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I saggi che saremo

i-saggi-che-saremoL’uomo buono, lo tratto con bontà, e colui che non è buono, tratto anche lui con bontà; in questo modo ottengo bontà. L’uomo di buona fede, lo tratto con buona fede, e colui che manca di buona fede, anche lui lo tratto con buona fede; in questo modo attendo buona fede. (Tao Te Ching)

Davanti ad ogni ricercatore spirituale, quando questi è riuscito a ridurre ai minimi termini i campi di sperimentazione e indagine per arrivare a ciò cui aspira, la qual cosa il più delle volte non gli è ancora chiara, si apre un percorso che porta dritto all’interno del suo essere.
Ciò è ormai risaputo.

Egli simbolicamente comincia a calcare il Sentiero, stretto come la lama del rasoio, come dice il maestro Tibetano. Praticamente si impegna a camminare nella luce. Luce che costantemente, incessantemente, tenacemente deve coltivare e accrescere dentro di sé, partendo da ciò che è presente nella sua coscienza, trasformando il male in bene, i limiti in opportunità, le ombre in luce, appunto.

Spesso il Sentiero, per definizione degli stessi maestri che testimoniano la loro esperienza, viene designato come irto di difficoltà e insidie: “ogni gradino della via dev’essere scavato nella roccia dall’uomo stesso e non vi è via breve o facile per passare dalle tenebre alla luce.”[i]

Non ci sono scorciatoie, bisogna attraversare i luoghi più bui, melmosi, spaventosi della nostra coscienza, e sconfiggere le belve, i draghi e i mostri che per lungo, incalcolabile tempo (tutto quello necessario per poter noi comprendere la necessità del cambiamento) vi hanno regnato e ci hanno governato attraverso automatismi e circoli viziosi.

Poi arriva per tutti la necessità di migliorare e di estinguere dal proprio essere ogni tendenza distruttiva. È l’ora della riscossa della nostra spiritualità: l’anima comincia a richiamare a sé e gli aspetti inferiori iniziano a rispondere in modo sempre più consapevole e docile. Inizia la conversione.

Ci siamo assicurato il biglietto per il viaggio che giorno dopo giorno, attimo dopo attimo ci svelerà ogni angolo remoto della nostra coscienza e ci porterà nudi di fronte a noi stessi, nel cuore autentico del nostro essere. Operando la vera magia, trasmuteremo tutti i vizi in divine virtù conseguendo la statura di saggi. L’inestimabile conquista al di là del sentiero: la lenta ma inevitabile acquisizione della nota dell’amore-saggezza.

La meta gloriosa di ognuno è la maturazione interna della saggezza. Allora e solo allora, ogni uomo può cessare di ostacolare la vita e cominciare a trasmettere. “Pone termine al ciclo della sua vita chiusa ed egocentrica e spalanca le porte dell’energia spirituale”.[ii]

Il saggio è andato oltre il velo di Maya, ha compreso che la vita è una, che è sospinta da un proposito intelligente e governata dall’amore. Ha compreso la sua assoluta partecipazione al Tutto, e dal profondo non può che riconoscere e accettare la funzione di “punto di passaggio” tra quello che ha sopra di sé e quello che ha sotto di sé.

Comincia allora ad applicare la legge, ossia a far passare attraverso se stesso con saggezza, amore e intelligenza, quel tanto di impulso spirituale al quale il suo organismo è in grado di rispondere, per trasmetterlo e utilizzarlo.”[iii]

Il saggio è diventato l’incarnazione delle divine virtù, egli non si discosta dalla rettitudine e spontaneamente fa solo ciò che è giusto. Egli “non reagisce, ma comprende il fluire degli eventi”.[iv]

Ha maturato equanimità e distacco, a fatica attraverso l’esperienza sfidando, affrontando e vincendo le tentazioni di impulsi basilari e lusinghe di desideri distorti di potere e sopraffazione.

Per il saggio non c’è esaltazione per il successo né rammarico per la sconfitta. Egli si è reso libero dalle piccolezze e dalle fragilità umane. Dentro di lui non c’è più posto per l’inganno, la presunzione, l’avidità.

Ha raggiunto la meta più grande che il discepolo possa conseguire sul sentiero: la liberazione.
Non ha preoccupazione per il futuro e non ha necessità di recriminare sul passato. Ha compreso la necessità di tutte le esperienze della vita; ha potuto sperimentare la bontà innata della vita.

Ha finalmente maturato la consapevolezza di essere divino e di condividere questa stessa natura con ogni creatura, indipendentemente dalla sua apparenza e per questo è esente da giudizio. Per lui non c’è alcuna differenza sostanziale tra un furfante e un santo, tra il piacevole e l’odioso, l’attraente e il repellente.

La bellezza di tutto ciò sta nella possibilità concreta di poter realizzare tutto ciò, perché non si tratta di un ideale astratto né tantomeno di mera teoria, lontana anni luce dal pragmatismo delle nostre vite.

“Chi mi vuol seguire rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. È tutto contenuto in questo passo del vangelo di Marco. Questo è tutto ciò cui ognuno è chiamato per morire a se stesso nella vita e rinascere vibrante di amorevole saggezza.

Poi sarà sufficiente ogni giorno affermare la volontà di affermare la luce, senza grandi mirabolanti progetti, ma essere umilmente disposti a muovere il primo piccolo passo possibile. Quello che ancora di più ci radicherà sul sentiero che va in una sola direzione.

Basterà impegnarsi continuamente, con ogni risorsa a noi disponibile, a fare il bene cui aspiriamo, prendendo instancabilmente le distanze dal male che ancora si agita dentro le pieghe più recondite delle nostre coscienze.

Tutto qui! Questione di scelta e di applicazione, disponibilità e discriminazione. Io scelgo la luce e, con lo sforzo continuo per manifestarla, creo le condizioni per portare coerenza dentro di me avvicinandomi, sempre un po’ di più, alla mia essenza traboccante di amore-saggezza.

[i] A. A. Bailey, Trattato di magia bianca, Editrice Nuova Era, Roma, 1951

[ii] ibidem

[iii] ibidem

[iv] Raphael, La triplice via del Fuoco, Edizioni Ashram Vidya, Roma 1986

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Anna Todisco

Anna Todisco

Anna Todisco nasce nel 1959 a Napoli, dove si laurea presso l’Istituto Universitario Orientale in lingue e letterature straniere moderne con specializzazione in lingue slave. Dal 1984 vive a Firenze dove fa varie esperienze di insegnamento a bambini, adolescenti, adulti. Per diversi anni segue, in collaborazione con i servizi sociali territoriali, bambini ed adolescenti problematici. Parallelamente coltiva ed approfondisce interessi che spaziano dalla filosofia orientale e yoga al reiki ed alle terapie olistiche. Sceglie di dedicarsi completamente alla famiglia cercando sempre di mettere in pratica le conoscenze acquisite ed i conseguimenti della sua ricerca interiore, convinta che la spiritualità si realizza nel quotidiano. Dal 1995 si occupa di raja yoga ed esoterismo, diplomandosi nel 1999 ad Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, fondata da Massimo Rodolfi, di cui è insegnante a Firenze. Tiene la rubrica Letteratura e spiritualità sulla rivista il Discepolo della Draco Edizioni e scrive per la sezione Yoga per Tutti all’interno del portale Yogavitaesalute.
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