L’ottocento e il coraggio dirompente di madame Blavatsky – Prima parte

ottocento-blavatsky-1parteNelle tre parti di questo contributo parleremo dell”800, di esoterismo e della Società Teosofica che in questo secolo se ne fece -diciamo così- portavoce; accenneremo ad una sua fondatrice, Helena Petrovna Blavatsky (da molti abbreviata H.P.B. o Madame B., un po’ come si fa con quelle persone che non hanno bisogno di presentazioni), daremo quindi un rapido sguardo alle reazioni che Madame B. e la Teosofia suscitarono nei contemporanei e proveremo infine a trarre un esempio dal coraggio e dalla “resistenza” di questa energica signora.
Sono solo questi gli obiettivi dell’articolo e non altri. Non si vogliono esprimere giudizi su persone e movimenti sociali (al limite, qualche inevitabile interpretazione di eventi storici…), né si vogliono affermare schieramenti religiosi o posizioni politiche, né alimentare polemiche o sensi di divisione e separatività; al contrario, questo articolo vuol essere (si lasci passare il termine) quanto più “yogico” possibile, vuole cioè contribuire, nel suo piccolo e per quanto possibile, alla riunione o all’ampliamento di idee che in qualcuno magari sono in sospeso o ancora cozzano o contrastano… e vuole farlo semplicemente riportando alcune informazioni…
Bene, chiarita la premessa, lanciamoci assieme in questa breve esplorazione.

Equiparare l’esoterismo alla religione o alla scienza equivale a fare un torto a tutti e tre, riducendo l’ampia portata dell’uno e sminuendo la specificità delle altre due.
Il termine “esoterico” viene dal greco esòteros (εσώτερος), che significa interiore, interno”; si riferisce a certi insegnamenti sul mondo dello spirito, dell’anima e della materia che anticamente erano riservati ai soli discepoli o iniziati e quindi non rivelati alle masse; di contro, “essoterico” o “exoterico”, da exòteros (exo indica “esterno, fuori”) si riferisce invece a ciò che è rivelato e reso disponibile in senso ampio, insomma, di dominio pubblico.
Pare che anche il Maestro Gesù gestisse oculatamente questa distinzione nel proprio metodo di insegnamento e di comunicazione; nel vangelo di Marco, al capitolo 4, dopo la meravigliosa parabola del seminatore, troviamo una spiegazione concreta del perché utilizzasse le parabole e non parlasse al popolo in maniera diretta, e ancora più avanti leggiamo espressamente: “Con molte parabole di questo genere annunziava loro la parola secondo quello che potevano intendere. Senza parabole non parlava loro; ma in privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa” (Marco 4, 33-34)
Anche se oggi si torna ad essere un po’ più informati in merito, la parola “esoterismo”, nella sua interpretazione più comune e diffusa, appare ancora distorta, spesso genera istintive reazioni di diffidenza, in certi casi richiama persino scenari lugubri, pratiche medianiche, complotti, sette segrete… La basilare disinformazione e la contro-informazione di avverse leadership di pensiero non contribuiscono di certo alla chiarezza!
Ma oltre che per motivi di cultura o di ideologia, forse si potrebbe ipotizzare anche un motivo storico nel quale questa confusione affonda le sue radici.
Diamo un’occhiata a questa ipotesi.

L’insegnamento esoterico si diffuse in maniera ben strutturata ed organica e con un linguaggio più moderno ed adeguato all’epoca, grazie anche alla Società Teosofica.
Questa Società nasce nel 1875 a New York; il suo statuto riporta il triplice obiettivo di (1) formare una sorta di baluardo di fratellanza umana esente da distinzioni di classe, credo, sesso o razza, (2) di promuovere lo studio di filosofie, religioni, scienze e favorirne la comparazione e (3) di investigare sulle leggi naturali e sui poteri umani ancora sconosciuti o non riconosciuti; ne sono fondatori il colonnello americano Henry Steel Olcott (1832-1907), il filosofo e scrittore irlandese William Quan Judge (1851-1896) ed Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891).
Presto la Società Teosofica avrebbe aperto centinaia di sedi, in America e anche in Europa e India, sconvolgendo non poco le realtà con cui sarebbe venuta in contatto…

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Maxmiliano Bancheri

Maxmiliano Bancheri

Ho 43 anni. Sposato con Irene. Dalla scuola media, alla Maturità Classica, a un anno e mezzo di Teologia, ho frequentato per 11 anni il Seminario vescovile in Caltanissetta; successivamente ho conseguito anche il diploma di Ragioniere; ho curato alcune pubblicazioni locali mentre mi occupavo anche della “EraNova Editrice”, il settore editoriale all'interno di un'azienda di servizi informatici in Delia (CL) in cui attualmente lavoro come operatore Amministrativo. La curiosità verso il “significato delle cose” e la ricerca di aspetti diciamo “più sostanziali” della vita, sono stati negli anni un personale tema ricorrente che per lungo tempo hanno trovato espressione in svariati e numerosi generi di lettura... di conseguenza, la mancanza di pratica si è sempre stesa come un ombra sui libri che leggevo. Inevitabile, la rinnovata “spinta” che ho sentito a un certo punto, quando ho conosciuto più da vicino la realtà dell'Associazione Atman, intorno al 2012/2013. Fortissima sensazione di “familiarità”! Nel 2016 sto continuando il terzo anno della Scuola Energheia: fra i tanti, importantissimi momenti di apprendimento, studio e pratica, i cui effetti sulla coscienza mi è impossibile descrivere in poche parole, questa esperienza mi ha permesso anche una preziosa ripresa e una migliore “attualizzazione”, diciamo una più cosciente considerazione di tanti insegnamenti giovanili che per troppo tempo sono stati da me incompresi, fraintesi, accantonati o tenuti interiormente in sospeso.