Il Bhakti Yoga

Bhakti_yoga_300_0Il Bhakti Yoga è lo yoga del cuore; è la sottomissione di tutti i sentimenti, desideri ed emozioni all’Amato, visto e conosciuto nel cuore. E’ la sublimazione di tutti gli amori inferiori, e tutti i desideri divengono prigionieri di un’unica brama: conoscere il Dio d’amore e l’amore di Dio. (A.A. Bailey)

Il Bhakti Yoga è lo yoga che percorre la via del cuore.  La pratica consiste nell’indirizzare tutti i desideri verso Dio. Il praticante sottomettendo i sentimenti all’Amato, sublima gli amori inferiori. Tutto ciò, secondo gli insegnamenti, favorisce la conoscenza del Divino presente nel cuore.  Dato che il termine bhakti può essere tradotto come devozione oadorazione amorosa, viene  definito lo yoga devozionale.

Comunque, la parola devozione in India, ha un significato più ampio che in occidente. Nel dizionario dell’induismo viene indicato che bhakti non si riferisce soltanto alla devozione verso una divinità ma piuttosto  “reciproca partecipazione”  dato che la sua radice verbale bhajrimanda a : “condividere, prendere parte,  godere”.  In qualche modo questa modalità sembra che trovi la sua origine nel rapporto magico creativo, descritto nel Rigveda, che intercorreva tra il sacrificante e la divinità alla quale veniva offerto il sacrificio. Tuttavia nei Veda non si trovano molti riferimenti diretti alla pratica della devozione. Invece l’importanza di vivere il bhakti verrà esaltato successivamente nella Bhagavad Gita. In quest’opera l’uomo bhakti, secondo la coscienza personale, può rapportarsi con l’Assoluto come un servitore, può trovarvi rifugio o stabilire un intimo rapporto amichevole. Chi segue la via del Bhakti Yoga adora un Dio, una divinità con un nome proprio, e a volte un volto, secondo la tradizione di riferimento. Per gli induisti sarà Krishna e per i cristiani Gesù. Infatti, in occidente questo tipo di yoga è conosciuto come la via del mistico. I tanti occidentali che si sono incamminati per questa strada hanno contribuito a diffondere la luce nel seno dell’umanità e le loro opere sono ancora visibili. Tuttavia il misticismo si avvolge su se stesso, smettendo di avere una funzione propulsiva quando cade nel fanatismo religioso. Inoltre un altro rischio in cui può incappare il mistico, è l’inefficienza pratica. Ad esempio “I folli di Dio” venivano chiamati così perché essendo rapiti dalla contemplazione estatica, tendevano a staccarsi dalla realtà quotidiana. Invece quando l’intensa devozione viene incanalata verso scopi umanitari trova la sua realizzazione più profonda; cioè quando l’aspirazione emotiva di adorare il Signore si trasforma in calma energia creativa.

Per poter arrivare a questo traguardo, il Bhakti Yoga insegna come sfruttare tutte le energie umane legate al desiderio per raggiungere  aspetti più elevati. L’istinto di conservazione  può essere trasformato nella capacità di servire gli altri e Dio. L’impulso erotico può essere sublimato nel Matrimonio Celeste. Il naturale bisogno di stabilire delle amicizie può essere rivolto verso un Amico Divino. L’affettività presente nel rapporto genitore-figlio può essere indirizzata verso il Padre e la Madre Celesti.  In alcune scritture indiane si legge che il Bhakti Yoga, proprio per la sua pratica semplice e naturale, è molto indicato ad essere sperimentato  durante il tempo oscuro (Kali Yuga) che sta vivendo l’umanità. Comunque il Bhakti Yoga può aiutare fino ad un certo punto chi vuole conoscere la vita. I Maestri insegnano che ad un certo momento del percorso evolutivo, la via del mistico si dovrà fondere con quella dell’occultista. Quanto appreso sulla via mistica costituirà la giusta esperienza per inoltrarsi e non perdersi nei meandri della mente. Allora la pratica del Raja Yoga potrà interessare quella coscienza giunta sino a quel punto del percorso….

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Luca Tomberli

Luca Tomberli

Luca Tomberli nasce nel 1969 a Firenze. Negli anni Novanta, spinto dalla percezione della sofferenza, dopo aver sperimentato alcune tradizioni buddiste, varie discipline olistiche e degli approcci psicologici, inizia a praticare il Raja Yoga, l'antica scienza dell'essere improntata alla conoscenza del sé più profondo. L’incontro con Massimo Rodolfi segnerà in maniera inequivocabile il suo percorso. Fino a quel momento, il bisogno d’integrazione della spiritualità nel quotidiano, sembrava destinato a non essere soddisfatto del tutto. Nonostante avesse frequentato diversi gruppi legati in vario modo alla consapevolezza, non aveva ancora percepito quel senso di unità e appartenenza alla Tradizione che andava cercando e che invece gli viene rivelato dagli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Nel 1999 dopo aver frequentato Energheia, la prima scuola di formazione per terapeuti esoterici, e soprattutto avendo sperimentato il cambiamento positivo della propria vita sente l’esigenza di diffondere quegli strumenti utili per comprendere meglio se stessi. Così inizia ad insegnare materie esoteriche per l’associazione Atman . Nel 2006 insieme ad altri compagni di viaggio contribuisce a fondare sette sedi della scuola Energheia che vanno ad aggiungersi alla preesistente sede nazionale. Attualmente, sempre più desideroso di praticare l’innocuità creando insieme ad altri, presta la sua attività nell’ufficio stampa del portale YogaVitaeSalute, scrive per la rivista esoterica il Discepolo e per YogaVitaeSalute, insegna per la scuola Energheia nelle sedi di Milano e Roma ed organizza corsi di meditazione e di Raja yoga in Toscana.