Le tre illusioni principali dell’aspirante spirituale

le tre illusioniIl sentiero verso lo Spirito è un percorso pieno di ostacoli, ognuno rappresenta un limite presente nella nostra coscienza. Le barriere che, quotidianamente incontriamo sul nostro cammino, ci avvicinano alla sofferenza e contemporaneamente ci preparano alla beatitudine. Quanto è bello superare i propri limiti, quanta gioia scaturisce spontaneamente quando riusciamo ad andare oltre noi stessi.

L’aspirante spirituale si trova nel mezzo del guado, troppo lontano da dove si è immerso per farvi ritorno, ma ancora distante dal punto di approdo per assaporarne la vittoria. Quindi è costretto a fare buon viso a cattiva sorte attraversando le illusioni una dopo l’altra.

Per poter vivere la gioia bisogna essere aperti e ben disposti verso l’imprevisto, mentre nel crescere abbiamo imparato, soprattutto, a farci posto nel mondo imponendo, in vari modi, il nostro punto di vista. Nel fare ciò abbiamo fatto i conti senza l’oste. Quando lo sviluppo non è in accordo con la Reale Natura, gli effetti spiacevoli non tardano a farsi notare e, se divengono insopportabili, costringono ad un cambiamento di marcia. L’aspirante spirituale quando percepisce il dolore spesso non trova di meglio che irrigidire la sua pratica. Così nel tentativo di eliminare la sofferenza adotta una soluzione errata che lo porta a ricercare una perfezione lontana dalle sue reali possibilità. Questa modalità alimentata dall’illusione di trovare la via di fuga più breve oltre a contribuire ad inabissare la coscienza sempre più nei fondali della personalità, consente di consumare più velocemente quelle illusioni che hanno contribuito a creare quel circolo vizioso.

Di questi tempi l’aspirazione alla spiritualità viene scambiata con il partecipare a dei corsi che promettono di risolvere i problemi senza fare fatica. Ciechi alla guida di altri ciechi, che rischiano di finire tutti insieme appassionatamente nel fosso. Anche io sono passato dal supermercato dello spirito. Mi ricordo come leggevo avidamente le riviste del settore, alla ricerca del corso giusto per me. Cercavo la supertecnica che mi risolvesse tutti i problemi. In quei momenti sentivo che c’era qualcosa che non quadrava in me, ma non volendomene assumere la paternità cercavo di trovare la soluzione esotica per non affrontare veramente il problema. Tutte le tradizioni indicano nella purificazione e nel vivere l’appartenenza ad un lignaggio e ad una comunità la strada maestra per trovare più facilmente la via di casa. Per la prima meta dell’aspirante spirituale rimane sempre attuale il vecchio adagio: “Conosci se stesso”. Trovate un vero istruttore, cercatelo per mari e per monti se necessario, ma una volta individuato lavorate attraverso le sue indicazioni su di voi.

Coloro che non posseggono un chiaro discernimento si compiacciono dei precetti vedici intesi alla lettera e proclamano, con fiorito parlare, che la stretta osservanza delle scritture è sufficiente, o Figlio di Pritha, anime di desiderio e ricercatori di paradisi, parlano del concetto della rinascita come del frutto delle azioni compiute sulla terra e prescrivono molti riti speciali per ottenere godimento e poteri. (BG II,42-43).

La Bhagavad Gita mette in discussione l’approccio formale alla ricerca spirituale. Lo studio concettuale delle sacre scritture, l’osservanza formale delle regole e la ricerca del frutto delle azioni se non accompagnati dal discernimento ( http://www.yogavitaesalute.it/2016/07/05/la-scelta-piu-giusta-23845.html ) rischiano di alimentare la personalità e quindi di allontanare dalla vera ricerca dello Spirito. Le stesse tre attività se equilibrate dall’attività meditativa divengono un potente viatico per la conquista di se stessi nella gioia del compimento di ciò che siamo realmente.

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Luca Tomberli

Luca Tomberli

Luca Tomberli nasce nel 1969 a Firenze. Negli anni Novanta, spinto dalla percezione della sofferenza, dopo aver sperimentato alcune tradizioni buddiste, varie discipline olistiche e degli approcci psicologici, inizia a praticare il Raja Yoga, l'antica scienza dell'essere improntata alla conoscenza del sé più profondo. L’incontro con Massimo Rodolfi segnerà in maniera inequivocabile il suo percorso. Fino a quel momento, il bisogno d’integrazione della spiritualità nel quotidiano, sembrava destinato a non essere soddisfatto del tutto. Nonostante avesse frequentato diversi gruppi legati in vario modo alla consapevolezza, non aveva ancora percepito quel senso di unità e appartenenza alla Tradizione che andava cercando e che invece gli viene rivelato dagli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Nel 1999 dopo aver frequentato Energheia, la prima scuola di formazione per terapeuti esoterici, e soprattutto avendo sperimentato il cambiamento positivo della propria vita sente l’esigenza di diffondere quegli strumenti utili per comprendere meglio se stessi. Così inizia ad insegnare materie esoteriche per l’associazione Atman . Nel 2006 insieme ad altri compagni di viaggio contribuisce a fondare sette sedi della scuola Energheia che vanno ad aggiungersi alla preesistente sede nazionale. Attualmente, sempre più desideroso di praticare l’innocuità creando insieme ad altri, presta la sua attività nell’ufficio stampa del portale YogaVitaeSalute, scrive per la rivista esoterica il Discepolo e per YogaVitaeSalute, insegna per la scuola Energheia nelle sedi di Milano e Roma ed organizza corsi di meditazione e di Raja yoga in Toscana.