Si può accettare l’esistenza del male?

Prendo spunto da una lezione di Raja Yoga che si è incagliata sull’accettare che esistano realtà malefiche come l’ISIS…
E allora cerchiamo di capire la vita partendo da questo esempio.
Non accettare l’ISIS o qualsiasi altro male che esista sulla Terra non serve, perché tanto esiste lo stesso, e inoltre probabilmente dovremo farci i conti ancora per un po’, vediamo perché.
Il male che molti stanno subendo esiste perchè il karma dell’umanità lo consente, o meglio siamo noi uomini che lo abbiamo creato, attraverso le infinite violenze che abbiamo commesso nel passato. Questa si chiama karma, “legge di causa ed effetto”, “ciò che si semina si raccoglie” ecc. ecc.

Quando vi chiedete: come mai c’è tanta violenza oggi? Come mai esistono persone che fanno tanto male? Provate a pensare a quello che è stato prodotto nel passato, anche recente: lo sterminio di massa dei totalitarismi del ‘900, lo sterminio delle popolazioni indigene dell’America, la tratta degli schiavi dall’Africa e, purtroppo, tanto altro. Secondo voi delle cause di questo tipo potevano produrre come effetto: gioia, amore, felicità?
Non accettare la violenza che esiste oggi vuol dire non riconoscere la legge del karma e non prendersi la responsabilità delle proprie azioni.

L’atteggiamento di chi è sul sentiero non è mai quello di opporsi alla vita, quindi dovremmo prendere atto che il male esiste e accettarlo come una delle forze della vita: bene e male, luce e tenebra, yin e yang. Non voglio dire che dobbiamo giustificare il male o addirittura avallarlo, anzi, però invece di dire che non dovrebbe esistere, dovremmo cercare di capirne le cause, i relativi effetti e come trasformarli.

Tutti speriamo in un mondo migliore, e sicuramente lo realizzeremo, però ci vorrà tempo, perchè tutte le persone che anche oggi odiano, rubano, uccidono con crudeltà, si stanno creando un grande karma, il quale andrà sicuramente scontato. Queste persone dovranno essere odiate, derubate o uccise, e la vita gli procurerà il “cattivo” di turno che agirà contro di loro quello che loro fanno oggi. E’ una ruota che gira.
Allora non avrà mai fine? Non è così, volevo solo togliere illusioni su come “dovrebbe essere” e farvi capire che la vita è anche questo…
In realtà il karma si può subire o trasformare, quindi oggi possiamo lavorare per trasformare il karma residuo. Inoltre oggi stiamo costruendo il karma futuro, abbiamo la possibilità di agire in modo diverso affinché questo karma sia finalmente positivo.

Gesù ci ha mostrato la via per estinguere il karma dell’umanità, attraverso un unico comandamento sintetico che contiene la soluzione a tutti i problemi: “ama il prossimo tuo come te stesso”.
Cioè, visto che per la legge di causa ed effetto ti torna tutto quello che fai, se tutti gli uomini imparassero ad amare, in breve tempo non esisterebbe che amore… fine della sofferenza!
È così che si realizzerà la Gerusalemme Celeste sulla Terra.

Questo avverrà per gradi, ma se un gran numero di persone inizia ad amare (invece di odiare, giudicare, rubare o uccidere), la coscienza del pianeta e dell’umanità cambierà, e ci saranno sempre meno persone che dovranno subire il male.
Per questo l’unica via per creare un mondo migliore non è quella proposta dalla massa: “uccidiamoli tutti!!!”, ma quella mostrata da Gesù. Cercare di perseverare nell’amore e nell’accettazione, anche di ciò che non ci piace.

Ancora oggi abbiamo i nostri “sepolcri imbiancati”, coloro che affermano di volere difendere la nostra fede… esprimendo tanto odio e crudeltà!?! Ci si definisce cristiani a parole e poi nei fatti si è lontani anni luce dal Suo insegnamento. Dobbiamo essere cristiani nei fatti, mettere in pratica il Suo comandamento, interrompendo la catena dell’odio attraverso l’applicazione scientifica dell’amore. Non so come, non è per niente facile, ma so che quella è l’unica via!

