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L’ottocento e il coraggio dirompente di madame Blavatsky – terza parte

corrente-spiritismo-800-h-p-blavatsky-3-parteL’attività indefessa e per certi aspetti eroica della Blavatsky, degli altri co-fondatori e delle migliaia di figure che in pochi anni gravitarono attorno alla Società Teosofica nell’ottocento, è stata indubbiamente il veicolo principale con cui le idee esoteriche si (ri)presentarono tanto in occidente quanto in oriente, con conseguenze sociologiche ancora in corso al giorno d’oggi.
All’epoca, i contraccolpi non mancarono di certo!
Gli ambienti ecclesiastici reagirono ruggendo contro idee come “reincarnazione”, “corpi sottili”, “unitarietà di fondo di tutte le religioni”. Oltre che alla salvaguardia della dottrina, in India e in Tibet queste reazioni miravano anche a ben altro: l’induismo infatti cominciava ad essere sempre più estraneo agli stessi indigeni, cominciava cioè ad apparire loro come “un mito” anziché come “un credo”, per cui le conversioni al Cristianesimo fioccavano sempre più numerose…
Quale scossone, quando la Società Teosofica avviò una vasta opera di recupero e ri-catechizzazione all’induismo (i cui capisaldi sono pregni in maniera evidente di contenuti esoterici). La gente che risiedeva proprio nel territorio che fu la culla, anzi l’arca, di questa vasta dottrina, veniva in qualche modo rieducata e riavvicinata alle proprie origini, così i missionari cristiani iniziarono una vasta campagna di ostilità, avversando la Società Teosofica e i suoi fondatori uno per uno, Madame Blavatsky in primis. Le altre confessioni religiose ci misero poco ad allearsi contro il nemico comune: quale che fosse la confessione, in tutti quegli ambienti religiosi che pretendevano l’esclusiva, un’attività di sensibilizzazione come quella teosofica difficilmente poteva ottenere consenso.
E in ambito scientifico? Analoghe reazioni.
A onor del vero, vi furono religiosi e scienziati che accolsero, o quantomeno valutarono serenamente i contenuti esoterici; persino alcuni degli antagonisti più dichiarati ne ammisero la validità… ma si trattò di singole figure o di gruppi ristretti. E comunque, ancora oggi, pochissimo se ne dice, di questi pochi!
In ambiente scientifico -dicevamo- le reazioni furono ipercritiche e spietate. Come conciliare le teorie sull’evoluzione dell’uomo e sulla discendenza dalle scimmie, con la visione esoterica che lo vuole angelo caduto, punto mediano tra spirito e materia? Come porre il problema della coscienza a quei ricercatori che ne facevano un semplice fenomeno cerebrale? Come parlare di Karma, di catena di vite e di fratellanza, in un’epoca in cui casualità, individualismo e pensiero positivo imperavano?
Si diceva nelle prime parti di questo articolo che uno dei pochi ambienti in cui il messaggio esoterico fu ufficialmente accolto con entusiasmo (almeno in un primo momento) fu la corrente dello spiritismo. E forse fu per questo che “esoterismo” e “spiritismo” si legarono nella mentalità comune e fu proprio a partire da questo periodo che avvenne questa maldestra associazione di idee, oggi ancora persistente; persino la parola “occultismo” mutò presto di significato e lì dove per “occulto” il teosofo all’epoca intendeva “ciò che è celato”, “ciò che è dietro la forma”, oggi il disinformato intende “stregoneria”, “cartomanzia” e simili…
La corrente dello spiritismo degenerò in poco tempo, allontanandosi dagli iniziali propositi filantropici e sinceramente sperimentali; molti suoi esponenti cedettero alle tentazioni del potere, reclamarono l’esclusiva sull’aldilà, su angeli e su entità misteriose… più d’uno fece breccia negli ambienti borghesi costruendosi fama di persona dai poteri straordinari, insomma, tutto il contrario della commensura, dell’umiltà e del servizio all’umanità alla base dell’esoterismo. Lo spiritismo, dunque, non tardò a “pagare il karma” delle illusioni in cui caddero i suoi membri dopo i primi anni, divenendo per i contemporanei e per i posteri, una specie di fiera di fenomeni da baraccone.
Tutto questo offrì argomenti ulteriori ai detrattori della società Teosofica e in particolare di Madame B. che si vide costantemente accusata di truffe, nonostante fosse ben lontana dal mirare agli ambienti altolocati (da cui praticamente scappò da giovane e ai quali aveva già comunque libero accesso), nonostante non chiedesse denaro nei suoi “cenacoli” in cui medici, sacerdoti, filosofi, musicisti e filantropi avevano la fortuna di riunirsi e nonostante si fosse posta senza riserve in netto contrasto con quelle devianze dello spiritismo. E per colmo, gli attacchi più aspri, Madame B. li ricevette proprio dagli spiritisti, furibondi per la sua presa di posizione, che interpretarono come un vero e proprio voltafaccia!
Questa donna battagliera e controversa costituisce un valido esempio per chi oggi aspira a “dare una mano”, a lavorare per la coscienza umana, a fare qualche passo verso il bene, la giustizia, la luce, perché -si dice- in quella direzione le avversità non mancano di certo…
Esserne consapevoli aiuta a prepararsi alla battaglia. La stessa Blavatsky mostra questa consapevolezza e con quello spirito battagliero, con la lungimiranza ed il coraggio che la caratterizzavano, quasi a sfidarlo tutto il secolo in cui viveva, nella prefazione alla sua Iside Svelata scrive:
“Per mostrare che non ci nascondiamo affatto la gravità del nostro intento, possiamo dire fin da ora che non vi sarà nulla di strano se si schiereranno contro di noi i seguenti gruppi:
I cristiani, i quali vedranno che mettiamo in discussione le prove della genuinità della loro fede.
Gli scienziati, che troveranno le loro pretese di infallibilità messe nello stesso mucchio con quelle della Chiesa Cattolica romana, e, in certi particolari, i saggi e i filosofi del mondo antico messi più in alto di loro.
Gli pseudo-scienziati, naturalmente, ci combatteranno con accanimento.
Gli uomini di chiesa liberali e i liberi pensatori troveranno che non accettiamo quello che fanno, ma esigiamo il riconoscimento della totale verità.
Gli uomini di lettere e le varie
autorità che nascondono le loro vere credenze per riguardo ai pregiudizi popolari.
I mercenari e i parassiti della stampa, che prostituiscono il suo potere più che regale e disonorano una nobile professione, troveranno facile deridere cose troppo meravigliose per la loro comprensione; perché per loro il prezzo di un pericolo vale più della sincerità. Molti ci criticheranno onestamente; molti altri non potranno farlo. Ma noi guardiamo al futuro.
La lotta oggi impegnata fra il partito della pubblica coscienza e quello della reazione ha già provocato un più sano tono di pensiero: non potrà mancare di concludersi con il rovesciamento dell’errore e il trionfo della verità. Lo ripetiamo: noi lavoriamo per un domani più radioso”
(Helena Petrovna Blavatsky, Iside Svelata, Milano, Armenia Editore, 1984)
Era il 1877, ma questo coraggioso esempio di servizio all’umanità sembra attuale quantomai.

