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Le sei scuole filosofiche indiane – seconda parte

sei_scuole_filosofiche_ArtPerchè un articolo su un tema così erudito?
Molti di noi leggono libri della tradizione indiana, praticano yoga, recitano sutra e si sono imbattuti in termini quali, ad esempio, purusha, prakriti…. Ci siamo forse chiesti da dove venissero? Quali fossero le basi filosofiche di ciò che studiamo e pratichiamo?
Come si è sviluppato il pensiero? Chi ha formulato idee che ancora oggi sono vive?

Yoga 
Il darshana Yoga adotta l’impianto teorico del Samkhya, con l’unica differenza di accorpare buddhi, ahamkara e manas in un unico elemento chiamato citta.
Suo scopo è fornire un metodo o disciplina che consenta di fermare il moto incessante di citta, o lo fa sviluppando la capacità di discriminazione fra materia (Prakriti) e spirito (Purusha).
Testo fondamentale del darshana sono gli Yoga Sutra di Patanjali, che espongono un percorso in otto passi (ashtanga yoga = yoga delle otto membra). Questi passi sono: yama ( proibizioni ), nyama ( osservanze ), asana (posizione), pranayama (controllo del respiro), pratyahara (ritiro dei sensi), dharana (concentrazione), dhyana (meditazione), samadhi (contemplazione).
Yama e nyama sono regole e condotte etiche di vita finalizzate alla purificazione; asana e pranayama riguardano la purificazione del corpo fisico, denso ed eterico; pratyahara porta alla purificazione del corpo astrale, mentre dharana e dyana si riferiscono alla purificazione del corpo mentale e al conseguente controllo della mente; il samadhi infine è la trascendenza dello stato individuato, quando il soggetto, l’oggetto e la conoscenza diventano uno.

Purva Mimansa
Denominato Purva, anteriore, per distinguerlo in senso logico dalla Uttara, posteriore, questo darshana tratta principalmente dei sacrifici e delle regole che ne devono guidare la corretta esecuzione.
I riti sacri, la cui fonte autorevole sono i Veda, sono considerati dharma, doveri, e celebrandoli correttamente l’uomo agisce a livello microcosmico creando karma positivo e a livello macrocosmico assicurando stabilità e ordine al mondo.
Le regole per l’esecuzione dei sacrifici, stabilite dalla Purva Mimansa, guidano ancora oggi le pratiche religiose quotidiane indù e hanno influenza sulla legislazione.

Uttara Mimansa o Vedanta
Letteralmente il termine Vedanta significa “la fine dei Veda”, i principi filosofici e dottrinali esposti nelle Upanishad, ultimo capitolo dei Veda, oltre che loro essenza.
L’opera principale è il Vedanta Sutra, attribuita a Badarayana.
Secondo il Vedanta Sutra, causa di tutto ciò che esiste nell’universo è Brahman, increato, eterno e immodificabile, di cui il Purusha e la Prakriti del Samkhya sono manifestazioni.
Il mondo dipende dal volere di Dio ed è il suo lila, il suo gioco.
L’opera tratta anche del destino dell’uomo, del ciclo delle rinascite (samsara) e della liberazione dall’esistenza condizionata (moksha), meta che può essere raggiunta sia attraverso la rinuncia al mondo (sannyasa) sia nella vita attiva.
Il principale interprete del Vedanta fu Shankara (788 – 820 circa) cui si deve la completa sistemazione del Vedanta monistico (advaita), esposta nei commenti alle principali Upanishad e ai Vedanta Sutra.
La dottrina di Shankara si fonda sulla assoluta non dualità della Realtà ultima, il Tutto divino, il Brahman; la molteplicità della manifestazione è solo apparenza (maya).
Nell’essere umano il Brahman è l’Atman, il Sé, il soggetto eterno e reale, che guida e coordina la personalità che agisce nella vita.
La meta suprema dell’uomo è l’identificazione con l’Atman, il divenire uno con il Brahman.

“La conoscenza è il mezzo per la perfetta comprensione del Brahman. La perfetta comprensione del Brahman è la meta suprema degli esseri umani, perché distrugge la radice di ogni male, e segnatamente dell’ignoranza, che è il seme della trasmigrazione”. (Shankara)

Anna Shabalin

Anna Shabalin

Mi chiamo Anna Shabalin, sono nata e vivo a Milano, ho studiato lettere a psicologia e ho lavorato presso alcune aziende nell'area delle Risorse Umane, negli ultimi 15 anni come Responsabile dello Sviluppo del Personale. Parallelamente alla mia esperienza professionale ho condotto la mia ricerca personale che, attraverso la psicologia, la psicoanalisi, lo yoga e una serie di altre esperienze, è divenuta ricerca spirituale. Dall'inizio del 2012 ho lasciato la professione: potevo andare in pensione, ho fatto due conti, ho pensato che potevo starci et...voila’, ho fatto il salto. Ora studio, faccio volontariato, accompagno, piena di meraviglia, la crescita di un fantastico nipote di 3 anni, ho i miei affetti e ho Energheia: fra alti e bassi, la mia vita è piena e giusta.
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