L’anima e le tre categorie umane

l'anima e le tre categorie umaneSiamo arrivati al 29° verso del secondo capitolo della Gita. Lo slancio e il tormento vissuti hanno permesso ad Arjuna di ricevere i divini insegnamenti dello Yoga. Krishna continua a spiegare perché l’afflizione non si basa sulla realtà. La morte non esiste mentre la vita, in essenza una, si mostra incessantemente sotto miriadi di forme differenti. Krishna mostra un punto di vista privilegiato sulla vita, uno sguardo più elevato di quello umano.

L’uomo contempla Quello come una meraviglia, un altro ne parla come di una meraviglia, un terzo ne sente parlare come di una meraviglia, ma nessuno, in verità, l’ha conosciuto.” ( BG II, 29)

Fino a questo verso ne sono successi di eventi, abbiamo palpitato e sofferto insieme ad Arjuna, e allo stesso tempo siamo rimasti estasiati e rapiti dalle adamantine parole di Krishna. Il Divino Maestro è comparso, come l’aurora, ad illuminare le vicende umane, ed in quel momento è stato sancito che l’eresia della separatezza può essere sconfitta.

Ogni essere umano vive i suoi drammi, ma in realtà il calore della vita non lo abbandona mai. Come il Divino Maestro non ha abbandonato il riluttante allievo, l’umanità viene guidata dalla Gerarchia Planetaria tramite un amore, non del tutto compreso dal ristretto cuore umano, che ci scalda e ci mostra la via per non perdersi più.

La dolcezza con cui ci cura la Vita risveglia antichi ricordi e prepara nuovi conseguimenti. La presenza di Krishna in quel campo di battaglia non è stato un episodio fine a se stesso. La luce che ha irradiato è ancora impressa nei nostri geni. Ad anni di distanza ne sentiamo, ancora, la viva presenza accarezzarci come soltanto la Vita sa fare. In quel campo di battaglia si sono decise le sorti del mondo e dell’umanità.

Di fronte al richiamo dell’amore ognuno risponde nel suo modo. Le leggi sono precise e profondamente rispettose della verità. Finché la personalità ci tiene ancorati alla materia più densa, lo sguardo non può riconoscere la luminosità dei mondi sottili. Gli esseri umani possono essere divisi in tre categorie: quelli che incontrano il Divino, quelli che ne parlano e quelli che si accontentano di sentirne parlare.

In realtà nessun uomo riconosce il Divino, nessun essere umano può riconoscere il Divino che è in lui, in quanto una coscienza che fa ancora parte del regno umano non può vivere pienamente nel Regno dei Cieli. Certo colui che contatta, anche per un istante, la luce interiore, conosce di più della sua Essenza, di chi si accontenta di rappresentarla o di ascoltarla. Ma fino a quando l’astrazione dai sensi sarà momentanea, si tratterà sempre di attimi, intensi, ma che per la loro natura transitoria tenderanno ad alimentare la sofferenza.

Il Purusa, lo Spirito, non può essere conosciuto secondo la natura materiale (Prakriti), ma tramite il fluire nella vita. Aurobindo nel commentare questo verso scrive:

“ Quando veniamo a sapere che noi siamo Lui, non vi è che una sola cosa: la verità che dobbiamo vivere, L’Eterno che si manifesta come l’Anima dell’uomo nel gran ciclo del suo pellegrinaggio, con la nascita e la morte quali pietre miliari, il mondo al di là come luogo di riposo, le circostanze della vita, felici o disgraziate, come mezzo di progresso, come campo di battaglia e di vittoria, e l’immortalità come punto finale dell’anima in viaggio.”

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Luca Tomberli

Luca Tomberli

Luca Tomberli nasce nel 1969 a Firenze. Negli anni Novanta, spinto dalla percezione della sofferenza, dopo aver sperimentato alcune tradizioni buddiste, varie discipline olistiche e degli approcci psicologici, inizia a praticare il Raja Yoga, l'antica scienza dell'essere improntata alla conoscenza del sé più profondo. L’incontro con Massimo Rodolfi segnerà in maniera inequivocabile il suo percorso. Fino a quel momento, il bisogno d’integrazione della spiritualità nel quotidiano, sembrava destinato a non essere soddisfatto del tutto. Nonostante avesse frequentato diversi gruppi legati in vario modo alla consapevolezza, non aveva ancora percepito quel senso di unità e appartenenza alla Tradizione che andava cercando e che invece gli viene rivelato dagli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Nel 1999 dopo aver frequentato Energheia, la prima scuola di formazione per terapeuti esoterici, e soprattutto avendo sperimentato il cambiamento positivo della propria vita sente l’esigenza di diffondere quegli strumenti utili per comprendere meglio se stessi. Così inizia ad insegnare materie esoteriche per l’associazione Atman . Nel 2006 insieme ad altri compagni di viaggio contribuisce a fondare sette sedi della scuola Energheia che vanno ad aggiungersi alla preesistente sede nazionale. Attualmente, sempre più desideroso di praticare l’innocuità creando insieme ad altri, presta la sua attività nell’ufficio stampa del portale YogaVitaeSalute, scrive per la rivista esoterica il Discepolo e per YogaVitaeSalute, insegna per la scuola Energheia nelle sedi di Milano e Roma ed organizza corsi di meditazione e di Raja yoga in Toscana.