Le sei scuole filosofiche indiane – prima parte

Sei_scuole_Filosofiche_fotodi_300_0Il Buddhismo ha operato una vera rivoluzione sottoponendo alla critica logica e allo scetticismo i modelli filosofici antichi. Per procedere su questa via e porre solide basi alla speculazione filosofica, le scuole conservatrici si trovarono nella necessità di esporre il loro punto di vista in modo più rigoroso.
Nacquero così scuole di pensiero, o darshana (dalla radice drish = vedere, ad indicare il particolare punto di osservazione della medesima realtà), basate sul ragionamento anziché sulla rivelazione, su metodi di investigazione della vita e dell’esperienza, sulla logica anziché sull’espressione poetica e religiosa.
Fra queste scuole divennero più famosi sei darshana brahmanici, cioè basati sull’autorità dei Veda: Nyaya, Vaisheshika, Samkhya, Yoga, Purva Mimansa, Uttara Mimansa o Vedanta. Tutti i sei darshana hanno raggiunto una formulazione organica fra la metà e la fine del primo millennio d.C.

I loro autori, pur utilizzando metodi logici e ragionamento, conservano l’aderenza ai testi antichi, l’aperta dichiarazione dell’inoppugnabile valore della sruti (rivelazione) e quindi rivendicano ai propri punti di vista l’approvazione dei Veda. C’è da dire, a questo proposito, che i Veda sono così vasti che non era difficile trovarvi ciò che poteva sostenere ciascun punto di vista e consentire spazio alla creatività.
Ognuna di queste scuole espone la propria dottrina nella forma di aforismi (in indi sutra, cioè filo), sintetici, chiari, senza ridondanze passibili di errori di interpretazione, adatti a essere ricordati e trasmessi oralmente piuttosto che affidati a testi scritti. Ai sutra seguono spesso commenti in forma di dialogo, considerato la sola forma adeguata per esporre punti di vista opposti e ribadire la propria verità.
Gli autori dei sutra non ne sono i fondatori: il pensiero espresso da ciascuna scuola è frutto di un notevole numero di pensatori lungo un ampio arco temporale, il loro sviluppo è continuato fino ai giorni nostri. Comune ad essi è l’idea che l’universo proceda attraverso periodi di creazione, conservazione e dissoluzione, che continuamente si succedono, in un processo governato da leggi che tuttavia non impediscono all’uomo di forgiare il proprio destino in un continuum di rinascite, da cui solo la conoscenza della verità può liberare.

Nyaya – Letteralmente “esaminare a fondo un argomento”, il Nyaya, il cui oggetto di studio è raffrontabile alla Logica occidentale, confuta la fede nella sola autorità, ribadendo la necessità dell’indagine analitica, dell’applicazione di un metodo, dell’argomentazione logica. Non è quindi interessato tanto a presentare una nuova visione del mondo quanto a codificare gli strumenti di “retta conoscenza”, divenuti poi fondamentali nell’intera speculazione filosofica indù.

Vaisheshika – Questo darshana espone una dottrina basata sulla conoscenza empirica, di cui classifica i dati utilizzando un metodo analitico simile a quello adottato dalle scienze occidentali, in particolare dalla Fisica. Sostiene la teoria che la materia è composta di atomi eterni che compongono oggetti, non eterni, di manifestazione.

Samkhya – Considerata da alcuni la scuola filosofica più significativa, nata in India, il Samkhya considera il dualismo di spirito e materia come l’ultima Realtà. La paternità del darshana è attribuita a Kapila. Il mondo non è l’atto di un Dio creatore, bensì l’effetto dell’interazione fra Spirito (Purusha) e Materia (Prakriti), da una parte le anime, i sé spirituali, costituiti di pura conoscenza e inerti, dall’altra la natura, priva di conoscenza, indifferenziata, omni-pervadente ed eterna, energia dell’universo che incessantemente e inconsapevolmente opera. La sua evoluzione avviene tramite i suoi tre elementi costitutivi, i guna: sattva, che è bene, luce, intelligenza, rajas, che è passione, energia, attività, e tamas, che è resistenza e inerzia. Quando questi tre elementi sono in equilibrio, Prakriti è in uno stato di riposo e non c’è manifestazione alcuna, mentre le loro diverse combinazioni danno luogo alla totalità delle manifestazioni: le più elevate facoltà psichiche e intellettive (buddhi), il senso dell’io (ahankara), il pensiero analitico (manas), gli organi di senso, i cinque organi di azione, gli elementi.

Purusha è pura coscienza, autoconsapevolezza, conoscenza, è inattivo, immodificabile, al di là del piacere e del dolore, scevro da attrazione e repulsione, privo di desiderio, senza virtù e peccato. Prakriti esce dallo stato di equilibrio dando luogo alla manifestazione solo in presenza di Purusha, la coscienza, come Purusha può esprimere la sua natura solo in presenza di Prakriti, l’oggetto, la materia. Quando Purusha entra in contatto con Prakriti, dimentica la sua natura, esce dallo stato di pura coscienza incontaminata e si identifica con le esperienze di buddhi, ahamkara e manas, che sono manifestazioni di Prakriti. Da qui ha origine l’esperienza del dolore e del piacere, la sensazione della limitatezza e Purusha perde consapevolezza e capacità di discriminazione. Nella visione Samkhya, la liberazione può essere ottenuta solo attraverso la conoscenza della differenza fra essere e non essere. Tale conoscenza non è però un prodotto della mente e dei sensi, perché questi sono manifestazioni di Prakriti, ma può essere ottenuta solo attraverso il controllo e la padronanza della mente e dei sensi.

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Anna Shabalin

Anna Shabalin

Mi chiamo Anna Shabalin, sono nata e vivo a Milano, ho studiato lettere a psicologia e ho lavorato presso alcune aziende nell'area delle Risorse Umane, negli ultimi 15 anni come Responsabile dello Sviluppo del Personale. Parallelamente alla mia esperienza professionale ho condotto la mia ricerca personale che, attraverso la psicologia, la psicoanalisi, lo yoga e una serie di altre esperienze, è divenuta ricerca spirituale. Dall'inizio del 2012 ho lasciato la professione: potevo andare in pensione, ho fatto due conti, ho pensato che potevo starci et...voila’, ho fatto il salto. Ora studio, faccio volontariato, accompagno, piena di meraviglia, la crescita di un fantastico nipote di 3 anni, ho i miei affetti e ho Energheia: fra alti e bassi, la mia vita è piena e giusta.