Il metodo Nyāya e la chimica analitica

– nyayaEsistono molte affinità tra la scienza dello Yoga, di antichissima tradizione orientale, e la scienza ufficiale, di origine occidentale, nata dopo il 1600.

Presumibilmente, gli scienziati occidentali, sono stati influenzati da conoscenze già presenti in altre parti del mondo, dalle quali hanno preso spunto e hanno imitato la maniera analogica e razionale di indagare la vita.

La prima somiglianza che mi salta all’occhio tra la chimica analitica e il metodo Nyāya è la necessità, intrinseca, in entrambi i metodi, dell’indagine logica.

Nel metodo Nyāya, i mezzi ( attraverso cui ottenere la conoscenza della realtà conoscibile), sono i seguenti:
– la percezione
– l’inferenza
– l’analogia
– la testimonianza degna di fede.

Nella chimica analitica, troviamo qualcosa di analogo:
– osservazione (per esempio nei metodi elettroanalitici)
– la conoscenza (o anche solo la previsione scientifica) del prodotto
– l’analogia, qualità fondamentale nell’analisi qualitativa
– risultati dell’esperimento

Entrambe possiamo definirle, “scienze della logica”. Il saggio nel metodo Nyāya, così come lo scienziato di laboratorio, nella chimica analitica, cercano di comprendere la realtà attraverso un esame della stessa.
Fondamentali, per entrambi, la metodologia e il ragionamento razionale.

Questo articolo è un piccolo spunto alla riflessione alle somiglianze tra una parte di filosofia induista e l’approccio chimico analitico.

Non finisce qui, nel metodo Nyāya abbiamo altre conoscenze fondamentali: l’oggetto della conoscenza, il dubbio. In realtà c’è ancora molto altro…

Anche il chimico deve conoscere bene quali sono i composti che andrà a “titolare”,

deve prevedere i comportamenti della materia da analizzare, e in ultimo, anche gli errori che farà ( sistematici e casuali) così come il saggio parla di dubbio.

Ci sono molte affinità tra filosofia orientale e scienza, basta avere un po’ di curiosità e spirito indagativo.

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Donatella Donati

Donatella Donati

Donatella Donati nasce a Imola il 31/05/1974. Fin dalla giovane età si interessa di libri, musica e tutto ciò che ruota attorno al mondo del naturale. Si laurea in Tecniche Erboristiche, presso la facoltà di Farmacia dell'Ateneo di Bologna con una tesi sperimentale sulla radioattività naturale e artificiale delle piante officinali. Per diversi anni lavora come erborista, intervallando questo lavoro ad alcuni anni nei quali ricopre il ruolo di informatore medico scientifico per la ditta erboristica Arcangea. Durante questi anni frequenta anche la Facoltà di Lettere e Filosofia, dove intraprende il ramo di studi in Filosofia della Scienza. Sempre attratta dalla connessione che esiste tra la scienza e le energie sottili, s’iscrive alla scuola per terapeuti esoterici Energheia, dove, attualmente, ne ricopre il ruolo di insegnante presso la sede di Padova. Inoltre, scrive sulla rivista “Il Discepolo” dove cura una sezione di Fitoterapia Energetica. La sua esperienza e l'amore per le piante, l'hanno portata a formulare, insieme a Massimo Rodolfi, la linea fitoterapica Exalux ed è coautrice del libro: "Exalux, erbe di Luce”. Scrive sul portale Yogavitaesalute nella sezione Scienza e Tecnologia. Ha gestito diversi campi estivi per i bimbi nella città di Imola, dove ha fatto percorsi di yoga alle scuole d'infanzia e corsi di zoo antropologia didattica in diverse classi delle scuole primarie (in collaborazione col Canile di Imola) con il suo amato Bubu. Insegna meditazione e fa consulenze di fitoterapia energetica presso il centro Amida a Toscanella di Dozza, Bologna.