L’insegnamento di Shankara – seconda parte

L’insegnamento di Shankara è riconosciuto come il sentiero della conoscenza e della discriminazione. Non a tutti è dato calcarlo, ma sono necessarie alcune qualificazioni, individuate dallo stesso Shankara. Prima e fondamentale rimane il perfetto controllo della mente.

È nei sutra del Vivekacudamani (Il grande gioiello della discriminazione) che Shankara ci parla di tali qualificazioni:

  • viveka, la discriminazione tra il Reale e il non-Reale che si fonda “sull’incrollabile convinzione che solo Brahman è reale e che l’universo fenomenico è non-reale[i]
  • vairagya, non attaccamento al non-reale o a tutti i godimenti transitori;
  • possesso delle sei virtù mentali, quali: mente pacificata che consente l’unità d’intento circa la meta (Brahman); autodominio; pazienza, “quella condizione che sa accettare le afflizioni senza risentimento o ribellione, trovandosi libera da ogni ansietà e da ogni lamento[ii]; fede (Sraddha), vale a dire l’aderenza fiduciosa alle verità delle Scritture e a quelle proferite dal proprio guru, tramiti per la conoscenza; fermezza mentale, condizione che mantiene stabili sui piani più elevati, “senza cadere nel giuoco mentale”[iii];
  • ardente aspirazione o anelito all’emancipazione che è, in effetti, da considerare la qualificazione principale: “Parliamo delle qualificazioni. La prima è l’intensa aspirazione alla Liberazione. Deve essere così forte da condizionare tutto il patrimonio psichico. Quando il fuoco aspirazionale è portato al giusto sviluppo, allora ogni ostacolo viene bruciato senza difficoltà. La Realizzazione si concede a chi sa amarla. L’asparsa yoga, o advaita vada, non è per i deboli, per i tiepidi o per coloro che vogliono acquisire poteri psichici o virtù missionarie. Se c’è un ardente sete d’integrale soluzione della problematica esistenziale ad ogni livello e grado, allora si è pronti a percorrere la via senza ritorno[iv].

Interessante in Shankara è l’aspetto relativo alla devozione. Gli aspetti esteriori non hanno alcuna importanza. L’essenziale è offrirsi al Signore, per cui la devozione a qualsiasi forma del Divino costituisce bakti. Il devoto ideale è colui che conduce una vita di dedizione.

E l’advaitin, riconoscendo il Brahman ovunque e in ogni cosa, non può che agire con profonda devozione e dedizione. Egli si muove nel mondo unicamente finalizzando tutti i suoi atti al bene comune di tutti gli esseri.

Un seguace della via della conoscenza non fa distinzione tra sé e gli altri, gli è inconcepibile, in quanto considera il mondo intero come una sola famiglia.

Ecco spiegato chiaramente il concetto dallo stesso Shankara nel suo libro Tattvopadesa: “Tieni sempre a mente il senso dell’unità del Sé-atman o Brahman con la creazione intera. Identìficati con Brahman che si è manifestato quale mondo, ma non agire mai, con l’alibi di tale consapevolezza, in un modo che sia conveniente solo per te”. Che suona molto simile al nostro: non fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te.

 

[i] Shankara, Vivekacudamani, Edizioni Asram Vidya, Roma

[ii] ibidem

[iii] ibidem

[iv] Raphael, Tat tvam asi, Edizioni Asram Vidya, Roma

Ti potrebbe interessare

Anna Todisco

Anna Todisco

Anna Todisco nasce nel 1959 a Napoli, dove si laurea presso l’Istituto Universitario Orientale in lingue e letterature straniere moderne con specializzazione in lingue slave. Dal 1984 vive a Firenze dove fa varie esperienze di insegnamento a bambini, adolescenti, adulti. Per diversi anni segue, in collaborazione con i servizi sociali territoriali, bambini ed adolescenti problematici. Parallelamente coltiva ed approfondisce interessi che spaziano dalla filosofia orientale e yoga al reiki ed alle terapie olistiche. Sceglie di dedicarsi completamente alla famiglia cercando sempre di mettere in pratica le conoscenze acquisite ed i conseguimenti della sua ricerca interiore, convinta che la spiritualità si realizza nel quotidiano. Dal 1995 si occupa di raja yoga ed esoterismo, diplomandosi nel 1999 ad Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, fondata da Massimo Rodolfi, di cui è insegnante a Firenze. Tiene la rubrica Letteratura e spiritualità sulla rivista il Discepolo della Draco Edizioni e scrive per la sezione Yoga per Tutti all’interno del portale Yogavitaesalute.