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La “giusta” battaglia spalanca le porte del cielo

LA GIUSTA BATTAGLIA..Il mito del guerriero cantato nella Gita appare distante anni luce dal nostro vivere quotidiano, invece chi pratica lo Yoga sa nel profondo che non è così. Nel trasformare sé stessi è necessario fare i conti con l’archetipo del guerriero.

Diverse battaglie attendono l’aspirante allo Yoga. Possono cambiare gli scenari, ma in ogni scontro il nostro eroe dovrà combattere con una parte di sé stesso. Gli kṣatriya, nella società vedica, costituivano quella casta guerriera al cui interno erano scelti i re, i reggenti delle province o i comandanti dell’esercito. Secondo gli indologi si caratterizzavano per il furor guerriero, erano pronti alla morte e avevano nell’arco la loro arma principale.

Ogni giorno combattiamo la nostra personale battaglia. A volte le cose sembrano fluire lisce come l’olio, mentre altre volte tutto sembra rivolgersi contro. Allora l’ostinazione e il non perdersi d’animo diventano dei formidabili alleati da tenere in grande considerazione.

Il lavoro su di sé evoca i più temibili avversari. Quei nemici, che nell’ombra agiscono indisturbati da tempi immemorabili, sono pronti ad impedirci di vivere in maniera serena e gioiosa. La trasformazione della personalità passa dallo spodestare dal trono quelle emozioni distruttive che regnano senza averne diritto.

Le ferite presenti nell’animo ci tengono legati ad un passato che sembra invincibile. Pur nella difficoltà dell’impresa vale sempre la pena il combattere la propria battaglia. Non importa quale siano le probabilità e le finalità della battaglia, l’importante è combatterla bene. Prima o poi le vicissitudini della vita ci porteranno a comprendere che non si diviene guerrieri richiamando il pericolo, ma andando in fondo alle situazioni che si presentano alla nostra porta. Ed è proprio quando tutto sembra perduto che, come per magia, si apre la possibilità della vittoria.

Nel perdere terreno sotto i piedi, si scivola sempre più verso la resa dei conti. Nel cedere le proprie barriere diviene sempre più stringente l’incontro con l’altro con tutto ciò che ne comporta. Il vero guerriero non combatte per sé stesso ma per un principio più grande che è insito in ognuno: Il Dharma, la Legge.

Considera il tuo dovere, non farti prendere dall’emozione, non c’è nulla di meglio per lo kshatrya che una giusta battaglia” ( BG II,31)

La giusta battaglia arriva da sé. Quando il lavoro su sé stessi sembra essere ad un punto morto, il nemico si presenta travestito da virtù. Così farai fatica a riconoscerne la potenzialità distruttiva, ma è proprio in questo momento che è necessario ingaggiare una lotta serrata con sé stessi perdendo di vista il nemico esterno.

Quando una simile battaglia si offre così naturalmente, è come se si aprissero le porte del cielo; felici sono gli kshatriya, o figlio di Pritha” (BG II, 32)

Nei Veda  si legge che la Morte appartiene anche agli Dei (Deva) e solo Agni ne è immune, ed inoltre gli inni riportano una serie di riti legati al combattimento, in cui il Fuoco nella sua forma più sinistra (lo Aṅgirasá) è acceso con archi e frecce, o proviene dal rogo funebre di qualcuno ucciso con un sol colpo ( Wikipedia).

Quindi non ci rimane che espandere la consapevolezza per ritrovarci ad accendere, con un sol colpo, il Fuoco della coscienza nella battaglia più giusta.

Luca Tomberli

Luca Tomberli

Luca Tomberli nasce nel 1969 a Firenze. Negli anni Novanta, spinto dalla percezione della sofferenza, dopo aver sperimentato alcune tradizioni buddiste, varie discipline olistiche e degli approcci psicologici, inizia a praticare il Raja Yoga, l'antica scienza dell'essere improntata alla conoscenza del sé più profondo. L’incontro con Massimo Rodolfi segnerà in maniera inequivocabile il suo percorso. Fino a quel momento, il bisogno d’integrazione della spiritualità nel quotidiano, sembrava destinato a non essere soddisfatto del tutto. Nonostante avesse frequentato diversi gruppi legati in vario modo alla consapevolezza, non aveva ancora percepito quel senso di unità e appartenenza alla Tradizione che andava cercando e che invece gli viene rivelato dagli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Nel 1999 dopo aver frequentato Energheia, la prima scuola di formazione per terapeuti esoterici, e soprattutto avendo sperimentato il cambiamento positivo della propria vita sente l’esigenza di diffondere quegli strumenti utili per comprendere meglio se stessi. Così inizia ad insegnare materie esoteriche per l’associazione Atman . Nel 2006 insieme ad altri compagni di viaggio contribuisce a fondare sette sedi della scuola Energheia che vanno ad aggiungersi alla preesistente sede nazionale. Attualmente, sempre più desideroso di praticare l’innocuità creando insieme ad altri, presta la sua attività nell’ufficio stampa del portale YogaVitaeSalute, scrive per la rivista esoterica il Discepolo e per YogaVitaeSalute, insegna per la scuola Energheia nelle sedi di Milano e Roma ed organizza corsi di meditazione e di Raja yoga in Toscana.
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