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La rinuncia a se stessi: il vero processo scientifico

La rinnuncia a se stessiIn tutti questi anni di dura metamorfosi della personalità, ho osservato come il mio essere consapevole, veramente, all’azione compiuta, era sempre un effetto collaterale, naturale e privo di chitta vritti che potessero incidere sul mio stato d’animo.

La mente arriva dopo, non c’è niente da fare. Nel processo della liberazione dagli automatismi la razionalità è schiava di schemi ossidati e improduttivi.
Mi scappa da ridere quando leggo di percorsi spirituali dove tutto è “peace and love”, dove ci si evolve con l’abbraccio…dai! Siamo così creduloni?

L’evoluzione su questo pianeta è lenta e irta. Perfino il grande Arjuna, eroe del grande Mabharatara, è titubante, ha paura ed è colto da dubbi “umani”.
Nel Mahabharata, antico poema epico indiano, il principe Arjuna rappresenta l’ideale dell’eroe che deve sacrificare, in maniera coraggiosa e priva di attaccamenti, tutto ciò che per una vita intera ha identificato come il suo mondo.
Così, nel nostro piccolo facciamo anche noi, anche se non comprendiamo (perché ancora non lo conosciamo), ciò che il nostro Maestro ci dice, ci affidiamo al cuore e alla luce che egli emana.

Ci vuole molto coraggio a fidarsi di ciò che è ancora in potenziale in noi. E’ come buttarsi in battaglia e praticare qualcosa che fino ad allora avevamo definito “il male”.
Arjuna, sostenuto da Krishna, impara che ogni cosa può essere decodificata e che, se l’intento è scevro di ogni attaccamento personale, l’azione è pura. Questo ce lo insegna anche la natura, con la sua precisa e meticolosa metamorfosi, così come la fisiologia del corpo umano, che, in uno stato di salute è distaccata da ogni intento soggettivo, precursore spesso quest’ultimo, di un processo tumorale.

Prima di ammalarsi, un corpo attua diverse modificazioni: pensiamo per esempio che solo le interazione proteiche sono circa 1 milione, se una di queste interazioni viene a mancare ed ha un altro intento, si genera, probabilmente, la malattia. Le cellule agiscono attraverso meccanismi di difesa o inducono apoptosi.

“Allora, Arjuna, perchè esiti nell’ andare in battaglia e uccidere maestri, cugini e amici?
Se in loro l’azione non è pura è in tuo dovere seguire le leggi del Dharma e agire”.
Così fanno le cellule del corpo.
Arjuna, così come le proteine, attraverso l’azione disinteressata, ha sviluppato un distacco, un senso di appartenenza e una rinuncia alla soggettività che esemplifica il vero processo evolutivo.

Donatella Donati

Donatella Donati

Donatella Donati nasce a Imola il 31/05/1974. Fin dalla giovane età si interessa di libri, musica e tutto ciò che ruota attorno al mondo del naturale. Si laurea in Tecniche Erboristiche, presso la facoltà di Farmacia dell'Ateneo di Bologna con una tesi sperimentale sulla radioattività naturale e artificiale delle piante officinali. Per diversi anni lavora come erborista, intervallando questo lavoro ad alcuni anni nei quali ricopre il ruolo di informatore medico scientifico per la ditta erboristica Arcangea. Durante questi anni frequenta anche la Facoltà di Lettere e Filosofia, dove intraprende il ramo di studi in Filosofia della Scienza. Sempre attratta dalla connessione che esiste tra la scienza e le energie sottili, s’iscrive alla scuola per terapeuti esoterici Energheia, dove, attualmente, ne ricopre il ruolo di insegnante presso la sede di Padova. Inoltre, scrive sulla rivista “Il Discepolo” dove cura una sezione di Fitoterapia Energetica. La sua esperienza e l'amore per le piante, l'hanno portata a formulare, insieme a Massimo Rodolfi, la linea fitoterapica Exalux ed è coautrice del libro: "Exalux, erbe di Luce”. Scrive sul portale Yogavitaesalute nella sezione Scienza e Tecnologia. Ha gestito diversi campi estivi per i bimbi nella città di Imola, dove ha fatto percorsi di yoga alle scuole d'infanzia e corsi di zoo antropologia didattica in diverse classi delle scuole primarie (in collaborazione col Canile di Imola) con il suo amato Bubu. Insegna meditazione e fa consulenze di fitoterapia energetica presso il centro Amida a Toscanella di Dozza, Bologna.
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