Il karma è ineluttabile, se io odio qualcuno, anche se mi sembra giustificato per mille motivi, in realtà sto seminando odio e di conseguenza raccoglierò odio. Massimo Rodolfi afferma spesso: “Il male non ha mai ragione”, cioè anche se pensi di avere ragione, questo non ti giustifica a fare del male a qualcuno, perché altrimenti attivi un meccanismo di causa ed effetto che ti tiene ancorato a quella dinamica per vite intere.
Per fermare tutto questo dobbiamo interrompere il circolo vizioso applicando una nuova energia, che non sarà più odio, ma amore.
Se ce la faremo, l’umanità futura non avrà più bisogno di carnefici che ci facciano subire il karma agito, ma ci saranno illuminati che riverseranno su di noi l’amore agito.

Forse l’umanità ce la farà, o forse no, ma guardate che la stessa cosa vale anche a livello personale. Se io interrompo la ruota del karma negativo, se invece che odiare chi mi odia comincio ad amarlo e a volere bene anche a chi mi fa del male, sto costruendo il mio karma futuro, e anche se oggi non sarà facile, sicuramente lo sarà sempre di più nel futuro che verrà.
Che la ruota del karma giri un’altra volta, ma questa volta sarà il karma dell’amore.

Cosa ci unisce e cosa ci divide?

Sapete perché cerchiamo la vita di coppia?
Voi direte “perché la natura ci ha fatto così, allo scopo di procreare per continuare la specie”. Oppure “perché Dio ci ha fatti così, uomo e donna che si uniranno in una carne sola”.
Sicuramente è così, ma dal punto di vista esoterico la ricerca di una relazione di coppia parte dal fatto che siamo nostalgici dell’unità perduta e la vogliamo riconquistare.

Siamo scintille divine emanate dal Padre, monadi entrate in manifestazione seguendo il percorso che porta dal reale all’irreale, dall’unità della trascendenza alla dualità dell’immanenza. E’ vero che la dualità è illusoria, ma fino a quando siamo immersi nella Maya, la viviamo come estremamente reale.

In realtà tutto è uno, e la consapevolezza di ciò produce una condizione definita Sat Chit Ananda, che vuol dire essenza, consapevolezza e beatitudine. Sono consapevole di essere uno col tutto e quindi non posso che essere beato.
Invece da quando siamo entrati in manifestazione sentiamo che non siamo completi, che ci manca qualcosa, e come sempre quando agisce il sé inferiore, lo cerchiamo al di fuori di noi.

Questo avviene a diversi livelli, da colui che cerca solo sesso senza alcun coinvolgimento, a quello che cerca l’amore eterno… sono diverse gradazioni della legge di attrazione, che è una delle leggi fondamentali della vita. Tutto la creazione si muove verso l’unità perduta, che coinciderà con quello che le filosofie orientali definiscono il Pralaya e gli scienziati moderni chiamano Big Crunch, dove tutto ritornerà Uno.

Nel nostro piccolo noi siamo attratti da una persona che ci completi, che abbia le qualità che sentiamo mancarci. Per questo motivo gli opposti si attraggono, ed è per questo che i rapporti tra persone complementari normalmente funzionano meglio, perché tu mi dai qualcosa che io non ho e viceversa, insieme realizziamo una unità che è molto di più della somma delle nostre dualità.

Se invece due persone hanno le stesse qualità e magari gli stessi difetti non si completano, anzi amplificano queste energie in modo esponenziale, e questo può generare conflitto.
Attenzione però che non è sempre così, sto esprimendo concetti generali. In realtà siamo attratti dalla dolce metà da cause che dipendono dal nostro grado di libertà dal karma.

Abbiamo visto negli articoli precedenti che se rispetto alla vita sentimentale abbiamo ancora un karma “pesante” da subire, saremo attratti da una persona (agente del karma) che ci porterà a sperimentare esattamente quel tipo di sofferenza. Se invece il nostro karma è “leggero”, saremo liberi da condizionamenti e troveremo l’anima gemella che avrà effettivamente le qualità che ci servono per realizzarci al meglio in questa vita.

Nei secoli avremo sperimentato relazioni di ogni tipo, dalle più egoistiche e brutali a quelle più elevate, ma sempre allo scopo di trovare l’altra metà della mela. Questa però è ancora una fase intermedia, perché la vera unione la dobbiamo trovare dentro di noi, e lo yoga ci fornisce gli strumenti.

