La fiducia nella vita: la vetta dell’esperienza umana

LafiducianellavitaSappi dunque che quello da cui tutto si è diffuso, è indistruttibile, non vi è nulla che possa causarne la distruzione.(BG II,17)

Krishna, il Divino Maestro, è un oceano di saggezza. Fluisce, fiducioso, nella vita. Arjuna, il discepolo, è pronto a farsi contagiare dalla radianza dell’amore. Non si è mai avventurato su dei sentieri così alti eppure sente che ha imboccato il percorso giusto. Lo conferma il silenzio con cui ascolta il Divino Insegnamento.

Il Maestro ha vinto la presa della morte, non è preoccupato delle sorti della battaglia, conosce il profumo della vittoria e ne trasmette la fragranza. Nel pronunciare Quello (tat) designa il Brahman immutabile distinguendolo da idam, l’universo manifesto.

La Vita procede dall’alto verso il basso. L’illusione (Maya) ci ha accolto nel suo grembo per farci sperimentare la dualità. I due sono uno, ma fino a quando non riconosceremo l’unità essenziale, vivremo la necessaria contrapposizione tra lo Spirito e la materia.

Questi corpi hanno una fine. Ma ciò che abita questi corpi è indistruttibile e senza fine. Combatti quindi, o Bharata! (BG II,18)

La Vita ci spinge a divenire ciò che siamo, niente può spegnere la scintilla divina (atman) che alberga nei nostri cuori. Un’azione sempre più consapevole è destinata ad accendere quel fuoco che brucia i semi latenti del Karma. La corazza di ghiaccio che avvolge il cuore è destinata a sciogliersi. Lo Spirito, prima o poi, si manifesterà in tutto il suo splendore attraverso quella fiamma che riscalderà il mondo.

La corretta visione, penetrando la superficie delle cose, non rimane offuscata dalla caducità dell’esistenza. Così il Maestro riconosce l’eternità dello Spirito. La distruzione dei corpi è un’esperienza quotidiana, ogni giorno muoiono delle parti di noi. Nella consunzione cadono quei veli che ci separano dalla vita più intima. Allora la radianza dell’anima può adombrare sempre più la materia della personalità.

Rispetto alla vibrazione dell’anima, quanto è greve la materia dei corpi sottili. Soltanto l’attività eleva la vibrazione, il fare risulta la miglior medicina per la coscienza. Ciò è faticoso, richiede continue energie, in quanto è necessario attingere a riserve impensabili. Nel muoverci verso una meta riconosciamo più velocemente le nostre qualità. Ciò che veniva preservato tramite antiche paure deve uscire allo scoperto, divenendo così altro.

Non indietreggiando di fronte a noi stessi impariamo ad avere maggior fiducia nella vita. Soltanto l’esperienza sprigiona la fede, nell’evidenza delle cose viste ci possiamo salvare dall’orrore del nulla. Così saliamo lungo la scala dell’esperienza umana. Quando riusciremo a capire che quello che viviamo è la cosa più giusta per noi?

Non abbiamo iniziato a stare al mondo in questa vita. Lungo è il viaggio che ha condotto l’anima ad albergare in questi corpi. La fatica del vivere ci mette alla prova, ma al contempo ci sospinge verso la dolcezza dello Spirito. Nei momenti più bui viene da domandarsi perché dobbiamo affrontare quello che stiamo vivendo. In quegli attimi proviamo a non perdere la fiducia in quello che siamo, ricordiamoci dell’esortazione di Krishna rivolta verso Arjuna: “Combatti o Bharata”.

È proprio nel combattere l’identificazione con i corpi, che potremo, prima o poi, riconoscere l’infinito presente in noi?

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Luca Tomberli

Luca Tomberli

Luca Tomberli nasce nel 1969 a Firenze. Negli anni Novanta, spinto dalla percezione della sofferenza, dopo aver sperimentato alcune tradizioni buddiste, varie discipline olistiche e degli approcci psicologici, inizia a praticare il Raja Yoga, l'antica scienza dell'essere improntata alla conoscenza del sé più profondo. L’incontro con Massimo Rodolfi segnerà in maniera inequivocabile il suo percorso. Fino a quel momento, il bisogno d’integrazione della spiritualità nel quotidiano, sembrava destinato a non essere soddisfatto del tutto. Nonostante avesse frequentato diversi gruppi legati in vario modo alla consapevolezza, non aveva ancora percepito quel senso di unità e appartenenza alla Tradizione che andava cercando e che invece gli viene rivelato dagli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Nel 1999 dopo aver frequentato Energheia, la prima scuola di formazione per terapeuti esoterici, e soprattutto avendo sperimentato il cambiamento positivo della propria vita sente l’esigenza di diffondere quegli strumenti utili per comprendere meglio se stessi. Così inizia ad insegnare materie esoteriche per l’associazione Atman . Nel 2006 insieme ad altri compagni di viaggio contribuisce a fondare sette sedi della scuola Energheia che vanno ad aggiungersi alla preesistente sede nazionale. Attualmente, sempre più desideroso di praticare l’innocuità creando insieme ad altri, presta la sua attività nell’ufficio stampa del portale YogaVitaeSalute, scrive per la rivista esoterica il Discepolo e per YogaVitaeSalute, insegna per la scuola Energheia nelle sedi di Milano e Roma ed organizza corsi di meditazione e di Raja yoga in Toscana.