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I deva, ovvero il mondo divino

i deva ovvero il mondo divinoLa religione vedica presenta una mitologia estremamente complicata. Il primo e più importante Veda, il Rigveda, nel suo attuale stato raccoglie ben 1.017 inni, contenenti circa 10.600 strofe di lodi dedicate ai vari deva. Tutto materiale che il sacerdote era tenuto ad apprendere e utilizzare nei sacrifici, che rivestono una importanza essenziale nella cultura vedica.

Il nutrito pantheon vedico è la risposta all’umana aspirazione per l’infinito e al contempo il bisogno di uno spirito più elevato, cui ricorrere come guida e sostegno, data l’imperfezione del mondo e la debolezza umana.

La parola deva originariamente significava luminoso, più tardi fu adoperato per indicare tutto ciò che risplende come il sole, le stelle, il giorno etc. Poi divenne il termine per indicare tutto ciò che venne divinizzato.

Gli dei vengono rappresentati come esseri attivi che interferiscono spesso e volentieri negli affari umani. La differenza tra uomini e deva sta tutta nel fatto che gli uomini sono dèi mortali, mentre invece gli dèi sono uomini immortali.

Se ne contano 33 e sono suddivisi in tre categorie: dèi terrestri, dèi dello spazio intermedio e dèi celesti. Essi sono polimorfi, possono, cioè, presentarsi sotto spoglie umane o ferine, oltre che nell’aspetto iconografico cui rimandano gli inni. 

Gli dèi vedici possono rivelarsi caritatevoli o pericolosi a seconda di come vengono invocati e gratificati con le offerte. Secondo la credenza vedica nominare un essere divino equivale a crearlo, l’invocazione basta per generarli e metterli in moto.

Essi si distinguono in dèi sovrani, dèi guerrieri e dèi protettori di settori economici come l’agricoltura, l’allevamento e l’artigianato, anche se in misura decisamente minima.

Di fatto però si verifica che le varie divinità celebrate per le loro specifiche funzioni, vengano poi caricate anche di attribuzioni spettanti agli altri dèi. Questo, ovviamente, ha ingarbugliato la mitologia vedica, che così appare confusa e indecifrabile.

Sullo sfondo del Pantheon troviamo la coppia Cielo-Terra, progenitrice degli uomini e degli dèi. Il padre e la madre universali hanno generato tutto quello che esiste tra di essi: il sole, l’aurora, il fuoco, il vento, la pioggia.

Varuna, che preserva le leggi cosmiche e morali, veglia sul mondo e grazie a lui il cielo e la terra restano separati, il sole brilla, i fiumi scorrono, le stelle e la luna seguono il loro corso. Suo fedele compagno è Mitra, che rappresenta a volte il sole, a volte la luce. Insieme sono i custodi della Rta, l’ordine cosmico. Entrambi sono i primi tra gli Aditya, figli di Aditi, una sorte di Dea Madre.

Il ruolo principale è attribuito a Indra, archetipo dell’eroe, maschio e fecondatore per eccellenza. Fertilizza le terre, garantisce la fecondità delle bestie e delle donne. A lui vengono dedicati ben 250 inni nel Rigveda (solo 10 a Varuna). Egli ha riportato grandi vittorie su nemici umani e demoniaci con la sua folgore e con l’aiuto dei suoi alleati.

Tra i suoi alleati ci sono i Marut, figli di Rudra (Siva), che cavalcano le nuvole, provocando uragani e piogge. Anche la coppia degli Asvin, che segna col suo passaggio nel cielo il tempo dell’aurora e del crepuscolo, figura come alleata di Indra.

Molto importanti erano le figure solari con Surya, il Sole, di Savitar, l’Incitatore, di Vishnu, il dio dei tre grandi passi che percorre la terra, il cielo e i più alti mondi visibili ai mortali.

Secondo per importanza soltanto ad Indra è Agni, divinizzazione del fuoco, cui vengono dedicati almeno 200 inni, destinato a diventare il mediatore tra gli uomini e gli dèi.

Centrale anche il culto del Soma, la bevanda inebriante che concede la vita immortale ed è in grado di avvicinare al divino.

Fra i demoni, che ricordano vagamente nemici umani, spicca Vritra, il serpente, nemico di Indra, simbolo della resistenza.

Poche le figure femminili, tra cui Usas e Aditi; Sarasvati, dapprima fiume gradualmente diventa dea del sapere; Vak, dea della parola, e Aranyani, dea della foresta.

Gli Asura, all’inizio dèi sovrani, nei passi tardivi del Rigveda assumono caratteristiche demoniache.

Al di sotto di questi dèi vi sono delle divinità astratte, grandi forze che governano il mondo. La principale è il Rta che, come già detto, denota l’ordine cosmico.

Bibliografia

  1. Radhakrishnan, La filosofia indiana, Edizioni Ashram Vidya, Roma, 1998
  1. Renou, L’Induismo, Xenia Edizioni, Milano, 1994
Anna Todisco

Anna Todisco

Anna Todisco nasce nel 1959 a Napoli, dove si laurea presso l’Istituto Universitario Orientale in lingue e letterature straniere moderne con specializzazione in lingue slave. Dal 1984 vive a Firenze dove fa varie esperienze di insegnamento a bambini, adolescenti, adulti. Per diversi anni segue, in collaborazione con i servizi sociali territoriali, bambini ed adolescenti problematici. Parallelamente coltiva ed approfondisce interessi che spaziano dalla filosofia orientale e yoga al reiki ed alle terapie olistiche. Sceglie di dedicarsi completamente alla famiglia cercando sempre di mettere in pratica le conoscenze acquisite ed i conseguimenti della sua ricerca interiore, convinta che la spiritualità si realizza nel quotidiano. Dal 1995 si occupa di raja yoga ed esoterismo, diplomandosi nel 1999 ad Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, fondata da Massimo Rodolfi, di cui è insegnante a Firenze. Tiene la rubrica Letteratura e spiritualità sulla rivista il Discepolo della Draco Edizioni e scrive per la sezione Yoga per Tutti all’interno del portale Yogavitaesalute.
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