La parola Yoga deriva dal sanscrito Yug che vuol dire unione, realizzare lo yoga vuol dire realizzare l’unità dentro di sé. E’ la composizione delle polarità maschile e femminile, Shiva e Shakti, che si uniscono nel matrimonio celeste. E questo avviene in noi.

Quando realizzi lo yoga sei libero da karma e a quel punto puoi vivere le relazioni non più spinto dalla ricerca dell’unità, che hai già, ma per libera scelta. Se vorrai stare da solo lo farai senza che questo produca sofferenza, e allo stesso modo se vorrai vivere una relazione la vivrai… senza che questa produca sofferenza. Sat Chit Ananda!

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Cambio partner! E poi? Se non cambio io, non cambia niente.

Cambio patnerNegli articoli precedenti abbiamo elencato diverse fasi del rapporto di coppia. Per esempio abbiamo visto come a volte siamo attratti dal partner che poi col tempo pensiamo non sia quello che cercavamo, o che volevamo.

Se siamo a questo punto diventa importante chiedersi perché siamo finiti con lui / lei. Ma chiedercelo davvero, in modo sincero, perché ormai avrete capito che il caso non esiste!
Se siamo in questa situazione c’è sicuramente un karma che ci lega, dobbiamo capire quale.
Non voglio dire che ci si mette insieme solo per karma negativo. Il karma è “spinta all’azione”, e può essere sia positiva che negativa. Il karma positivo non ci preoccupa, perché produce armonia e soddisfazione, mentre quello negativo è la vera causa della nostra sofferenza, e su questo dovremo lavorare se vogliamo cambiare le cose.

La sofferenza ha una sua funzione, nello specifico ci vuole fare capire come mai siamo stati attratti proprio da quel partner, e cosa dovevamo sperimentare, conoscere e vivere in quella esperienza. Conoscere vuol dire prendere coscienza delle dinamiche che si agiscono tra noi e il partner. È davvero solo “colpa” sua se il rapporto non funziona? Oppure stiamo agendo anche noi qualcosa di distruttivo? Che cosa? È questa la vera domanda! Se lo scopriamo possiamo cambiare, e allora le cose andranno diversamente.

Il partner ci mostra tutto questo, ed è il motivo per cui fuggire non serve. Bisogna vivere quella esperienza fino in fondo, perché? Perché se siamo lì vuol dire che l’anima vuole sperimentare quello. Se la personalità decide di fuggire, che può sembrare la soluzione più comoda, l’anima tenderà a riprodurre la stessa situazione ovunque si vada.

Fuggire dal rapporto è un tentativo di sfuggire al proprio karma, ma il karma è preciso, se devi vivere quella esperienza la vivrai, fino a quando quell’esperienza non sarà compiuta. Fino ad allora, anche se si cambia partner, se ne troverà uno con le stesse caratteristiche, che farà vivere più o meno le stesse esperienze.
In genere non si è consapevoli di tutto questo, si pensa… “sono tutte uguali”, e invece no, siamo noi che le cerchiamo col lanternino proprio per alimentare il meccanismo.

Viceversa se affrontiamo il problema le cose pian piano si chiariscono, i veri moventi delle nostre azioni e i relativi effetti nella vita diventano chiari e, se non ci piacciono, potremo cambiarli.
Quando avremo visto l’immagine karmica in azione, potremo applicare la forza adeguata per trasformarla. A quel punto il rapporto sarà più libero e molto più soddisfacente, perché vedrete che se smettiamo di agire il nostro potere, piuttosto che la nostra richiesta di attenzione, in modo distorto, anche il partner si ammorbidirà nei nostri confronti. Altrimenti, se proprio la storia è finita, troveremo un’altra persona con la quale le cose andranno diversamente, perchè noi siamo diversi.

In questi articoli parlo delle dinamiche che riguardano la vita di coppia, ma queste sono le dinamiche della vita in generale, quindi potrete riconoscere gli stessi meccanismi per esempio sul lavoro o nelle relazioni sociali.
Cambiare partner, lavoro, amicizie non risolve di per sé il problema. Il punto è che o cambiamo noi, oppure troveremo un altro partner, lavoro, amici con i quali avremo gli stessi problemi del precedente.

