Con chiara attenzione, vigilanti, integralmente coscienti, possiamo fare di ogni dettaglio delle sue forme e di ogni accidente dei suoi movimenti un alimento per il fuoco del sacrificio che brucia dentro di noi. Se vittoriosi nella lotta, questa terra ci condurrà verso la perfezione, e arricchirà la nostra realizzazione delle prede che strapperemo alle potenze che ci combattano.

Luca Tomberli

Luca Tomberli

Luca Tomberli nasce nel 1969 a Firenze. Negli anni Novanta, spinto dalla percezione della sofferenza, dopo aver sperimentato alcune tradizioni buddiste, varie discipline olistiche e degli approcci psicologici, inizia a praticare il Raja Yoga, l'antica scienza dell'essere improntata alla conoscenza del sé più profondo. L’incontro con Massimo Rodolfi segnerà in maniera inequivocabile il suo percorso. Fino a quel momento, il bisogno d’integrazione della spiritualità nel quotidiano, sembrava destinato a non essere soddisfatto del tutto. Nonostante avesse frequentato diversi gruppi legati in vario modo alla consapevolezza, non aveva ancora percepito quel senso di unità e appartenenza alla Tradizione che andava cercando e che invece gli viene rivelato dagli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Nel 1999 dopo aver frequentato Energheia, la prima scuola di formazione per terapeuti esoterici, e soprattutto avendo sperimentato il cambiamento positivo della propria vita sente l’esigenza di diffondere quegli strumenti utili per comprendere meglio se stessi. Così inizia ad insegnare materie esoteriche per l’associazione Atman . Nel 2006 insieme ad altri compagni di viaggio contribuisce a fondare sette sedi della scuola Energheia che vanno ad aggiungersi alla preesistente sede nazionale. Attualmente, sempre più desideroso di praticare l’innocuità creando insieme ad altri, presta la sua attività nell’ufficio stampa del portale YogaVitaeSalute, scrive per la rivista esoterica il Discepolo e per YogaVitaeSalute, insegna per la scuola Energheia nelle sedi di Milano e Roma ed organizza corsi di meditazione e di Raja yoga in Toscana.
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