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La scienza dello yoga e la comprensione della morte

la scienza dello yoga e la comprensione della morteL’umanità attuale, rispetto al passato, è in lotta continua contro la morte.
Non importa andare tanto indietro con i secoli (che ci danno prova di quanto alcune popolazioni rispettassero e onorassero questo evento), basta solo tornare indietro di 30 anni, quando ancora la persona morta si vegliava in casa (più diffuso al sud), la si aiutava “nel trapasso” e tutti i parenti la andavano a salutare nel suo letto di morte.
Ho ricordi di questo tipo, certamente un po’ forti, ma ricordo il clima che ci circondava: le persone arrivavano e parlavano con il morto, portavano cibo e si mangiava insieme, come se la morte fosse qualcosa di normale.
Normale??? Per la nostra società attuale la morte deve essere sconfitta a qualunque costo; la scienza si accanisce su tutto ciò che può potenzialmente destabilizzare un ipotetico controllo del ciclo-vita e morte. Siamo ignoranti e superbi allo stesso tempo, siamo sempre alla ricerca del farmaco più aggressivo, ci dimentichiamo che non possiamo controllare la morte e la nostra dipartita.
Lo Yoga ci aiuta ad avvicinarci alla consapevolezza di tutto ciò che non è fisico, e la scienza dello yoga ci insegna che la morte non esiste, o almeno, non è ciò che noi crediamo sia.

La morte è il più grande evento trasformativo del nostro corpo fisico, che implica un cambiamento di stato incontrollabile e irreversibile. In ogni momento, nel nostro corpo fisico, (ma anche astrale e mentale) in maniera silente, qualcosa si trasforma e perde la sua identità momentanea.

Siamo terrorizzati dalla morte perché crediamo in una sola vita, perché l’idea della morte tocca l’abbandono e la solitudine interiore, e anche perché tendiamo a controllare e a catalogare ogni evento naturale con la presunzione di indirizzare e manipolare ciò che ci “sta a cuore”.

La vita (che include la morte) è perfetta, sa esattamente i tempi e i modi attraverso i quali ritrarre la vitalità (intesa in senso umano), dal corpo fisico.
Alice A. Bailey scrive: “ La morte, per quanto riguarda l’uomo, è un processo sempre più predisposto e previsto dall’anima, che si ritrae di sua propria volontà.” Chiaro, no?

L’anima di ognuno di noi decide, a poco valgono i farmaci più evoluti; illusi e rigidi, non molliamo alla vita il suo potere di scelta.

La trasformazione interiore, può, certamente, trasformare le forze distruttive che generano malattia, correggere le vie di minor resistenza del male in noi, ma questo non è facile, occorre tempo e sacrificio, e non basta ingoiare una pastiglia di non so cosa o recitare: “ io sono felice, io mi affido all’universo”.

La scienza racchiusa nello Yoga ci insegna ad ascoltare l’odio che alberga nelle nostre vene, accettarlo e trasformarlo. Bisogna essere vigili con sé stessi, non prestare il fianco agli automatismi che vivono nell’egoismo e nel bisogno di accentramento della personalità. Altro che peace and love, qui si lotta con ciò che abbiamo dentro da tempo…

L’anima decide l’esperienza che vuole vivere, e noi siamo il prodotto del disegno in divenire di quest’anima. Poca scelta è data alla mente razionale. Fallace e limitata. Nel libero arbitrio possiamo ritrovare movimento e consapevolezza, senza cambiare le cause evolutive della nostra incarnazione.

Sarebbe un grande passo comprendere anche solo i limiti di una medicina senza umanità, e iniziare ad accettare i limiti di ogni vita che attraversiamo, spesso senza grande attenzione e presenza.
Ce lo conferma anche la Bailey: “ Pensate quale mutamento nella coscienza umana, quando la morte sarà considerata il semplice e volontario abbandono della forma”
Forse un giorno comprenderemo anche la morte, la sua pace e la sua vitalità…

Donatella Donati

Donatella Donati

Donatella Donati nasce a Imola il 31/05/1974. Fin dalla giovane età si interessa di libri, musica e tutto ciò che ruota attorno al mondo del naturale. Si laurea in Tecniche Erboristiche, presso la facoltà di Farmacia dell'Ateneo di Bologna con una tesi sperimentale sulla radioattività naturale e artificiale delle piante officinali. Per diversi anni lavora come erborista, intervallando questo lavoro ad alcuni anni nei quali ricopre il ruolo di informatore medico scientifico per la ditta erboristica Arcangea. Durante questi anni frequenta anche la Facoltà di Lettere e Filosofia, dove intraprende il ramo di studi in Filosofia della Scienza. Sempre attratta dalla connessione che esiste tra la scienza e le energie sottili, s’iscrive alla scuola per terapeuti esoterici Energheia, dove, attualmente, ne ricopre il ruolo di insegnante presso la sede di Padova. Inoltre, scrive sulla rivista “Il Discepolo” dove cura una sezione di Fitoterapia Energetica. La sua esperienza e l'amore per le piante, l'hanno portata a formulare, insieme a Massimo Rodolfi, la linea fitoterapica Exalux ed è coautrice del libro: "Exalux, erbe di Luce”. Scrive sul portale Yogavitaesalute nella sezione Scienza e Tecnologia. Ha gestito diversi campi estivi per i bimbi nella città di Imola, dove ha fatto percorsi di yoga alle scuole d'infanzia e corsi di zoo antropologia didattica in diverse classi delle scuole primarie (in collaborazione col Canile di Imola) con il suo amato Bubu. Insegna meditazione e fa consulenze di fitoterapia energetica presso il centro Amida a Toscanella di Dozza, Bologna.
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