Vi chiederete: “sì, è chiaro, ma come faccio a sapere quale è il mio meccanismo inconscio? E quando l’ho visto, come faccio a sapere se l’ho risolto, o ancora no?”.
Questo finale è ovviamente soggettivo, ognuno avrà la propria immagine karmica con i relativi meccanismi; è proprio quella che dovete imparare a riconoscere e trasformare.

Il Raja Yoga ci aiuta in questa direzione attraverso l’ascolto di sé, che vuol dire portare l’attenzione sugli avvenimenti della nostra vita e “sentire” quali energie si muovono e come. Una volta riconosciute le energie distruttive possiamo cambiarle, sostenuti da un altro grande strumento che è la meditazione.

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Anime gemelle, cosa sono?

anime-gemelleEsistono veramente le anime gemelle?
Se pensiamo a un partner con il quale andrà sempre tutto bene, della serie “… e vissero per sempre felici e contenti”, beh, questo può essere leggermente illusorio.

Eppure io risponderei di sì. In ultima analisi, quelle che s’incontrano in un rapporto, si possono sempre definire anime gemelle, o quanto meno parenti, magari alla lontana. Il fatto che lo riconosciamo o no è un problema di percezione.

Il colpo di fulmine è un buon esempio di incontro tra anime gemelle. In un istante si sente un’affinità incredibile, si ha l’impressione di conoscersi da sempre… che sia avvenuto in una vita passata? Non ridete, perché molto probabilmente è così, ma non è questo il punto.

Cosa è successo? Può essere che in un momento di particolare tranquillità emotiva e mentale abbiamo percepito l’incontro di 2 anime che veramente si sono riconosciute, ritrovate, allo scopo di mettersi insieme. Questo incontro è di una grande bellezza e tu senti la gioia che dal piano dell’anima discende a entusiasmare i corpi (mentale, astrale e fisico).
In questi casi in genere il rapporto parte alla grande, ma può succedere che col passare del tempo emergano anche dei problemi. Com’è possibile se siamo anime gemelle?

Il problema è che solo gli iniziati da un certo livello in su, vivono stabilmente sul piano dell’anima. Tutti gli uomini al di sotto di quella iniziazione possono avere sprazzi di coscienza dell’anima, ma poi si reimmergono nei tre mondi, e quaggiù le personalità cozzano.

Per questo dicevo che è un problema di percezione, perché se hai la percezione del piano dell’anima vedi il progetto che unisce, ma se non riesci a stare su quel piano, quando la coscienza rientra nei piani inferiori percepisci i meccanismi, le distorsioni, le immagini karmiche, e questo può produrre irritazione, rabbia e delusione.
In realtà quando i meccanismi si incastrano bene, il rapporto funziona anche tra personalità, magari ci sono distorsioni, ma essendo distorsioni “compatibili” producono armonia.
Altrimenti sorgono pensieri del tipo: “Chissà cosa avrò visto in lui?”. Semplicemente non ricordi che a livello profondo avevi visto bene, però poi le personalità hanno ancora karma da smaltire, e questo non ci consente di vivere stabili nella beatitudine.

Le anime non sentono la sofferenza, si aiutano mostrandosi a vicenda i limiti sui quali bisogna lavorare per crescere. Quindi vedete che anche se possiamo vivere sofferenza nei rapporti, siamo comunque anime gemelle, ci siamo uniti per mostrarci la via per risolvere il karma residuo.

Qui diventa fondamentale l’ascolto di sé. Se impariamo a ascoltarci, ad osservare (non razionalmente) quello che ci rimanda il nostro rapporto, capiremo dove stiamo agendo meccanismi distorti. Quando li vediamo, dobbiamo continuare ad ascoltare con mente aperta e senza pregiudizi, e pian piano si chiariranno le dinamiche, le pretese egoistiche, a volte anche infantili, che ci sono dietro. Queste sono la vera causa della nostra sofferenza, e quando le vediamo ci diamo da fare per cambiare. E’ così che si trasmuta il karma.

