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Il Sanātana dharma

Sanatana dharmaNonostante sia difficile parlare (o meglio scrivere) di un argomento cosi vasto come l’induismo, attraverso questi articoli e questo blog vorrei provare a darvene qualche ‘assaggio’, sperando di non cadere in facili banalizzazioni o stereotipi.

Come ben sapete, nel linguaggio comune usiamo il termine ‘induismo’ per riferirci alla religione tipica dell’area del subcontinente indiano e che quindi comprende, oltre all’India stessa, altri Paesi come il Nepal, l’Indonesia, lo Sri Lanka, le Isole Fiji, etc.
In realtà risulta essere semplicistico parlare di religione; l’induismo, infatti, per citare Stefano Piano1, è il riflesso di un’intera cultura, di un modo di essere e di vivere, una serie di abitudini quotidiane che si tramandano oralmente da secoli.

Visto che la parola ‘induismo’ è stata inventata da noi occidentali, per gli indiani il termine che meglio esprime quella sorta di religiosità che permane ogni aspetto della vita di un hindu è sanātana dharma, dove sanātana sta per ‘eterno’, mentre dharma significa ‘legge, ordine’.
Infatti, il dharma rappresenta la base della vita religiosa, è l’essenza stessa dell’esistenza umana e non è uguale per tutti. Esso è un insieme di comportamenti che permettono all’universo di ‘rimanere in piedi’, di restare in equilibrio. La concezione induista pensa che ogni individuo, durante la propria esistenza, abbia uno scopo preciso da portare a termine e, una volta che questo viene meno, l’intero equilibrio cosmico ne risente. Ogni persona deve seguire i precetti del proprio dharma, che può essere personale o di appartenenza a un varna (casta) preciso. Solo in questo modo ci si può liberare dal ciclo delle rinascite (samsara) e ottenere la tanto sperata liberazione (moksa).

L’elemento che mi ha sempre affascinato dell’India, è il fatto che, nonostante sia una Nazione recente, essa sia riuscita a mantenere intatto l’aspetto religioso attraverso la sua tradizione orale (e scritta). Oggi, per esempio, sono presenti sul territorio indiano varie religioni: musulmana, sikh, buddhista, giainista, cristiana. Alcune tra queste sono state introdotte dall’esterno dalle varie colonizzazioni che si sono alternate nel corso dei secoli.
Ma l’induismo non ha modificato nessun aspetto originario del suo essere ed è, a tutt’oggi, la religione più praticata in India.

1Piano, S., Il Sanātana dharma, pag. 19.

Simona Castronovo

Simona Castronovo

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