Il dono di sé: la resa incondizionata al Divino

Il campo di esperienza umano si sviluppa tra le due polarità alla base della vita: lo spirito e la materia.
Un lungo cammino deve compiere l’uomo prima di essere pronto per intraprendere il ritorno “alla Casa del Padre”, nel seno di quel frammento di Dio, la sua essenza spirituale, che custodisce in sé.
Il senso della parabola evangelica del figliol prodigo è  tutto nella necessità di peregrinare per il mondo al fine di acquisire conoscenza di sé attraverso le più disparate esperienze, che diverranno distillato di consapevolezza e saggezza.
Dopo essere stato a lungo identificato con il corpo esterno, alla periferia della coscienza, l’uomo diviene cosciente di se stesso, dell’essenza animica che adombra gli aspetti inferiori, e del compito più ampio che lo attende, a favore dell’umanità e al servizio del piano divino.
In realtà l’evoluzione umana ha un significato particolare all’interno del grande schema cosmico. L’uomo ha il compito di realizzare l’incontro dello spirito con la materia.
In quanto anima in manifestazione, egli deve giungere a sacralizzare tutta la materia che compone la sua coscienza, ogni suo pensiero, parola, atto, per poter disvelare la luce dell’anima attraverso la personalità.
Si giunge per gradi a questo traguardo, attraverso il lungo e impegnativo cammino che sappiamo, e spiritualizzando la materia materializziamo lo spirito. A poco a poco tutto viene trasformato rigenerato e illuminato, compresa la dimensione inconscia.
Ogni passo verso la luce, ottenuto a seguito di disciplina, comporta la conquista parimenti di spazi oscuri dell’inconscio, mentre l’anima diventa attivamente coinvolta nel processo di “spiritualizzazione della materia”.
Il cambiamento autentico non può avvenire dalla sera alla mattina, ma può essere solo frutto di un prolungato e costante impegno.
Per permettere alle energie più elevate della nostra coscienza di discendere a benedire la materia dobbiamo esprimere la spiritualità nella vita di ogni giorno, in ogni nostra attività.
Ogni qualvolta un nostro atto, pensiero, emozione o sentimento si rende penetrabile dal flusso proveniente dal Se superiore, si crea una condizione di manifestazione di quelle energie benedicenti.
Quando quest’attitudine diventa resa incondizionata al Divino, ci si trasforma in docili strumenti della vita. Nel rendersi veicoli di trasmissione si aderisce a un atto di accettazione profonda della vita. In un senso creativamente attivo.
Consapevolmente ci doniamo allo spirito; deliberatamente offriamo la materia inferiore al Sé perché la trasformi sublimandola.
Mentre la personalità nel suo insieme si dona, arrendevole e ricettiva, all’anima che discende, si trasforma in Madre e genera il figlio: la nostra coscienza che evolve e si espande.
Così il verbo si fa carne, grazie alla integrazione dello spirito nella materia.

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Anna Todisco

Anna Todisco

Anna Todisco nasce nel 1959 a Napoli, dove si laurea presso l’Istituto Universitario Orientale in lingue e letterature straniere moderne con specializzazione in lingue slave. Dal 1984 vive a Firenze dove fa varie esperienze di insegnamento a bambini, adolescenti, adulti. Per diversi anni segue, in collaborazione con i servizi sociali territoriali, bambini ed adolescenti problematici. Parallelamente coltiva ed approfondisce interessi che spaziano dalla filosofia orientale e yoga al reiki ed alle terapie olistiche. Sceglie di dedicarsi completamente alla famiglia cercando sempre di mettere in pratica le conoscenze acquisite ed i conseguimenti della sua ricerca interiore, convinta che la spiritualità si realizza nel quotidiano. Dal 1995 si occupa di raja yoga ed esoterismo, diplomandosi nel 1999 ad Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, fondata da Massimo Rodolfi, di cui è insegnante a Firenze. Tiene la rubrica Letteratura e spiritualità sulla rivista il Discepolo della Draco Edizioni e scrive per la sezione Yoga per Tutti all’interno del portale Yogavitaesalute.