Da quando direte “ho capito”, a quando riuscirete ad agire in modo veramente distaccato passerà un po’ di tempo, la cosa non è così immediata. Quel karma ha una certa quantità, che può essere considerevole, eppure attraverso questo processo perde forza e vi condiziona sempre meno, fino alla sua completa estinzione. Questo è il “sentiero della prova”, che riguarda aspiranti e discepoli.

L’innamoramento è simile al colpo di fulmine, ma avviene su un piano inferiore, cioè non sono le anime a riconoscersi, ma i corpi astrali:
1) l’immagine karmica fa incontrare l’anima gemella (…inferiore, cioè un “corpo astrale gemello”).  Il desiderio e l’illusione che produce fanno percepire tutto come magnifico;
2) poi pian piano iniziano i problemi, perché quando passa l’illusione, entri nel meccanismo dettato dall’immagine karmica, che ti deve fare vivere quella sofferenza.
Questo modo più inconsapevole è il “sentiero del dolore” dove il karma lo estingui subendo quella sofferenza.

C’è da dire che se dall’innamoramento si passa all’amore, cioè se si riesce ad andare oltre l’illusione iniziale data dalla pulsione, e si comincia ad apprezzare la persona per quello che veramente è, si va oltre i propri meccanismi e si fa un grande balzo in avanti.

Il rapporto di coppia è l’ambiente elettivo di tutte queste dinamiche, col partner passiamo i nostri momenti più intimi, dove è difficile nascondersi, e dove i nodi prima o poi vengono al pettine. Certo a volte è problematico e causa sofferenza, ma è così che possiamo arrivare a conoscerci veramente.
Il partner è il nostro “agente del karma”, ovvero colui che sta attivando il karma che dobbiamo affrontare, ce lo sta mostrando, perché è solo conoscendolo che potremo trasformarlo.

Quindi anche nei casi peggiori il partner è comunque l’anima gemella, perché è l’anima che ci permette di vivere, ed eventualmente riconoscere e trasformare, quel karma.
Vale anche per le persone che cambiano spesso partner, non saranno tutte anime gemelle, saranno anime parenti alla lontana, ma pur sempre anime che si incontrano con quello scopo.

Alcune anime si uniscono per tutta la vita, altre si uniscono per tempi più brevi, ma mai per caso, sempre per crescere insieme, e quando necessario anche attraverso la sofferenza.
Sta a noi cercare di capire, di “ascoltare”, quello che ci mostra il partner.

”Non puoi trasformare ciò che non conosci”, quindi ascoltati, ascolta cosa ti rimanda il tuo rapporto o l’assenza di rapporto, ascolta cosa ci metti di tuo per farlo andare così, e finalmente riconoscerai il vero movente delle tue azioni. A quel punto potrai applicare Patanjali: “Quando sorge un pensiero contrario allo yoga, esprimi il pensiero opposto”.
Vi consiglio il libro “Psicologia dello Yoga” che spiega molto bene questi meccanismi e come affrontarli.

Detta così sembra facile, ma vi assicuro che non lo è! L’importante è che abbiate capito quanto sia indispensabile vivere i rapporti in modo consapevole, e soprattutto smettere di recriminare.

In amore vince chi fugge! Una spiegazione esoterica

vince-chi-fuggeProseguiamo con l’analisi delle immagini karmiche nei rapporti di coppia: è vero che in amore vince chi fugge?
Il meccanismo del “tirarsela” è l’opposto di quello dello “zerbino” , ed è anche questa una maschera.
Tutto è energia, e l’energia è coscienza. Ci fermiamo troppo spesso all’apparenza, pensiamo che se uno dice: “voglio trovare l’anima gemella”… lo voglia veramente. Mentre abbiamo visto che una parte della sua coscienza esprime l’energia opposta, che allontana eventuali partner.

Chi fugge applica il meccanismo opposto, basato su pensieri del tipo “non ci sono”, “lasciatemi in pace”, “voglio stare per conto mio…”. Anche questa è una maschera, che copre una grande quanto inconscia richiesta di attenzione.
Quindi pur affermando di volere stare da solo, in realtà esprime richiesta di attenzione, e così attira persone… ovviamente compatibili col suo meccanismo.

