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Anna Todisco

Anna Todisco

Telefono: 328 9636352

Biografia:
Anna Todisco nasce nel 1959 a Napoli, dove si laurea presso l’Istituto Universitario Orientale in lingue e letterature straniere moderne con specializzazione in lingue slave. Dal 1984 vive a Firenze dove fa varie esperienze di insegnamento a bambini, adolescenti, adulti. Per diversi anni segue, in collaborazione con i servizi sociali territoriali, bambini ed adolescenti problematici. Parallelamente coltiva ed approfondisce interessi che spaziano dalla filosofia orientale e yoga al reiki ed alle terapie olistiche. Sceglie di dedicarsi completamente alla famiglia cercando sempre di mettere in pratica le conoscenze acquisite ed i conseguimenti della sua ricerca interiore, convinta che la spiritualità si realizza nel quotidiano. Dal 1995 si occupa di raja yoga ed esoterismo, diplomandosi nel 1999 ad Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, fondata da Massimo Rodolfi, di cui è insegnante a Firenze. Tiene la rubrica Letteratura e spiritualità sulla rivista il Discepolo della Draco Edizioni e scrive per la sezione Yoga per Tutti all’interno del portale Yogavitaesalute.

Email: anna-todisco@libero.it

insegnanti (*) Insegnante Atman | Insegnante Energheia | Giornalista | Scrittore

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Articoli pubblicati:

I sei darsana e la codificazione dei Sutra

Intorno al VI sec. A. C. nella cultura indiana si assiste ad una svolta importante con l’inizio della codificazione della filosofia e la nascita dei darsana, o scuole di pensiero. Come sia avvenuto questo passaggio e su quali basi l’abbiamo descritto nel precedente articolo I sei darsana più autorevoli e rappresentativi, tra i diversi che sorsero sull’impulso di dare una sistematizzazione logico-critica al pensiero filosofico indiano, pur nel loro differenziarsi, condivisero inevitabilmente il contatto profondo…

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Vidya, la scienza dell’investigazione e la nascita dei darsana

Nella storia del pensiero filosofico indiano, come abbiamo avuto più volte modo di sottolineare, Veda e Upanishad rappresentano l’essenza stessa della spiritualità (http://www.yogavitaesalute.it/la-scienza-dello-yoga/quello-e-questo-come-in-cielo-cosi-in-terra/). Entrambi, in quanto appartenenti alla tradizione “udita”, le Sruti, costituiscono esempi di rivelazione diretta risalente ai saggi veggenti, in virtù di ciò sono veicolo di conoscenza. La conoscenza-vidya è la sola luce che può consentire di distruggere l’ignoranza-avidya, causa di ogni umana sofferenza, e condurre alla Realizzazione (http://www.yogavitaesalute.it/la-scienza-dello-yoga/quale-libertà/). Mentre l’aparavidya consente la…

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Le età del mondo

Egli dimora in tutte le creature e, ardendo furiosamente, alla fine dei tempi Egli, che è il signore, manda in frantumi tutte le cose create. (Svetasvatara Upanishad) È lui che quando l’universo è dissolto resta solo, vigilante, ed è poi Lui che (di nuovo) dalle profondità dello spazio risveglia alla vita i puri spiriti. (Maitri Upanishad) La filosofia dell’Epica indiana e le Upanishad più recenti condividono l’idea di un eterno processo di creazione e distruzione…

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I saggi che saremo

L’uomo buono, lo tratto con bontà, e colui che non è buono, tratto anche lui con bontà; in questo modo ottengo bontà. L’uomo di buona fede, lo tratto con buona fede, e colui che manca di buona fede, anche lui lo tratto con buona fede; in questo modo attendo buona fede. (Tao Te Ching) Davanti ad ogni ricercatore spirituale, quando questi è riuscito a ridurre ai minimi termini i campi di sperimentazione e indagine per…

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L’inganno di Maya

Dall’irreale al Reale. Dalla tenebra alla Luce. Dalla morte all’Immortalità. Questa citazione contiene un concetto fondante di tutta la tradizione letteraria sacra indiana, la cui incontrovertibile autorevolezza è stata ampiamente riconosciuta dal grande filosofo Arthur Schopenhauer. Egli pare ritenesse le Upanishad “l’emanazione della più alta saggezza umana”, la cui lettura influenzò decisamente il suo pensiero. Questa idea-cardine delle Shruti, rivelate dall’essenza divina e raccolte dai saggi veggenti, riferisce di uno stato ultimo dell’essere, fatto unicamente…

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Lila, il gioco divino

Vidura chiese: come può essere affermato che il Signore Supremo ha creato l’universo per gioco? Il fanciullo è spinto a giocare da un desiderio di piacere o per la compagnia, ma il Signore supremo non ha desideri ed è l’essere unico ed infinito. (Bhagavata Purana) Là dove le menti dei filosofi di tutti i tempi si sono arrovellate per individuare il senso dell’esistenza umana, da consegnare all’umanità disorientata di fronte all’apparente incoerenza della vita, la…

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Quale libertà?

