humanlux

Elementi dello Yoga

Elementi_dello_yoga_300_0Abhyasa-vairagyabhyam tan-niroddhah.
La soppressione [delle modificazioni si ottiene] mediante l’esercizio costante e il non-attaccamento [distacco]
(Yogasutra di Patanjali)

Il Respiro di Brahma pervade l’universo e l’anelito divino anima ogni cosa. L’energia vitale (Prana) si diffonde incessantemente al ritmo imposto dalla volontà di essere dello Spirito. Le nostre esistenze scorrono in questo grande flusso vitale che ci sta traghettando dall’irreale al reale. La condizione umana, particolarmente dedita alla forma, blocca, momentaneamente, un flusso che invece tende per sua natura a fluire. Identificarsi con aspetti superficiali della coscienza arresta la vitalità, così la luminosità dell’essere si offusca nei meandri della materia. Tutte le nostre spinte individuali fino a che non saranno integrate manterranno una distanza tra noi e la vita. L’essere umano, generalmente, è poco incline al cambiamento. Immerso nel suo affaccendarsi quotidiano tende a dare per scontata la condizione emotiva e mentale in cui è immerso. In questo modo dimostra poca propensione alla disponibilità e un atteggiamento di blocco nei confronti dei rapporti. Tuttavia l’umanità nella sua storia ha prodotto tante cose belle, buone e vere. Quindi c’è speranza prima o poi di immergersi integralmente nel flusso della vita. Se ci interessiamo allo yoga è perché stiamo cercando di vivere meglio.

I Perfettamente Realizzati ci insegnano che per realizzare se stessi è necessario prima di tutto cambiare atteggiamento nei confronti della vita. Ogni situazione se affrontata con disponibilità e contentezza può rivelarsi fonte di grandi opportunità. Una disposizione di animo pronta ad accettare l’esperienza vissuta riuscirà a trarne linfa vitale e ad affrontare al meglio qualsiasi evento a cui andrà incontro. Per chiarire quanto ho scritto mi inerpico fino alle altezze degli Yogasutra e da quelle vette proverò ad osservare ancora meglio ciò su cui stiamo portando l’attenzione. Patanjali identifica la condizione umana con le modificazioni della mente. Per uscire da questa situazione penosa ci indica come dovrebbe cambiare il nostro rapporto con la vita. Inoltre descrive esattamente come dovrebbe essere il nostro atteggiamento nell’esistenza. Lo yoga è essenzialmente una pratica di vita. Per riuscire a raffrenare le modificazioni della mente ci vuole uno sforzo costante (abhyasa). Ciò può essere compiuto modificando le vecchie abitudini con una attività maggiormente in accordo con quanto sta accadendo dentro e fuori di noi. L’esercizio costante dovrà far emergere nel campo di coscienza un nuovo ritmo che sostituirà quello vecchio. Sarà fondamentale la perseveranza nel voler raggiungere la meta e la discriminazione con la quale saper leggere gli avvenimenti che si succederanno.

Tuttavia l’esercizio costante, se non praticato insieme all’arte del distacco consapevole rimane vano. Secondo il Maestro Tibetano il distacco (vairagya) è la libertà dalla bramosia per tutti gli oggetti di desiderio e può essere descritto esotericamente come la mancanza di sete. La pratica dello yoga insegna a frenare i cinque sensi e la mente in modo che non si indentifichino meccanicamente con il loro campo di conoscenza. Contenendo la coscienza l’aspirante spirituale inizia a fare i conti con i propri limiti. Ciò lo porterà ad avere una visione sempre più rispondente alla realtà, permettendogli così di fare quelle scelte opportune per integrare maggiormente il principio spirituale. Nella quotidianità con la pratica costante tutto ciò si potrà tradurre in un cambiamento di atteggiamento nella direzione della disponibilità e della contentezza. Così il flusso riprenderà a scorrere…

Luca Tomberli

Luca Tomberli

Luca Tomberli nasce nel 1969 a Firenze. Negli anni Novanta, spinto dalla percezione della sofferenza, dopo aver sperimentato alcune tradizioni buddiste, varie discipline olistiche e degli approcci psicologici, inizia a praticare il Raja Yoga, l'antica scienza dell'essere improntata alla conoscenza del sé più profondo. L’incontro con Massimo Rodolfi segnerà in maniera inequivocabile il suo percorso. Fino a quel momento, il bisogno d’integrazione della spiritualità nel quotidiano, sembrava destinato a non essere soddisfatto del tutto. Nonostante avesse frequentato diversi gruppi legati in vario modo alla consapevolezza, non aveva ancora percepito quel senso di unità e appartenenza alla Tradizione che andava cercando e che invece gli viene rivelato dagli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Nel 1999 dopo aver frequentato Energheia, la prima scuola di formazione per terapeuti esoterici, e soprattutto avendo sperimentato il cambiamento positivo della propria vita sente l’esigenza di diffondere quegli strumenti utili per comprendere meglio se stessi. Così inizia ad insegnare materie esoteriche per l’associazione Atman . Nel 2006 insieme ad altri compagni di viaggio contribuisce a fondare sette sedi della scuola Energheia che vanno ad aggiungersi alla preesistente sede nazionale. Attualmente, sempre più desideroso di praticare l’innocuità creando insieme ad altri, presta la sua attività nell’ufficio stampa del portale YogaVitaeSalute, scrive per la rivista esoterica il Discepolo e per YogaVitaeSalute, insegna per la scuola Energheia nelle sedi di Milano e Roma ed organizza corsi di meditazione e di Raja yoga in Toscana.
Responsive Menu Clicked Image
Apri il menu