Per esempio attira chi ha pensieri tipo : “questa persona, che non mi dimostra affetto, la associo al mio genitore che mi ha amato meno”. L’illusione è: “con il mio genitore non sono riuscito a ricevere l’amore che desideravo, magari con lui ci riuscirò”.
Si vorrebbe cambiare la persona amata per sanare vecchie ferite, e quando ci si accorge che la persona non cambierà, o meglio non come si pretendeva, nascono i problemi…

Oppure attira chi ha il meccanismo della competizione: una persona che sembra irraggiungibile può innescare una competizione del tipo: ”vedrai che io gli faccio cambiare idea”, oppure “come mai tutti mi desiderano e invece lui è indifferente???”.
Quando una persona è irraggiungibile diventa improvvisamente desiderabile, viene apprezzata di più, mentre chi è troppo disponibile diventa scontato.
Non so se avete notato i termini: scontato=in saldo, la disponibilità supera la richiesta; apprezzato= il prezzo aumenta in quanto prezioso, difficile da ottenere.
Il problema è che se hai questo spirito competitivo, una volta raggiunta la meta, potresti essere portato a cercare un altro “obiettivo” irraggiungibile.

In mezzo tra lo “zerbino” e “colui che fugge” ci sono quelli che hanno trovato la pace interiore e non hanno più bisogno dei meccanismi.
Sono radianti e non reclamano attenzione, semplicemente la loro radianza li rende magnetici. Attirano le persone grazie a quello che sono e i loro rapporti sono armonici… sono abbastanza rari.

Questa carrellata di meccanismi serviva solo a farvi notare alcune cause che stanno alla base dei problemi di coppia, ma non intendevo certo scoraggiarvi in merito ai rapporti, anzi. In realtà vi è un grande aspetto costruttivo in tutto questo film: l’estinzione del karma.
Introduciamo alcuni concetti su come agisce il karma.

Abbiamo visto come i meccanismi che agiamo per conquistare o allontanare il partner siano la vera causa della nostra sofferenza. Questa di per sé è già un modo per estinguere il karma.
Vi ricordo che il karma si può o subire o trasformare. Attraverso questa sofferenza lo stiamo subendo, e visto che il karma non è mai infinito, la quantità che c’è dietro prima o poi finirà. Si chiama “sentiero del dolore”, ed è la via di minore resistenza per l’umanità media.
Tutto questo non è ineluttabile, perché il karma non è una punizione, ma il modo che ha la vita di mostrarci quello che stiamo agendo. Se la situazione mi rimanda sofferenza, vuol dire che dietro c’è una immagine karmica in azione, che mi fa agire inconsciamente in modo distorto.
Il partner non è il nemico, il partner o l’assenza di partner, mi stanno indicando dove è l’immagine karmica, siamo anime che si stanno aiutando sul sentiero.
Questi segnali possono e devono essere colti, se vogliamo smettere di subire il karma. Il Raja Yoga in questo senso ci fornisce uno strumento indispensabile, che è “l’ascolto di sé”.

Di questo parlerò nel prossimo articolo “Anime gemelle, cosa sono?”, dove approfondirò l’aspetto costruttivo, la grande funzione, del rapporto di coppia.
To be continued…

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Il meccanismo dello “zerbino”. Quando l’ho visto “da fuori”…

il-meccanismo-dello-zerbinoProseguiamo con l’analisi delle immagini karmiche nei rapporti di coppia: il meccanismo dello “zerbino”.
Non parlo di luoghi comuni, ma di esperienze dirette, che ho vissuto e compreso. Grazie alla meditazione, nel tempo ho preso coscienza di alcuni miei meccanismi, li ho superati e la mia vita è cambiata; altri sono ancora inconsci e ci dovrò lavorare, ma intanto può essere utile condividere con voi le esperienze che ho vissuto.
Per parlare del meccanismo dello “zerbino” vi racconto una esperienza molto particolare. Un giorno ero in un giardino a parlare con una ragazza che mi piaceva, le stavo raccontando “le solite cose” quando a un certo punto… la mia coscienza è uscita dal corpo! Improvvisamente mi sono ritrovato di fronte alla panchina e vedevo me stesso che parlava con lei.
Vedendomi da fuori ho riconosciuto il modo in cui le parlavo, che era lo stesso di chissà quante altre volte… è stato bruttissimo. Ricordo il mio stupore misto a scoramento: “Noooo, ancora queste cose?”, “ma basta!!!!”… mi facevo venire il latte alle ginocchia da solo.
L’incredibile è che nel mio “film”, cioè fino a quando non l’ho visto così chiaramente, ero convinto di conquistarla proprio con quegli argomenti e con quel tono di voce. E mi stupivo se lei si allontanava invece che sentirsi attratta.
Ma va!!! Che strano!?! Ma come mai? Forse non ha capito le mie “vere” intenzioni???
No no, ha capito benissimo, o meglio razionalmente potrebbe anche non avere capito, ma istintivamente ha sicuramente percepito l’energia irritante del meccanismo, ed è fuggita.