Maxmiliano Bancheri

Maxmiliano Bancheri

Ho 43 anni. Sposato con Irene. Dalla scuola media, alla Maturità Classica, a un anno e mezzo di Teologia, ho frequentato per 11 anni il Seminario vescovile in Caltanissetta; successivamente ho conseguito anche il diploma di Ragioniere; ho curato alcune pubblicazioni locali mentre mi occupavo anche della “EraNova Editrice”, il settore editoriale all'interno di un'azienda di servizi informatici in Delia (CL) in cui attualmente lavoro come operatore Amministrativo. La curiosità verso il “significato delle cose” e la ricerca di aspetti diciamo “più sostanziali” della vita, sono stati negli anni un personale tema ricorrente che per lungo tempo hanno trovato espressione in svariati e numerosi generi di lettura... di conseguenza, la mancanza di pratica si è sempre stesa come un ombra sui libri che leggevo. Inevitabile, la rinnovata “spinta” che ho sentito a un certo punto, quando ho conosciuto più da vicino la realtà dell'Associazione Atman, intorno al 2012/2013. Fortissima sensazione di “familiarità”! Nel 2016 sto continuando il terzo anno della Scuola Energheia: fra i tanti, importantissimi momenti di apprendimento, studio e pratica, i cui effetti sulla coscienza mi è impossibile descrivere in poche parole, questa esperienza mi ha permesso anche una preziosa ripresa e una migliore “attualizzazione”, diciamo una più cosciente considerazione di tanti insegnamenti giovanili che per troppo tempo sono stati da me incompresi, fraintesi, accantonati o tenuti interiormente in sospeso.
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