Il saggio che ama la consapevolezza e teme il sonno dell’inconsapevolezza non può ricadere nell’illusione. Ha trovato la via verso la liberazione. (Dhammapada) Ogni dottrina filosofica indiana, che sia lo Yoga, il Samkya o anche il buddhismo, ha avuto come punto di partenza e obiettivo fondamentale comprendere il perché della sofferenza inerente alla vita e soprattutto come uscirne. La sofferenza, come ognuno di noi ben sa, si manifesta secondo le circostanze della vita e la…

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La mente: amica o nemica?

La mente è come un lago la cui superficie è increspata dai pensieri. Per vedere il Sé sottostante bisogna prima imparare a eliminare queste increspature, a diventare padroni e non schiavi della mente. (Swami Vishnu Devananda) Molte volte, in precedenti articoli, abbiamo riferito che, secondo la sapienza antica, la realizzazione spirituale è un evento incontrovertibile per ogni uomo. Abbiamo anche ribadito che questa meta, comune all’intero genere umano su questo pianeta, non è un conseguimento…

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Tre requisiti fondamentali per la realizzazione

L’uomo fa della metafisica così come respira, senza pensarci (Meyerson)[i] È come dire che la condizione umana naturalmente induce a farsi domande su cosa c’è oltre il velo del visibile, sull’ origine di ogni cosa e sul senso profondo della vita. Fare metafisica è interrogarsi sulla natura dell’Assoluto, indagarne le qualificazioni e gli attributi, andare alla ricerca delle strutture essenziali dell’essere. È un bisogno atavico dell’uomo comprendere le ragioni della vita, il più delle volte…

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La realizzazione spirituale: meta e liberazione

Quando fissi il tuo cuore in un punto nulla è impossibile per te (Buddha) Le Scritture fanno continuamente ed espressamente riferimento al principale compito dell’uomo, alla sua imprescindibile meta. Secondo l’insegnamento upanishadico, come del resto di tutte le tradizioni religiose ed esoteriche, l’uomo deve attribuire priorità assoluta alla realizzazione spirituale, che prende diverse denominazioni: liberazione (moksa), unione col Divino etc. Il conseguimento ultimo di colui che indirizza la sua vita con assoluta unità d’intento al…

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L’Ignoranza-avidya e la vera conoscenza

E lo scopo dell’esistenza è l’emancipazione. Se l’essere umano è caduto in schiavitù per opera della maya-avidya, allora ha solo una meta: la riconquista della sua assolutezza e compiutezza[i] Esse sono due nascoste nel segreto dell’Infinito: l’ignoranza e la conoscenza; ma l’ignoranza è peritura, la Conoscenza Immortale (Svetasvatara-Upanishad) Tutta la speculazione indiana fa riferimento costante all’equazione: vita uguale sofferenza. Tutto ciò che appartiene alla condizione umana rimanda al dolore: questo ci dice Buddha, come anche…

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Quello e questo: come in cielo così in terra

Om! Quello è Pienezza. Questo è Pienezza. La Pienezza nasce dalla sua Pienezza: Tutto ciò che esiste è Pienezza. Om! Pace, Pace, Pace. (Isha Upanishad) Questa appena citata è l’invocazione di una delle Upanishad maggiori più antiche. In essa, con ineguagliabile profondità di pensiero, in un linguaggio semplice e al tempo stesso essenziale, viene riferito un concetto cardine della tematica Vedanta. L’apparente dualità della vita ci viene presentata e al contempo superata con un atteggiamento…

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Oltre l’apparenza

Le Upanishad hanno avuto l’intento di rivelare la vera natura della realtà e consegnare le chiavi per la Conoscenza suprema, eliminando l’ignoranza propria della condizione umana. Le illuminanti intuizioni dei Rishi (i maestri veggenti autori dell’opera suprema del pensiero indiano) costituiscono, secondo una definizione di Aurobindo, un flusso di rivelazione spirituale. Ci troviamo, infatti, dinanzi a insegnamenti destinati a tutti coloro che, appartenenti a qualsiasi cultura e in tutti i tempi, cercano la realtà ultima.…

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Le Upanishad e la conoscenza suprema

“Il più antico tentativo di formulare una teoria dell’origine del cosmo, e certamente uno dei più interessanti e ragguardevoli, è quello esposto nelle Upanishad”[i]: queste le parole del filosofo inglese John Stuart Mackenzie (1860–1935), che così ci introduce nel complesso, profondo e misterioso mondo del Vedanta, la “fine dei Veda”. Le Upanishad infatti, costituiscono la parte finale dei Veda, per questo sono anche dette Vedanta: “finale” sia nell’accezione di “conclusione”, costituendo essi l’ultima parte dei…

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