Nello specifico ho visto in me il meccanismo dello “zerbino”. Più o meno il senso delle mie parole era: “che bello tutto quello che dici e tutto quello che fai…”, “se ti serve qualcosa io ci sono… ” , “facciamo quello che vuoi…”, ecc.
A quel tempo mi sembrava una bella cosa, la ascoltavo ed ero disponibile, cosa si può volere di più? Il problema è che forse ero troppo disponibile, c’era qualcosa di distorto. Mi sono reso conto dopo che l’energia di questo meccanismo è “bisogno di attrarre per legare a sé”, che è opprimente e soffocante.
Parlando per luoghi comuni, succede poi che magari lei si allontana da te per andare col solito “stronzo“, che non la considera neanche!?! In genere avviene così, ma vi siete mai chiesti perché? Perché quello che chiamiamo lo “stronzo” in realtà semplicemente è più centrato in sé stesso, non si aggrappa all’altro, che così non si sente oppresso.
Non è che lo “stronzo” sia libero da meccanismi, probabilmente ha proprio il meccanismo dello “stronzo”, che avrà altre cause e altri effetti rispetto a quello dello zerbino. Esistono diversi tipi di meccanismo e ognuno elabora il suo in base al karma che deve affrontare. Scoprirete che nei rapporti di coppia ci si attrae anche per i propri meccanismi, ma di questo parlerò in un prossimo articolo dal titolo: “Cosa ci unisce? Cosa ci divide?” .
Il funzionamento dei meccanismi è semplice: dall’immagine karmica sorge un pensiero distorto, ammantato di nebbia, che fa credere che quel tipo di atteggiamento darà i risultati desiderati; mentre l’immagine già sa che condurrà proprio alla sofferenza e alla solitudine che “lei” desidera!!! Questo circolo vizioso va avanti fino a quando non lo si vede, perché non si può cambiare quello che non si conosce.
Per vederlo bisogna riuscire ad andare oltre le nebbie della personalità, avere una visione distaccata di sé, come io l’ho avuta “casualmente” quel giorno nel parco. Ma guardate che quello è stato un episodio eclatante, normalmente la presa di coscienza avviene naturalmente man mano che ci si libera dalle proprie illusioni.
Per capire chi siamo e da cosa dobbiamo liberarci, la scienza esoterica ci spiega che l’uomo è suddiviso in 3 strati principali: il Sé superiore (nucleo), ricoperto dalla personalità con i suoi attaccamenti, il sé inferiore, e allo strato esterno c’è la maschera che serve per coprire l’egoismo del sé inferiore e mostrare agli altri un’immagine più accettabile.
La meditazione aiuta ad andare in profondità, oltre la maschera, oltre il sé inferiore, fino a riconoscersi nel vero Sé: “yoga citta vritti niroda”. Qui la visione è pura e distaccata.
È stato il Sé superiore che mi ha mostrato la maschera (la disponibilità esagerata), che copriva le vere motivazioni del sé inferiore(attrarre a sé la persona per legarla).

Quando si parla di espansione di coscienza, di consapevolezza di sé, in realtà è proprio questo, avere una visione non annebbiata e distaccata che ti permette di vedere queste dinamiche con obbiettività.
Coltivate la meditazione, fate cadere i chitta vritti, e vedrete le maschere e tutto quello che c’è dietro. È questo che vi fa soffrire, non gli altri. Gli altri agiscono semplicemente in conseguenza ai vostri meccanismi.
La consapevolezza di ciò non è così diffusa e questo è il motivo per cui i rapporti tra gli esseri umani sono così incasinati e spesso producono sofferenza… come vedete non sono luoghi comuni.

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