I colori della vita e l’albero delle emozioni: il Laboratorio fotografico dei bambini di Omeo Bon Bon onlus

15.00

‘Omeo Bon Bon’ onlus nasce nel 2005 dall’intento di Antonio Vasco, Emanuele Gessi e pochi altri amici volonterosi, al fine di operare concretamente per migliorare le condizioni di vita dei bambini di strada nella città di Fianarantsoa in Madagascar.

Intento forse ambizioso ma dettato e sostenuto da una forte spinta interiore, rafforzata dalla graduale presa di coscienza che anche i più elementari diritti di questi bambini vengono negati, in una realtà sociale di grande povertà, non solo materiale, totalmente incentrata sulla pura sopravvivenza.

Una volta superata la fase iniziale in cui si cercava di aiutare chiunque dove fosse possibile, è presto diventato chiaro che bisognava finalizzare l’intervento, disperdendo meno energie possibili e concentrandosi invece su quello che sicuramente è il mezzo privilegiato di crescita, cioè l’educazione. Educazione non solo scolastica, benché importantissima in un contesto sociale come quello del Madagascar (paese del terzo mondo), ma anche e soprattutto educazione alla vita, al rispetto di se stessi, degli altri e di tutte le creature, alla condivisione e al sostegno reciproco, per arrivare poi alla consapevolezza del proprio diritto di essere rispettati e considerati in una nuova società che si sarà contribuito a costruire tutti insieme.

COD: 978-88-6353-023-0

Descrizione

‘Omeo Bon Bon’ onlus nasce nel 2005 dall’intento di Antonio Vasco, Emanuele Gessi e pochi altri amici volonterosi, al fine di operare concretamente per migliorare le condizioni di vita dei bambini di strada nella città di Fianarantsoa in Madagascar.

Intento forse ambizioso ma dettato e sostenuto da una forte spinta interiore, rafforzata dalla graduale presa di coscienza che anche i più elementari diritti di questi bambini vengono negati, in una realtà sociale di grande povertà, non solo materiale, totalmente incentrata sulla pura sopravvivenza.

Una volta superata la fase iniziale in cui si cercava di aiutare chiunque dove fosse possibile, è presto diventato chiaro che bisognava finalizzare l’intervento, disperdendo meno energie possibili e concentrandosi invece su quello che sicuramente è il mezzo privilegiato di crescita, cioè l’educazione. Educazione non solo scolastica, benché importantissima in un contesto sociale come quello del Madagascar (paese del terzo mondo), ma anche e soprattutto educazione alla vita, al rispetto di se stessi, degli altri e di tutte le creature, alla condivisione e al sostegno reciproco, per arrivare poi alla consapevolezza del proprio diritto di essere rispettati e considerati in una nuova società che si sarà contribuito a costruire tutti insieme.