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India antica, culla della spiritualità

india antica culla della spiritualitàL’India, precisamente la valle dell’Indo, è il luogo dove ha avuto origine una delle tradizioni più antiche e preziose dell’intera umanità. È in questi magici luoghi dell’antica terra indiana che affonda le sue radici lo yoga, la feconda antica via di conoscenza e realizzazione a disposizione, sin dagli albori, di ogni uomo di qualsiasi appartenenza culturale.

Le notizie relative ai tempi e ai confini precisi entro i quali questo inestimabile patrimonio ebbe origine rimangono alquanto incerte e le oscillazioni nelle date cambiano significativamente a seconda dello studioso di turno. Parliamo comunque di più di tremila anni fa, nel nord del subcontinente indiano. In questo alveo spazio-temporale si sviluppò la civiltà dell’India vedica, significativamente distante dalle altre civiltà contemporanee per le peculiarità che le erano intrinseche.

L’India era un luogo carico di pregi e bellezze. Le montagne elevate da una parte e il mare dalle altre l’hanno protetta a lungo da invasioni. L’abbondanza della natura e la libertà da preoccupazioni hanno consentito alle popolazioni indigene, sin dai primordi, di dedicarsi alla ricerca filosofica.

A partire dalle sue origini il pensiero indiano ha mostrato il suo carattere essenzialmente spirituale. Nell’India antica la brahmavidya, scienza dell’Assoluto in sanscrito, era il fondamento di ogni sapere. La storia della filosofia Indiana mette in evidenza l’eterna ricerca dell’anima e considera le verità spirituali come uniche, alla cui luce deve essere perfezionata la vita pratica. Si potrebbe dire con Eliade che è come se l’India fosse assetata di un mondo e di un modo di essere sacro.

Quando, tra il 2000 e il 1000 a. C., qui giunsero in ondate successive gli ariani, indoeuropei provenienti dal nord-ovest, vi trovarono una civiltà molto più sviluppata della loro, caratterizzata da un alto livello di organizzazione sociale. La convivenza tra i due popoli e le due civiltà fu abbastanza pacifica e soprattutto proficua: nasceva l’India vedica.

La civiltà vedica fu la civiltà dove l’invisibile prevaleva sul visibile. Non ci sono giunti oggetti o monumenti quali fonti di informazione. Ben poco di tangibile ci rimane dell’epoca, solo testi: i Veda, in sanscrito il sapere.

Gli Arya (“i nobili”, come i vedici chiamavano se stessi) non ci hanno narrato delle loro imprese, non ci hanno parlato dei loro sovrani, si sono occupati di conoscenza. Non hanno creato imperi, si sono soffermati a sviscerare l’essenza della sovranità.

Nell’India antica non furono edificati templi né santuari, la sacralità trascendeva i luoghi, era nella precisione dei gesti e delle formule recitate. Il sacrificio, il rito, era l’unico evento imprescindibile, la realtà stessa che si affermava, ma non richiedeva un luogo apposito. Il luogo sacro era quello dove si realizzava il rito stesso e andava scelto ogni volta con precisi requisiti, senza bisogno di suppellettili o oggetti che potessero rappresentare gli dei.

La realizzazione della dimensione divina stava nell’atto stesso, nella adesione precisa al retto rituale. Per questo alle origini gli unici detentori di tali competenze erano i sacerdoti, i brahmani, discendenti dei Rsi. Per gli uomini e per gli dei, nulla era più grave dell’essere esclusi dal sacrificio perché solo chi vi presenziava poteva essere salvato.

La salvezza, il riuscire ad affrancarsi dalla vita profana, l’India vedica l’affidò all’unica vera costruzione sacra giunta fino a noi, inalterata, esente dalle ingiurie del tempo, fatta di parole: la lingua sanscrita, per l’appunto samskrta vuole dire “perfetto”.

 

Bibliografia

  1. Calasso, L’ardore, Adelphi Edizioni, Milano, 2010
  2. Eliade, Lo yoga – immortalità e libertà
  3. Radhakrishnan, La filosofia indiana, Edizioni Ashram Vidya, Roma, 1998
Anna Todisco

Anna Todisco

Anna Todisco nasce nel 1959 a Napoli, dove si laurea presso l’Istituto Universitario Orientale in lingue e letterature straniere moderne con specializzazione in lingue slave. Dal 1984 vive a Firenze dove fa varie esperienze di insegnamento a bambini, adolescenti, adulti. Per diversi anni segue, in collaborazione con i servizi sociali territoriali, bambini ed adolescenti problematici. Parallelamente coltiva ed approfondisce interessi che spaziano dalla filosofia orientale e yoga al reiki ed alle terapie olistiche. Sceglie di dedicarsi completamente alla famiglia cercando sempre di mettere in pratica le conoscenze acquisite ed i conseguimenti della sua ricerca interiore, convinta che la spiritualità si realizza nel quotidiano. Dal 1995 si occupa di raja yoga ed esoterismo, diplomandosi nel 1999 ad Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, fondata da Massimo Rodolfi, di cui è insegnante a Firenze. Tiene la rubrica Letteratura e spiritualità sulla rivista il Discepolo della Draco Edizioni e scrive per la sezione Yoga per Tutti all’interno del portale Yogavitaesalute.
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