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La benevolenza, il segno dell’Anima

La benevolenza il segno dell'animaA lui che vedeva così scoraggiato fra i due eserciti, Hrishikesha, quasi sorridendo, disse queste parole, o Bharata (BG, II-9)

Arjuna è in silenzio. Sospeso tra i due eserciti, se ne sta in compagnia dell’afflizione. La prova affrontata lo ha lasciato privo di parole. Di primo acchito può sembrare sull’orlo del baratro ma la via che porta all’Anima non è mai stata così vicina.

Smarcatosi dal vorticare della mente, come un vaso svuotato, adesso è pronto per essere riempito dalla fresca acqua dell’Anima. Incontrando le emozioni più sordide ha vacillato, ma la presenza nel campo di battaglia conferma che ciò a cui aspira è più forte di quello che ancora lo sospinge verso l’afflizione.

Il discepolo sperimenta quanto sia difficile distaccarsi sia dal bene che dal male. Nel percorrere la via di mezzo diviene sempre più insistente il confronto con l’illusione della separatività.

Il viaggio verso l’Anima viene scandito dall’incontro con ciò che è presente nella coscienza. Diverse energie albergano in noi, ognuna richiama un clima emotivo e mentale ben preciso che ci riconnette con la nostra storia. Fino a che non saremo liberi, la percezione dell’esperienza è falsata dal legame karmico, da ciò che proviene dal passato e che ci spinge verso un futuro determinato.

Nonostante nella pianura del Kurushretra si giochi il futuro del mondo ed Arjuna, il punto di forza dell’esercito della Luce, brancoli nel buio, il Divino Maestro si rivolge amorevolmente verso colui che lo ha cercato.

Govinda pur fermo nella sua posizione accoglie con un sorriso lo sguardo scoraggiato del discepolo. La benevolenza del Maestro si prende cura dei mali del mondo. Krishna tende la coscienza del figlio di Kunti e sostiene con l’amore il processo alchemico di trasformazione. Lo rende partecipe dell’amore per il creato e perciò niente sarà più come prima.

Si nasconde in quel sorriso il ponte che conduce all’Anima? Ognuno troverà la risposta nel suo cuore, comunque nella benevolenza si può scorgere il segno dell’Anima. Quello che ci ha insegnato Il Divino Maestro nella pianura del Kurushetra è scolpito a futura memoria nei nostri cuori. La luce dell’Anima è con noi, non ci resta che accogliere la vita.

Luca Tomberli

Luca Tomberli

Luca Tomberli nasce nel 1969 a Firenze. Negli anni Novanta, spinto dalla percezione della sofferenza, dopo aver sperimentato alcune tradizioni buddiste, varie discipline olistiche e degli approcci psicologici, inizia a praticare il Raja Yoga, l'antica scienza dell'essere improntata alla conoscenza del sé più profondo. L’incontro con Massimo Rodolfi segnerà in maniera inequivocabile il suo percorso. Fino a quel momento, il bisogno d’integrazione della spiritualità nel quotidiano, sembrava destinato a non essere soddisfatto del tutto. Nonostante avesse frequentato diversi gruppi legati in vario modo alla consapevolezza, non aveva ancora percepito quel senso di unità e appartenenza alla Tradizione che andava cercando e che invece gli viene rivelato dagli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Nel 1999 dopo aver frequentato Energheia, la prima scuola di formazione per terapeuti esoterici, e soprattutto avendo sperimentato il cambiamento positivo della propria vita sente l’esigenza di diffondere quegli strumenti utili per comprendere meglio se stessi. Così inizia ad insegnare materie esoteriche per l’associazione Atman . Nel 2006 insieme ad altri compagni di viaggio contribuisce a fondare sette sedi della scuola Energheia che vanno ad aggiungersi alla preesistente sede nazionale. Attualmente, sempre più desideroso di praticare l’innocuità creando insieme ad altri, presta la sua attività nell’ufficio stampa del portale YogaVitaeSalute, scrive per la rivista esoterica il Discepolo e per YogaVitaeSalute, insegna per la scuola Energheia nelle sedi di Milano e Roma ed organizza corsi di meditazione e di Raja yoga in Toscana.
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