La Fedeltà nel sentiero

Essere fedeli nella vita, significa essere per prima cosa essere fedeli a sé stessi.
Al giorno d’oggi non è più di moda cercare di essere coerenti, ma piuttosto viene spontaneo essere corrotti e corruttibili.
Gli antichi saggi di ogni tradizione ci insegnano a mantenere la parola, a sacrificarci per un ideale. Certo, nessuno nasce puro e scevro di corruttibilità, ma l’allenamento del cuore ci insegna a non odiare e a mantenere coerente l’amore che soggiace dietro alle nostre difese. Ogni giorno, barattiamo il nostro valore e la nostra fedeltà alla vita, per strade più facili, con azioni più “comode”, attraverso divisioni, noncuranze e personalismi… e ci ammaliamo di solitudine.
Tutto ciò che facciamo viene registrato nelle nostre coscienze e alimenta la corrente della salute o della malattia. Se ci si impegna ad essere fedeli sul sentiero, non si perdono mai le forze e la voglia di amare.
Tutte le volte che l’introspezione diventa attenzione patologica al sé, non stiamo evolvendo, ma stiamo girando su noi stessi e sulle nostre illusioni.
Dovremmo imparare l’arte del confronto, senza morire di suscettibilità. Dovremmo tendere le nostre vite agli esempi di tutti i tempi: ad un Santo o un Maestro, e vederli come la meta dei nostri sforzi.
La pace negli occhi di chi sacrifica la propria vita per il bene comune è talmente attraente da accelerare e rendere coesi tutti i nostri sforzi verso l’illuminazione.
Nessun impedimento, nessun desiderio, si può interporre, se la fedeltà è stata nutrita e consolidata tra l’uomo sul sentiero e la realizzazione del vero sé.
Ogni dolore, così la morte, si dissolve davanti a chi ha impresso il simbolo della fedeltà nel proprio cuore, ricongiungendosi ad Atman, l’assoluto in noi.
“Colui che, risiedendo in tutti gli esseri, da tutti gli esseri è diverso, Lui che tutti gli esseri non conoscono, per il quale tutti gli esseri sono corpo, Lui che genera dall’interno tutti gli esseri, questo è il tuo Atman, l’Intimo Reggitore, l’immortale”. Shankara
La fedeltà di Arjuna, valoroso guerriero, dovrà attraversarci le carni e ricordarci che esiste un disegno per ogni vita, e che le vite di ognuno sono sfumature che si mescolano nella tavolozza di Dio. Non conosciamo il quadro finale, e neanche cosa ci sia in divenire, ma l’affidarsi alla vita e sostenere essa al di sopra di ogni cosa, ci consacra alla fedeltà e all’autenticità, valori che solo un vero guerriero può avere.

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Donatella Donati

Donatella Donati

Donatella Donati nasce a Imola il 31/05/1974. Fin dalla giovane età si interessa di libri, musica e tutto ciò che ruota attorno al mondo del naturale. Si laurea in Tecniche Erboristiche, presso la facoltà di Farmacia dell'Ateneo di Bologna con una tesi sperimentale sulla radioattività naturale e artificiale delle piante officinali. Per diversi anni lavora come erborista, intervallando questo lavoro ad alcuni anni nei quali ricopre il ruolo di informatore medico scientifico per la ditta erboristica Arcangea. Durante questi anni frequenta anche la Facoltà di Lettere e Filosofia, dove intraprende il ramo di studi in Filosofia della Scienza. Sempre attratta dalla connessione che esiste tra la scienza e le energie sottili, s’iscrive alla scuola per terapeuti esoterici Energheia, dove, attualmente, ne ricopre il ruolo di insegnante presso la sede di Padova. Inoltre, scrive sulla rivista “Il Discepolo” dove cura una sezione di Fitoterapia Energetica. La sua esperienza e l'amore per le piante, l'hanno portata a formulare, insieme a Massimo Rodolfi, la linea fitoterapica Exalux ed è coautrice del libro: "Exalux, erbe di Luce”. Scrive sul portale Yogavitaesalute nella sezione Scienza e Tecnologia. Ha gestito diversi campi estivi per i bimbi nella città di Imola, dove ha fatto percorsi di yoga alle scuole d'infanzia e corsi di zoo antropologia didattica in diverse classi delle scuole primarie (in collaborazione col Canile di Imola) con il suo amato Bubu. Insegna meditazione e fa consulenze di fitoterapia energetica presso il centro Amida a Toscanella di Dozza, Bologna.