La letteratura dell’Induismo: i testi della tradizione.

Lettura_Induista_300_0I testi della tradizione appartengono al corpus della smriti, letteralmente “ricordo”, “memoria”.

Pur non essendo considerati rivelati, come i Veda, sono comunque importanti sia perché scritti da personaggi autorevoli sia perché svolgono un ruolo centrale nella vita hindu.

Possiamo includere nella smriti:

– i Dharma shastra, i Codici della Legge

– gli Itihasa purana, i poemi epici

– i Purana

Fra i Dharma shastra, il Codice di Manu ha un’importanza particolare. Citato nel Rig Veda come il Padre, Manu è sia il progenitore dell’umanità, salvato dall’intervento divino dal diluvio che sterminò tutti gli esseri umani sia il sommo legislatore, che stabilì il dharma e fondò l’ordine morale e sociale.

Il Codice di Manu è un codice etico: la legge si fonda sulla religione e si rifà alla tradizione.

Composto fra il 1200 e il 200 a:C., continua ad avere influenza sulla vita degli hindu: ridà valore alla tradizione, presenta l’ordinamento delle caste come legge divina, prescrive l’adempimento dei doveri sociali, diversi a seconda dell’appartenenza di casta. Ma, oltre a rifarsi alla tradizione, alle regole basate sui Veda, Manu riconosce la coscienza come discriminante fra ciò che è giusto e ciò che non lo è: seguire la voce di Dio che parla dentro ciascuno di noi è andare oltre il mantenimento dell’ordine sociale, è consentire l’evoluzione dell’individuo e della società stessa.

I due grandi poemi epici, il Mahabharata e il Ramayana, rappresentano, insieme con i Purana, la fonte principale dell’induismo quale è praticato oggi dagli hindu.

Vi si narrano avvenimenti del periodo in cui gli Arii si stabilirono in India introducendovi la religione vedica, che si diffuse inglobando e assimilando le credenze religiose delle varie comunità con cui la società ariana veniva via via in contatto.

Il Mahabharata, il cui tema centrale e originario è la guerra fratricida fra le famiglie ariane consanguinee dei Pandava e dei Kaurava, avvenuta storicamente intorno al XIII secolo a.C., si andò nel corso del tempo estendendosi con l’aggiunta di racconti provenienti da diverse regioni dell’India. Il risultato fu un poema colossale, di quasi 100.000 strofe ( otto volte l’Iliade e l’Odissea messe insieme ), suddivise in 18 libri, la cui stesura si prolungò per diversi secoli, fra il III a.C. e il III d.C.e che oggi rappresenta la sintesi dell’induismo: le idee religiose e sociali, i miti, le storie degli dei e degli eroi, in cui si riconoscono i popoli delle diverse regioni dell’India. Secondo un detto popolare “Ciò che si trova nel Mahabharata può trovarsi anche altrove, ma ciò che non si trova nel Mahabharata non è possibile trovarlo da nessuna parte”.

Il sesto libro del Mahabharata è rappresentato dalla Bhagavad Gita, la sintesi dell’induismo più nota, che narra dell’insegnamento che il dio Krishna, una incarnazione di Vishnu, impartisce all’eroe Arjuna.

Leggere il testo completo del Mahabharata equivale a leggere una intera enciclopedia; si trovano in commercio edizioni ridotte ma, forse, il modo più piacevole per accostarsi a quest’opera è la versione cinematografica.

Il Ramayana, attribuito a Valmiki che visse intorno al 2200 a.C., narra le gesta di Rama, il re ideale, modello di virtù e perfezione, considerato una incarnazione di Vishnu. Il poema è una esaltazione del valore del dharma, specialmente del dharma degli kshatrya, la casta dei guerrieri.

Le drammatiche avventure di Rama, di sua moglie Sita, di Hanuman, re delle scimmie e degli altri personaggi di questo poema esercitano, ancora oggi, grande fascino in India; secondo una profezia continuerà ad essere letto finché in India scorreranno i fiumi e saranno in piedi le montagne.

Purana ( “cose antiche” ) possono essere considerati la Bibbia degli hindu, sorta di enciclopedia religiosa che contiene biografie e gesta degli dei, miti, leggende, insegnamenti filosofici che, si dice, furono recitati da Brahma prima di ogni altro testo. Vi hanno spazio le sette dell’induismo originario e il patrimonio della religione induista attuale.

Il Ramayana e i Purana saranno trattati più diffusamente in prossimi articoli.

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Anna Shabalin

Anna Shabalin

Mi chiamo Anna Shabalin, sono nata e vivo a Milano, ho studiato lettere a psicologia e ho lavorato presso alcune aziende nell'area delle Risorse Umane, negli ultimi 15 anni come Responsabile dello Sviluppo del Personale. Parallelamente alla mia esperienza professionale ho condotto la mia ricerca personale che, attraverso la psicologia, la psicoanalisi, lo yoga e una serie di altre esperienze, è divenuta ricerca spirituale. Dall'inizio del 2012 ho lasciato la professione: potevo andare in pensione, ho fatto due conti, ho pensato che potevo starci et...voila’, ho fatto il salto. Ora studio, faccio volontariato, accompagno, piena di meraviglia, la crescita di un fantastico nipote di 3 anni, ho i miei affetti e ho Energheia: fra alti e bassi, la mia vita è piena e giusta.